Archivio film Cinema News — 10 Gennaio 2019

Titolo originale: Doubles vies
Regia: Olivier Assayas
Genere: Commedia
Sceneggiatura: Olivier Assayas
Fotografia: Yorick Le Saux
Cast: Juliette Binoche, Guillaume Canet, Vincent Macaigne, Nora Hamzawi, Christa Théret, Pascal Greggory, Sigrid Bouaziz, Lionel Dray
Produzione: Charles Gillibert
Nazionalità: Francia
Anno: 2018
Durata: 100 minuti

Con “Personal Shopper” il regista francese Olivier Assayas ha intrapreso tramite le maglie del cinema di genere un discorso sull’influsso delle nuove tecnologie e dei social network nella nostra quotidianità, come dimostrano le sequenze nelle quali uno smartphone o un tablet acquisiscono delle importanti funzioni narrative, drammatiche e semantiche.
Una riflessione che l’autore porta avanti anche con la sua ultima fatica “Il gioco delle coppie”, commedia sofisticata che vede al centro alcuni personaggi legati da rapporti lavorativi e sentimentali. Qui, da un lato, vi è la coppia formata dall’editore Alain e dell’attrice Selena, mentre dall’altro vi sono i coniugi Léonard (scrittore pubblicato dalla società di Alain) e Valerie, responsabile della comunicazione di un politico francese. Due coppie unite, ma che non mancano di tradirsi: Alain con la giovane collega Laure, Selena con Léonard, con il quale ha una relazione clandestina da diversi anni.

Anche se il soggetto sembra concentrarsi sui rapporti umani tra i singoli personaggi, in realtà il regista è interessato soprattutto a ragionare sull’incidenza delle innovazioni tecnologiche sulla nostra vita, in particolare sul mondo dell’editoria e della comunicazione politica, come dimostrano i lunghi e numerosi dialoghi completamente incentrati sui social network e sui nuovi modi di fruire un prodotto culturale.
Dunque, mentre in “Personal Shopper” tali temi emergevano come un sottotesto da intuire tramite alcuni specifici elementi sparsi nell’arco dell’opera, nel film in questione risultano il fulcro stesso del progetto, soprattutto nella prima parte, nella quale le vicende private dei protagonisti sono lasciate in secondo piano rispetto agli argomenti citati.
Tutti elementi che rendono il primo tempo sicuramente molto interessante sul piano intellettuale, ma non altrettanto efficace su quello strettamente cinematografico e narrativo, in quanto qui le vicende intime dei personaggi sono così trascurate da sembrare solo dei fragili MacGuffin delle elucubrazioni culturali portate avanti dal cineasta.

Limiti che il film supera parzialmente nella seconda parte, quando la sceneggiatura lascia maggiore spazio alla vicenda e racconta in modo leggero e a tratti brioso la ronde sentimentale dei protagonisti, facendo diventare il titolo in questione un’opera ironica e raffinata, rispettosa di alcune delle migliori caratteristiche della commedia sofisticata, come per esempio i rimandi spiritosi alla cultura contemporanea, in primis quella cinematografica. Il tutto ben supportato da un’affiatata squadra di attori, dalla quale spiccano Juliette Binoche nella parte di Selena e Vincent Macaigne nel ruolo di Léonard.
E un buon esempio delle qualità sopra descritte sta proprio in quest’ultimo personaggio, capace con le sue vicissitudini di unire riflessione intellettuale e sviluppo drammaturgico: scrittore che inserisce e rielabora la propria biografia nelle sue opere, Léonard è una figura grazie alla quale Assayas realizza sia un discorso interessante sul rapporto vita/letteratura sia alcune delle sequenze più divertenti e significative del film.

Caratteristiche che se fossero state più saldamente presenti in tutto lo svolgimento dell’opera avrebbero reso “Il gioco delle coppie” una commedia in perfetto equilibrio tra impegno culturale e divertissement brillante, invece di un lavoro interessante, ma imperfetto e, a volte, eccessivamente celebrale.
Il film è stato presentato in concorso alla 75a Mostra del Cinema di Venezia.

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