Cinema News — 01 novembre 2012

TITOLO: I Pirati dei Caraibi – La maledizione della prima luna

ANNO: 2003, Usa

DURATA: 133 min.

GENERE: Avventura, fantastico, commedia

REGIA: Gore Verbinski

CAST: Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley, Geoffrey Rush

TRAMA: Quando la figlia del governatore, Elisabeth Swann, viene rapita dal pirata Barbossa, l’amico di infanzia di Elisabeth, Will Turner (Orlando Bloom), si unisce a Jack Sparrow (Deep), un pirata vagabondo, per salvarla. Presto scopriranno che i Pirati sono stati colpiti da una maledizione che li costringe a vivere tra la vita e la morte, e mostrano la loro natura scheletrica nelle notti di luna piena…

RECENSIONE: La storia, grosso modo, è questa: la ragazza nobile si innamora dell’umile fabbro morto di fame, dal quale è fortemente ricambiata. Tuttavia, il padre della ragazza, Governatore di Port Royal, la spinge tra le braccia del Commodoro Norrington. Un amore platonico, impossibile, ma che, dopo tante peripezie, alla fine si manifesta in tutta la sua bellezza e inevitabilità.

Storia d’amore classica, come ce ne sono milioni e milioni nella storia del cinema e della Letteratura. Ecco, in questo caso, la differenza sta proprio nelle peripezie.

Quando si pensa ai Pirati dei Caraibi si pensa immediatamente a Jack Sparrow. Capitan Jack Sparrow. Il gran filibustiere, tradito dalla sua ciurma e derubato della sua nave, è l’antieroe per eccellenza, quello che non ucciderà nessun mostro per salvare una donzella in pericolo, che non lotterà contro nessuno per il trionfo della pace e della giustizia, eppure che verrà ricordato da tutti come IL pirata dei Caraibi.

La storia d’amore tra Elizabeth Swann e Will Turner si intreccia con la figura del pirata senza nave in modo perfetto, al limite dell’imbarazzante. Elizabeth rappresenta la classica donna insoddisfatta dalla vita che non sente sua, fatta di rapporti combinati e cene di gala, di corsetti e convenevoli. Sogna l’evasione, sintetizzata dall’amore per un fabbro e, soprattutto, da un interesse sfrenato per l’avventura. Il massimo della trasgressione per una ragazza promessa sposa ad un Commodoro della Marina di Sua Maestà, è quello di diventare pirata. In fin dei conti, Jack e Elizabeth sono accomunati dal desiderio di libertà, che per l’uno è rappresentato dalla riconquista della Perla Nera, per l’altra dalla vita inebriante del pirata. Inevitabile dunque, che le due figure saranno legate tra di loro per tutta la durata della prima trilogia, fino all’uscita di scena di Elizabeth e Will.

Se si provasse a chiedere a un bambino di immaginare un pirata, di certo gli verrebbe in mente l’immagine di Capitan Uncino, una figura con un arto monco, spietata e che conduce una vita al comando di una nave che vaga in lungo e in largo per i Sette mari a saccheggiare vascelli nemici.

Una volta visto i Pirati dei Caraibi, nessuno riuscirà più ad immaginare un pirata diverso da Jack Sparrow, che, in fin dei conti, non è affatto un pirata, è molto di più. Non è un caso che durante le sue avventure si ritrovi spesso solo, prima su un’isola deserta, poi nel forziere di Davy Jones, poi tra le grinfie di tribù esotiche sconosciute. Perché lui del classico pirata, rappresentato perfettamente dal suo alter ego, Capitan Barbossa, ha poco o nulla. È istrionico, geniale, grottesco, esilarante, misterioso, rubacuori, calcolatore, manipolatore, irriverente, sfrontato, disonesto e si potrebbe proseguire all’infinito. Se si osserva bene, nell’economia della storia il suo personaggio ha un ruolo accessorio, di puro intrattenitore, ma lui intrattiene divertendo e affascinando al punto da conquistare di diritto il centro della scena.

Johnny Depp è sublime: i suoi gesti, le sue espressioni, i sorrisi fanno entrare la sua interpretazione tra le meglio riuscite nella storia del cinema moderno. Il regista Verbiski, Jerry Bruckheimer e la Walt Disney tutta sono riusciti a creare e mettere in scena un personaggio unico e inimitabile.

La pellicola, grazie a Sparrow, diverte i bambini e affascina gli adulti. Le scene d’azione sono sempre roccambolesche in pieno stile Sparrow e non annoiano né infastidiscono.

I dialoghi sono il pezzo davvero forte, insieme agli effetti speciali.

Gli scambi di battute, i giochi di parole, le gag che accompagnano le azioni da semplice contorno diventano la chiave di volta per conquistare lo spettatore.

Difficile, quasi impossibile trovare qualcuno che non sia rimasto piacevolmente colpito da questo film e dagli altri della serie, che, quarto episodio a parte, non sono da meno né per intensità né per originalità.

FRASE: Quando mi hai abbandonato tutto solo in quello sputo di terra, hai trascurato una cosa molto importante di me. Sono il capitano Jack Sparrow…

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 8

Daniele Dell’Orco

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