Cinema News — 22 ottobre 2012

TITOLO: I Mercenari 2 – The Expendables 2

ANNO: 2012, USA

DURATA: 103 min.

GENERE: Azione

REGIA: Simon West

CAST: Sylvester StalloneJason StathamDolph LundgrenTerry CrewsJet LiJohn TravoltaBruce WillisArnold SchwarzeneggerChuck NorrisJean-Claude Van Damme,Liam Hemsworth

TRAMA: I mercenari guidati da Barney Ross stavolta devono vendicare la morte di Bill The Kid il loro commilitone più giovane, ucciso dal terrorista Jean Vilain e dal suo commando.

RECENSIONE: Dopo la sua resurrezione consolidata nel precedente e metacinematografico I mercenari, Sylvester Stallone, in quell’occasione nella triplice veste di sceneggiatore, protagonista e regista, ha lasciato trapelare molto all’esterno sulla vitalità, che avevano apportato le infiltrazioni di altre icone dell’action movie all’interno del suo casting. Ora l’operazione con il reclutamento –termine più che mai appropriato- di altri due simulacri totemici come Chuck Norris e Jean-Claude Van Damme, viene reiterata con questo sequel, eppure non è solo un capitolo secondo delle prodezze di Barney Ross e soci, anche se il timone passa al più anonimo Simon West (Con-Air e il remake di Professione assassino di Michael Winner con Jason Statham), che è opera più complessa non solo del capostipite, ma anche di quanto sembra a prima vista. I personaggi al di là del tema della vendetta per l’assassinio di Bill The Kid , visto che il cinema stalloniano non si nutre certo di aforismi svolazzanti, mostrano come sia pervasiva nel racconto filmico la monumentalizzazione degli attori/atleti, che vi partecipano.

La regia vede nella natura eroica di questi residuati da museo (dice bene Arnold Schwarzenegger nell’epilogo), un punto di riferimento che assume le più varie sembianze e connotazioni.

Meravigliose sono dunque quelle sequenze ambientate nell’interno del caseggiato, dove trova rifugio il commando.La grinta del macho lascia spazio ad una dolorosissima pacatezza, che si confronta apertamente (il dolore di Barney per la morte di Bill the Kid ) , priva di maschere nella tendenza sacrificale, con quei cambiamenti non più propulsivi ma declinanti. La contraddizione è spinta all’ossimoro in modo palese, come quando Gunnar fa sapere che è in quella milizia per ragioni sentimentali e ha studiato ingegneria, mentre in questo percorso non cristallizzato ma pulsante entra anche in scena Chuck Norris (Booker detto Lupo solitario), contestualizza nei dialoghi le battute iperboliche, presenti nei blog a lui dedicati. Nell’epoca dell’azione artificiosa e digitalizzata dagli orribili freeze frames, che dopo la trilogia di Matrix hanno saturato il cinema di genere a stelle e strisce, questo dittico assume una splendida forza istintuale. Non semplicemente un cinema eroico , ma il racconto agiografico e mitopoietico di una stagione dell’eroismo cinematografico magniloquente e pomposa certamente ma anche sanguigna e viscerale, come non ce ne sono più .Un racconto edificante come una parabola, senza nessun modello stilistico prevalente ma semmai il riconoscimento delle fonti derivative, con in più il valore fondativo dell’ autorialità dell’ex Rambo.Non commettiamo però dopo la visione l’errore di esporre sia lui che i suoi sodali in un museo.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 8

FRASE: “Dovrebbero esporre noi ad un museo!”

Fabio Zanello

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