Archivio film Cinema News — 28 dicembre 2013

Titolo: I Sogni Segreti di Walter Mitty

Regia: Ben Stiller

Soggetto: James Thurber

Sceneggiatura: Steve Conrad

Cast: Ben Stiller, Kristen Wiig, Adam Scott, Sean Penn, Shirley MacLaine

Fotografia: Stuart Dryburgh

Montaggio: Greg Hayden

Scenografia: Jeff Mann

Costumi: Sarah Edwards

Musiche: Theodore Shapiro

Produzione: Gore Verbinski, Ben Stiller, Samuel Goldwyn Jr. Stuart Cornfeld, Jho
n Goldwyn, Matt Levin, Sean Murray, Mac Brown, Richard Vane, Ethan Shapanka, Lei
fur B. Dagfinnsson

Distribuzione: 20th Century Fox

Origine: USA

Anno: 2013

Durata: 114 min.

Walter Mitty è il capo archivista della sezione negativi e quindi del patrimonio fotografico della rivista Life. Il suo lavoro è considerato da pochi un contributo utile e fondamentale per l’azienda, ma uno dei suoi più grandi sostenitori è proprio il miglior fotografo del giornale, Sean O’Connell, il quale gli affida lo sviluppo del fantomatico negativo numero 25, che dovrebbe diventare la foto copertina dell’ultimo numero del mensile Life. La foto andrà perduta e Walter, che fino ad allora non era mai uscito al di fuori della propria città, compirà un viaggio alla ricerca del fotografo freelance e del negativo perduto. Questo si dimostrerà ben più avventuroso e adrenalinico delle proiezioni mentali in cui l’ingenuo Mitty si assentava sognando ad occhi aperti.
Il quinto film di Ben Stiller risulta senza dubbio il migliore, ma ancora non riesce a colpire ed entrare nell’olimpo dei film cult. Il talento di Stiller dietro la macchina da cinepresa e la sua crescita interiore sono chiare ormai a tutti, nonostante ciò, non riesce ancora a trovare uno schema valido e originale per poter colpire il pubblico e la critica.
L’inizio, troppo lungo, rischia di stufare in fretta, perdendo di vista il vero significato del film, ovvero il viaggio e l’avventura, ben descritti dal motto della rivista stessa per cui il protagonista lavora: “Vedere il mondo in tutta la sua meraviglia, aspirando all’impercettibile infinito…”.
Una volta che Walter si imbarcherà per la sua prima ricerca in Groenlandia, allora avrà veramente inizio il film. Purtroppo Stiller si dilunga poco nei personaggi incontrati dal protagonista, nei loro caratteri e nelle loro usanze, sembra voler colpire di più lo spettatore con l’uso di panorami e ambientazioni mozzafiato, anzichè con l’uso vero e proprio di parole e/o caratteri unici.
Più volte il film è stato indicato come il nuovo “Forrest Gump”, ma alla luce dei fatti Stiller – seppur una figura ormai riconosciuta – può non risultare all’altezza delle aspettative, non essendo nè Zemeckis, nè Tom Hanks. Da apprezzare, però, lo sforzo di un attore, che reinventatosi regista, riesce a far scorrere bene su pellicola una trama non proprio semplice da realizzare. Così dimostra di saper gestire anche delle storie che non sono nelle corde di chi, come lui, ha sempre sfornato commedie in stile americano.
Purtroppo, a fronte di un inizio che stenta a decollare, viene dato poco spazio anche all’ultimo viaggio in Afghanistan, dove per la bellezza dei paesaggi e per la particolarità dei personaggi il regista poteva osare un po’ di più.
Stiller riassume frettolosamente il tutto in una specie di agenda di viaggio – anche se ben riuscita, va detto – della parte finale del film che, per l’incontro con il fotografo O’Connell, dovrebbe essere una delle più importanti della trama.
Il regista, però, proprio negli ultimi minuti ci regala la giusta ricompensa, riempiendo il cuore di Mitty e del pubblico facendoci vedere il negativo numero 25, confezionando un finale che dà un nuovo senso al film e alla ricerca che intraprende il suo protagonista. Per una volta, lo scontato lieto fine, tipico del genus, risulta essere originale e molto apprezzato per la grande attesa, totalmente soddisfatta, che il regista crea dietro questa foto.
In conclusione: nonostante le evidenti limitazioni del genere, il film diverte, riesce a regalare quasi due ore di pura fantasia per tutta la famiglia, spronando lo spettatore ad avventurarsi con maggior coraggio in luoghi sconosciuti. Per quanto mi riguarda il film lascia ben sperare per il futuro e per la crescita di un regista, che ha del potenziale per regalare forti emozioni al pubblico.

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