Cinema News — 08 marzo 2013

Stati Uniti, 2013

Regia: Sam Raimi

Cast: James Franco, Michelle Williams, Rachel Weisz, Mila Kunis, Zach Braff, Joey King

Durata: 130’

Genere: Fantasy

Distribuzione: Disney

Che Hollywood fosse in gran fermento da fantasy fiabeschi lo si era capito già all’indomani del grande successo di pubblico del burtoniano “Alice in Wonderland”, a cui hanno fatto seguito tutta una serie di fiabe rivisitate per il grande schermo con più o meno concessioni dark. Dalle due versioni di Biancaneve (“Biancaneve” di Tarsem e “Biancaneve e il cacciatore” di Rupert Sanders) a “Cappuccetto rosso sangue” fino agli imminenti “Hansel & Gretel: Cacciatori di streghe” (anche se qui siamo più in contaminazione horror) a “Il cacciatore di giganti” che si rifà a “Jack e il fagiolo magico”.

Ovviamente in mezzo a questo zibaldone di fantasy ad alto budget che pescano dalle più famose favole per l’infanzia non poteva mancare “Il meraviglioso Mago di Oz”, primo di una lunga serie di romanzi (ben 14 in 20 anni) partoriti dalla fantasia dello scrittore L. Frank Baum, che il mitico Sam Raimi ha pensato di omaggiare con un immaginifico prequel che ci racconta la vita del Mago di Oz e il suo primo approccio con il mondo incantato di cui diventerà sovrano: “Il grande e potente Oz”.

Oscar Diggs è conosciuto anche come Oz e fa il mago illusionista in un circo nel Kansas. La sua non è una vita facile, visto che il suo mestiere non gli consente di guadagnare molto e la sua indole da Don Giovanni lo fa cacciare spesso in grandi guai. Gli unici che sembrano star vicini a Oz sono il suo aiutante Frank e Annie, amica e innamorata da una vita, solo che ora Annie sta per sposarsi con un altro e Oz si rassegna a questo ulteriore fallimento personale.

Impegnato a fuggire dall’ira dell’uomo forzuto del circo, al quale ha sedotto la donna, Oz sale su una mongolfiera e fugge via dalle cattive intenzioni dell’uomo, ma finisce all’interno di un tornando che scaraventa la mongolfiera in uno strano mondo tutto colorato. Qui Oz fa la conoscenza di Theodora, una strega gentile che spiega all’uomo il clima di terrore che aleggia sul loro regno, chiamato Oz come lui. Una perfida strega ha infatti ucciso il sovrano e preso il suo posto, tenendo sotto scacco con le sue scimmie alate l’intera popolazione. La profezia dice che solo uno straniero dai grandi poteri magici e dal nome uguale a quello del loro regno potrà sconfiggere la strega e diventare il nuovo sovrano di Oz.

In mano a chiunque “Il grande e potente Oz” sarebbe diventato l’ennesimo film per famiglie targato Disney, visto che è proprio la casa di Topolino a metterci il marchio, come già accadde con il deludente “Alice in Wonderland”, invece Sam Raimi fa di questo inedito prequel del Mago di Oz un’opera molto personale. Partiamo dal presupposto che Raimi da “La Casa” a “Spiderman” ha cambiato generi, pubblici e soprattutto budget a disposizione, ma ha sempre tenuto uno stile ben riconoscibile, una sorta di marchio di fabbrica che tende ad ammiccare a se stesso come se volesse dire agli spettatori che lo conoscono e qualche volta si sentono traditi dalle sue scelti tendenti al commerciale più blasonato “Ehi, sono sempre io!”. Con “Il grande e potente Oz”, che sulla carta sarebbe dovuto essere quanto di più lontano dal cinema a cui ci ha abituato il regista di “Darkman” e “Drag me to Hell”, magicamente ci troviamo dinnanzi a un film che è si una grande fiaba per tutta la famiglia in piena tradizione disneyana, ma è anche un’apoteosi del “raimismo” più sfrenato.

Partiamo da un elemento fondamentale: la sceneggiatura di “Il grande e potente Oz” scritta da Mitchell Kapner e David Lindsay-Abaire è chiaramente strutturata seguendo i tre atti del manualetto dello script perfetto di Christopher Vogler “Il viaggio dell’eroe”, ma è altrettanto chiaro che Sam Raimi ci ha messo pesantemente lo zampino, dal momento che “Il grande e potente Oz” non è altro che “L’armata delle tenebre” in formato famiglia. La storia di un anti-eroe cialtrone e sciupafemmine che si ritrova catapultato in un mondo dominato dal soprannaturale, accolto come uno stregone e futuro condottiero e capace di usare a suo vantaggio l’ignoranza e l’arretratezza degli indigeni è una descrizione che può essere tranquillamente applicata a entrambi i film. Inoltre Raimi dirige alcune scene di questo film con il suo riconoscibilissimo stile virtuosistico fatto di zoomate e vorticose carrellate, primi piani strettissimi e distorti, movimenti di macchina fluttuanti e singolare uso del sonoro. Il viaggio del mago nel cesto della mongolfiera e l’attraversamento della foresta oscura sembrano provenire dagli horror storici del regista, così come la genesi della Strega dell’Ovest e la resa dei conti finale con una Evanora che mostra il suo vero aspetto, tutte suggestioni riprese chiaramente da “La Casa 2” e “L’armata delle tenebre”.

Il grande e potente Oz” è comunque anche un colto omaggio al celebre “Il mago di Oz” di Victor Fleming del 1939 dal quale recupera il suggestivo espediente del prologo in bianco e nero (e in formato 4:3!) che si trasforma in colore nel momento in cui si entra nel mondo di Oz. Poi non manca un’affettuosa frecciatina alla dimensione musical del classico di Fleming con un principio di esibizione musicale dei nani prontamente e bruscamente interrotta da Oz, che fa notare come non sia il caso ormai di fare queste cose. E ovviamente, pur essendo un prequel che non traspone nessuna opera pregressa, “Il grande e potente Oz” è pieno di indizi che vanno a formare un unico quadro con “Il meraviglioso Mago di Oz” di Baum, anche in previsione di un sequel, compare infatti il leone codardo e una miriade di spaventapasseri vengono lasciati ad affollare il campo di papaveri, nonché in una bella scena possiamo avere un assaggio di cosa può causare l’acqua (in questo caso le lacrime) sul corpo delle streghe. Insomma, “Il grande e potente Oz” è un’opera colta e complessa che attinge a più livelli dell’immaginario collettivo, da quello letterario a quello cinematografico, senza tralasciare il background personale del regista.

Ma il nuovo film di Sam Raimi è comunque un bel film nel suo complesso, capace di intrattenere grandi e bambini con un’intelligente strutturazione della storia e dei personaggi, che appaiono tutti convincenti e ben costruiti, a cominciare dal cialtrone in cerca di riscatto Oz, interpretato dal sempre bravo James Franco, fino alla riuscitissima figura di Theodora, strega innamorata e tradita che ha il corpo di Mila Kunis, qui in uno dei ruoli più riusciti della sua carriera. Poi è bello notare come siano ben caratterizzati anche i personaggi secondari come la scimmietta Finley (a cui da la voce Zach Braff di “Scrubs”) e la fanciulla di porcellana, incarnazioni dirette di personaggi che Oz aveva conosciuto nella sua vita “normale”. Forse l’unico personaggio che non convince del tutto è la strega Glinda, personaggio banale e privo di sfumature interpretato da una Michelle Williams un po’ spaesata. Da citare anche la perfida Evanora, a cui da corpo e volto la sempre affascinante Rachel Weisz.

Funziona un po’ tutto nel film, con l’eccezione di qualche scena stucchevole di troppo che va ad “esagerare” la dimensione favolistica della storia, su tutte va citato il viaggio dei protagonisti nelle bolle di sapone che appare troppo anche per un film come questo, oltre che apparire di poco appeal anche sotto l’aspetto visivo. Ma c’è da puntualizzare che “Il grande e potente Oz” punta tantissimo sull’aspetto visivo, che è comunque sontuoso e in generale molto riuscito, sia nel trasporre luoghi già noti come la Città di Smeraldo, sia in altri come il Paese di porcellana. A questo contribuiscono i magnifici effetti speciali visivi e un 3D realmente funzionale e riuscito come raramente accade, con un senso di profondità costante e tanti giochi di rilievo che accentuano la dimensione ludica dell’opera, con tanto di elementi che fuoriescono ai lati dello schermo nel prologo in formato 4:3.

Sam Raimi fa il colpaccio e contro ogni aspettativa realizza un gran film che in primis è il SUO film fantasy. Operazione colta e personale che coinvolge e diverte nella tradizione del miglior film d’intrattenimento hollywoodiano. A questo punto aspettiamo un seguito!

Voto: 7

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