Archivio film Cinema News — 05 febbraio 2014

Titolo:  I Segreti di Osage County
Regia: Jhon Wells
Soggetto: Tracy Letts
Sceneggiatura: Tracy Letts
Cast: Meryl Streep, Julia Roberts, Ewan McGregor, Chris Cooper, Abigail Breslin, Benedict Cumberbatch, Juliette Lewis, Sam Shepard, Margo Martindale, Julianne Nicholson, Dermot Mulroney, Sam Shepard, Misty Upham, Newell Alexander
Fotografia: Adriano Goldman
Montaggio: Stephen Mirrione
Scenografia: Nancy Haigh
Musiche: Carter Burwell
Produzione: George Clooney, Jean Doumanian, Harvey Wenstain, Steve Traxler, Grant Heslov
Distribuzione: BiM Distribuzione
Nazionalità: USA
Anno: 2014
Durata: 130 min.

 

Siamo in Oklahoma, nella contea di Osage, dove i coniugi, Violet Weston (Meryl Streep) e Beverly Weston, vivono in una casa isolata in aperta campagna.
Dopo aver assunto una domestica, il marito scompare, non lasciando evidenti tracce su dove sia andato e per quale motivo. Violet, presa dallo sconforto, chiama a raccolta tutto il nucleo familiare, indicendo così una riunione, in attesa di notizie da parte del compagno.
Nella stessa casa ci saranno quindi le tre figlie Weston con i loro compagni, gli zii e i nipoti, rendendo difficile la convivenza forzata, ma scoprendo così, molti segreti degli uni e degli altri.
Questa è la terza opera che il regista William Friedkin e lo sceneggiatore Tracy Letts si trovano a comporre assieme. Con il senno di poi, sembra che questo duetto collabori magnificamente anche nei compiti più ostici, riuscendo – come in questo caso – a trasportare anche un’opera teatrale (di Letts stesso, ndr) in versione cinematografica, senza inciampare nell’errore che molti commettono, in questo genere di passaggio, facendo teatro al cinema.
L’atmosfera drammatica degli eventi narrati, sfiora spesso la tragedia greca, grazie alla recitazione apocalittica che ogni tanto i protagonisti mettono in atto. Mentre il caldo persistente, l’aridità e il paesaggio desolato della campagna americana servono bene allo scopo di mantenere un costante senso di malinconia nello spettatore e alta la tensione tra i personaggi sempre più nervosi, a causa appunto, dell’afa.
Con l’aiuto di squisiti dialoghi meravigliosamente cuciti con i caratteri dei singoli personaggi, il film ci verrà reso più gustoso dal continuo ripetersi di colpi di scena, che si susseguiranno fino a pochi minuti dal finale.
In casa la fanno da padrone le donne: le tre figlie e la madre, spesso coinvolte in veri e propri incontri verbali  per il controllo del nucleo famigliare, sentendosi una più giusta dell’altra, ma peccando tutte di scarsa pazienza e di poca sincerità. Meryl Streep e Julia Roberts spiccano, per il ruolo più profondo e ampio che gli viene affidato, elevandosi un gradino sopra gli altri ottimi interpreti, dimostrando ancora una volta di essere degne dei ruoli più complicati (la Streep su tutte, ma non avevamo certo bisogno di conferme).
Nonostante il tutto si concluda con un esame sulla solitudine e la malinconia di vecchi ricordi ormai andati, più che una riunione, si avrà l’idea di vedere una vera e propria diatriba famigliare nel quale tutti i personaggi sono chiamati a confrontarsi tra di loro.
E allora, a quel punto, mancano le grida furiose ed i litigi che animavano la casa della vecchia e stanca Violet, consegnandola nelle mani dell’ultima persona rimasta, la colf indiana, che per ironia della sorte era l’unica che la protagonista non avrebbe mai voluto al suo fianco.

Da vedere.

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