Cinema News — 27 ottobre 2012

TITOLO: Il cigno nero

ANNO E LUOGO DI PRODUZIONE: 2010, USA

DURATA: 110 min.

GENERE: Thriller

REGIA: Darren Aronofsky

CAST: Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis, Barbara Hershey, Winona Ryder.

TRAMA: Nina è una giovane ballerina del New York City Ballet e sta per realizzare il suo sogno, essere l’etoile ne “Il lago dei cigni” ma, grazie anche al direttore-coreografo della compagnia, Thomas Leroy, verrà ben presto a contatto con il suo lato più scuro e sconosciuto, mettendo a dura prova il suo fragile equilibrio emotivo e psicologico.

RECENSIONE: Superare il limite, spingersi oltre, perdersi per conoscere meglio sé stessi, lanciarsi nel vuoto per raggiungere la perfezione. Dopo l’acclamatissimo “The Wrestler”, Darren Aronofsky si cimenta nuovamente con un soggetto a lui molto caro, l’uomo che si confronta con le proprie paure, i propri limiti, estremizzando i propri sforzi sino alla mutazione fisica e psicologica.

In “Black Swan”, la bravissima Natalie Portman, nel ruolo della ventottenne Nina, ballerina classica della compagnia del New York City Ballet, viene scelta per interpretare contemporaneamente il ruolo del cigno bianco e la sua antitesi, il cigno nero, nella rappresentazione del Lago dei cigni ideata dal direttore artistico Thomas Leroy, un cinico e sensuale Vincent Cassel.

Nina è un angelo quando danza sulle punte, un animo puro e fragile, a tratti ingenua, legata ad una madre soffocante in un rapporto morboso e castrante per la piccola sweet heart, coccolata come una bambina. Dedica tutto il suo tempo al balletto, non c’è spazio per nient’altro, non c’è tempo per la vita, costantemente avviluppata in una continua ricerca della perfezione stilistica, della tecnica pura; elegante nella sua figura esile e composta, i capelli raccolti in un rigido chignon, costringe la sua femminilità e la nega a sé stessa ed agli occhi degli altri. Perfetta nel ruolo del Cigno Bianco, la sua purezza ben si sposa col carattere della principessa Odette, ma per interpretare, altrettanto bene, la evil swan queen, il cigno nero, Nina deve scoprire la sua parte più ferina, deve imparare a “perdersi”, come le consiglia Leroy. L’unico ostacolo al raggiungimento della perfezione è rappresentato da sé stessa, aprirsi alla sensualità, accettare il proprio lato oscuro, è il passo ultimo, ma non è facile, né indolore. È duro far coesistere la sua natura prettamente apollinea con un lato di sé che ancora non conosce, ma da cui è inspiegabilmente attratta; la sua indole dionisiaca è ben nascosta negli antri più reconditi della sua mente e grida per manifestarsi, per venire fuori in maniera straziante.

Con questo film Aronofsky si conferma un grande indagatore della psiche umana e delle sue più cupe ossessioni, come già aveva dato prova di essere in “Pi – Il teorema del delirio”, ma anche in “Requiem for a dream” e in “The Wrestler”. Il regista ama addentrarsi tra le pieghe dell’animo e come pochi riesce a raccontare le paure, i dolori e le sofferenze di quegli uomini che si spingono oltre i propri limiti, fisici e psicologici; lo fa con poesia quando racconta la carne in pieno disfacimento di un lottatore di wrestling che cerca di recuperare i sentimenti ed i rapporti che si era negato negli anni; lo fa con crudezza ed una punta di cinismo quando si approccia allo spirito fragile di una trentenne che ha rinunciato per paura e codardia al suo lato femmineo e sensuale per dedicarsi al balletto, porto sicuro dove nascondersi dai mostri generati dalle sue angosce.

The Wrestler” e “Black Swan” sono due film strettamente legati fra loro, un dittico che rappresenta uno spaccato sulla difficoltà di vivere e sulle diverse reazioni che la mente suggerisce quando ci si trova a dover affrontare le proprie inquietudini. In entrambi i film il corpo è mortificato, tormentato dallo sforzo del lavoro fisico; tumefazioni, ferite che sanguinano e cartilagini che scricchiolano in una danza, ora su un ring, ora su un palco, tra la vita e la morte.

Il film si avvale di una colonna sonora fatta dalle leggiadre note dell’opera di Cajkovskij e dall’ottimo lavoro di remix compiuto da Clint Mansell; gli effetti sonori coinvolgono emotivamente lo spettatore, ed il battito d’ali, i sussurri e gli sghignazzamenti, il sangue che pulsa ed il battito del cuore sono ottimi “personaggi” sapientemente gestiti e dosati dal regista. La Portman offre un’ottima prova di recitazione, senza sbavature ed eccessi, mai sopra le righe; riesce a padroneggiare entrambe le parti, a suo agio nelle vesti del Cigno Bianco ma anche, e soprattutto, in quelle del suo doppleganger, il cupo Cigno Nero. Intensa anche la partecipazione di Winona Ryder nei panni di Beth, ballerina al tramonto di una folgorante carriera artistica e modello di perfezione agli occhi di Nina.

Black Swan, Il Cigno Nero, è un thriller cupo a tinte fosche, fortemente intriso di erotismo e disperazione, fatto di ossessioni che prendono vita, un film che merita di essere visto perché stupisce e coinvolge, pura furia passionale che rapisce e seduce “come il ragno che tesse la tela”.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 7,5

FRASE: Guarda come si muove, imprecisa ma senza sforzo, lei è il sesso!

 Mariangela Sansone

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