Cinema News — 06 maggio 2014

Titolo originale: Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann
Regia: Felix Herngren
Soggetto: tratto dal libro “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonas Jonasson
Sceneggiatura: Felix Herngren, Hans Ingemansson
Fotografia: Göran Hallberg
Montaggio: Henrik Källberg
Scenografia: Lester Cohen
Musiche: Matti Bye
Cast: Robert Gustafsson, Ralph Carlsson, Jens Hultén, Mia Skäringer, David Wiberg, Iwar Wiklander
Produzione: Felix Herngren, Patrick Nebout, Malte Forsell, Henrik Jansson-Schweizer
Distribuzione: Eagle Pictures
Nazionalità: Svezia
Anno: 2013
Durata: 105 min

Allan Karlsson è un vecchio signore che si ritrova parcheggiato – a carico del governo svedese – in una casa di riposo, da lui mal sopportata vista la sua indole ancora proattiva. Per questo motivo, il giorno del suo centesimo compleanno (evento che sembra non destare alcun interesse nel protagonista), decide di scavalcare la piccola balaustra che lo separa dal mondo esterno e di mettersi in viaggio, diretto in un posto qualunque. Nel fare ciò, s’imbatterà in una preziosa valigia che sarà la fonte di nuove avventure, ma – allo stesso tempo – foriera di guai assai grandi per uno che ha già vissuto un secolo. Durante il viaggio, troverà nuovi amici che condivideranno con lui i concitati giorni della fuga.

Tratto dall’omonimo best seller svedese – che è valso all’autore lo stesso pregiato riconoscimento della crusca svedese già vinto in passato dal molto discusso Uomini che odiano le donne – il film vuole essere la trasposizione su pellicola di quello che è già stato a suo tempo un fenomeno letterario. Come ogni operazione di questo genere, deluderà sicuramente i lettori del libro e rovinerà il piacere a coloro che non lo avessero ancora letto.

La storia – tra il genere avventuroso e il comico – è incentrata su un ennesimo idiot savant che lo spettatore può credere un insignificante uomo vissuto fin troppo, ma che in realtà nasconde una storia spettacolare che, all’uscita dalla sala, vorremmo tutti fosse semplicemente vera. La matrice d’ispirazione è senza dubbio Forrest Gump, ma questa volta la vicenda è ambientata nella sconosciuta (ai più) Svezia, con scenografie meno “hollywoodiane” ma non per questo non curate. Ovviamente ogni altro paragone in questa direzione è quanto mai inappropriato. Inutile confrontare una grande produzione hollywoodiana con questo delizioso e rilassante film che seppur preciso e attento nelle ricostruzioni storiche si scontra con una disponibilità di mezzi diversa da quella che possono permettersi le grandi major.

La riuscita di narrazioni come questa è da ricercarsi nell’espediente dell’assurdità della storia, che però avrebbe tutte le carte in regola per essere reale: una finzione, ma non troppo; lontana dall’irrealistica fantascienza o dall’eccessivamente complicata finzione storica. Veniamo portati a credere che personaggi come il protagonista Allan, un po’ disadattati e tardi, possono comunque aver avuto un ruolo importante lungo le direttrici della storia passata: in bene ed in male. Una commedia ben orchestrata, che non scade nel becero, ma che punta forse troppo sul suo protagonista Robert Gustafsson, attore cinquantenne apprezzato in patria, invecchiato ad hoc per la narrazione “presente” della storia.

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