Archivio film Cinema Eventi News — 07 Febbraio 2019

Il buio in cui siamo immersi riporta alla dimensione arcana del mito, e sin da subito le immagini evocano la lotta, a cui i personaggi devono sottostare per sottrarsi al destino degli Dei. Ambizioso e suggestivo, il film di Matteo Rovere gioca la carta realistica che potrebbe essere la più rischiosa per restituire le temperature di un anti-peplum in grado invece di coinvolgere con momenti di fascino nell’adesione linguisticamente aderente agli ambienti e alle atmosfere rese con robusta capacità di intrattenimento. La sinossi ufficiale recita: “Due fratelli, soli, nell’uno la forza dell’altro, in un mondo antico e ostile sfideranno il volere implacabile degli Dei. Dal loro sangue nascerà una città, Roma, il più grande impero che la Storia ricordi. Un legame fortissimo, destinato a diventare leggenda”. Ricostruire un mito fondativo in modo realistico è una scommessa, che il regista insegue brandendo letteralmente le armi espressive dei toni epici che ricordano a tratti Valhalla Rising, specie per la parte del confronto tra i due fratelli. Qui a parlare sono le azioni, i combattimenti, nel tentativo dei personaggi di sopravvivere, di confutare la voce degli Dei, in un’epica barbara rappresentata nella sua fisicità con la fotografia avvolgente di Daniele Ciprì, davvero preziosa nel saper restituire i toni tersi di un’eterna notte di tenebra.

Il racconto, con molti picchi d’azione e momenti maggiormente rarefatti, parte dall’esondazione del Tevere per seguire il destino di Romolo e Remo, travolti e deprivati di terre e popolo, poi catturati dalle genti di Alba e costretti con altri prigionieri a combattimenti nel fango in cui chi perde viene dato alle fiamme.

Il primo re evoca la preziosa presenza del fuoco in un’epoca oscura, fiammella spenta e poi ritrovata, simbolo in grado di trasformarsi agli occhi dell’oscuro protagonista del 700 a.c. e a funzionare da prospettiva purificatrice in uno scenario in cui la realtà del mito sopravanza ed è resa espressione veemente tramite i corpi dei fratelli che giocano con l’astuzia per scatenare una rivolta. E’ la situazione d’avvio per Romolo e Remo, che si offrono da subito come avversari e partono per un viaggio assieme ad altri fuggitivi e a una vestale che porta un fuoco sacro. Brutale e tenebroso, Il Primo re è un originale film di genere in grado di fondere atmosfere eroiche e tragiche con un’attenzione agli ambienti naturali impreziosita dai dettagli sui riti magici e religiosi, ma è anche uno spettacolo visivamente impressionante dove l’utilizzo della computer graphic viene abilmente celato. La sfida alle superstizioni di Romolo e Remo è espressione di un’avventura nella foresta dove, senza la voce over che avrebbe caratterizzato un film di Terence Malick a cui il lavoro di Rovere in parte somiglia per lo sguardo naturalistico, Remo riconquista la la leadership del gruppo e Romolo si riprende dalla sua ferita prima di sfidare il volere degli Dei. Dialoghi essenziali in proto-latino sottotitolato. 

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *