Cinema News Registi — 06 agosto 2014

I generi popolari sono una categoria dello spettacolo filmico da sempre esistita nel nostro cinema, dai suoi inizi fino ai nostri tempi. Nel contesto del cinema popolare cecoslovacco (oggi ceco) alcuni generi cinematografici hanno una tradizione limitata, perché non hanno radici profonde nella nostra cultura, neppure in quella popolare. Uno di questi generi è ad esempio l’horror, sviluppatosi maggiormente a livello produttivo dopo la caduta del regime comunista nel 1989. Anzitutto con il nuovo millennio e l’arrivo della nuova tecnologia digitale hanno iniziato a lavorare anche i primi cineasti indipendenti che hanno cominciato girare film di genere che sarebbero stati impossibili da realizzare ufficialmente nell’ambito della nostra cinematografia prima dell’anno 1989. Tra questi cineasti troviamo anche Roman Vojkůvka che è regista, soggettista, sceneggiatore, direttore della fotografia, operatore, montatore, produttore, attore, direttore del casting, truccatore e creatore degli effetti speciali. Per l’ampia e diversificata gamma di competenze esercitate si avvicina sicuramente molto al cineasta italiano Joe D’Amato (Aristide Massaccesi).
Il percorso di Roman Vojkůvka come cineasta nasce nell’ambito della cinefilia, poiché similmente a Quentin Tarantino il regista collezionava e guardava film in videocassetta reperibili nel nostro paese anche durante il regime comunista. Uno dei suoi primi incontri con il cinema professionale è stato l’esperienza di lavoro come operatore alla macchina al zombi-horror comico Choking Hazard (2004) di Marek Dobeš, presentato in vari festival del cinema in USA, Germania e Corea del Sud.
Dopo questa sua collaborazione nell’ambito del cinema come industria, Vojkůvka nei suoi film realizzerà tutto autonomamente, dal soggetto alla post-produzione, in linea con la prassi del cinema indipendente. Nel 2006 ha girato il suo primo cortometraggio Non addormentarti! (Neusínej), a cui è seguito Non addormentarti! 2 (Neusínej! 2, 2012). Tra gli altri suoi cortometraggi ascrivibili ai generi horror e azione troviamo La via della vendetta sanguinosa (The Way of Bloody Revenge, 2010), Il demone della notte (Der Nacht Demon, 2010) e L’isolatore (The Isolator, 2010).
Nel 2008 Roman Vojkůvka ha diretto suo primo lungometraggio Qualcuno laggiù mi voglia bene (Někdo tam dole mě má rád) che miscela spunti di genere horror e thriller in direzione di un cinema estremo, dove troviamo tematiche come la vendetta personale messa in scena in maniera “sanguinosa”. Con questo film Vojkůvka inizia ad essere conosciuto a livello internazionale, grazie al fatto che il film è disponibile in dvd anche in USA, Inghilterra e Russia e viene inoltre recensito sul sito web francese Iken-Eiga. Il suo secondo lungometraggio Total Detox (Total Detox, 2011) è ancora una volta un film violento che racconta delle situazioni estreme e presenta anche alcuni elementi caratteristici del giallo all’italiana, anzitutto il personaggio dell’assassino misterioso che lo spettatore “vede” soltanto in soggettiva, cioè dal punto di vista dello stesso maniaco omicida. Entrambi i film sopra citati sono stati distribuiti nella Repubblica Ceca anche in dvd e sono diventati quasi un cult nel circuito dei nostri collezionisti e ammiratori dell’horror e del cinema estremo.
Negli ultimi tempi Roman Vojkůvka ha sceneggiato il dramma televisivo Al secondo sguardo (Na druhý pohled, 2014) di Petr Nikolajev e sta finendo il suo nuovo horror estremo La scorta (Eskort) dove recita, tra gli altri, la giovane attrice e studentessa di teatro e cinema Zuzana Česáková. Tra i collaboratori più stretti di Vojkůvka troviamo il compositore e autore delle colonne sonore Robert Jíša e il truccatore e creatore degli effetti speciali Petr Vaněk. Molti film di Vojkůvka – realizzati con la sua compagnia di produzione Scumfilms Production – sono caratterizzati da un uso marcato della violenza e da un sadismo esplicito e raccontano storie drammatiche che solitamente nascono da situazioni di odio e rancore tra i singoli personaggi.
Alcuni film di Roman Vojkůvka affrontano poi i temi della dipendenza dall’alcool e dalla droga che offrono l’imput, nei suoi horror, per lo sviluppo di una linea riflessiva in senso filosofico e metaforico rispetto alla società post-moderna. Proprio per questo motivo i suoi non sono semplicemente degli horror ma anche dei film drammatici con messaggi psicologici e sociali.

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