Archivio film Cinema News — 15 aprile 2017

Titolo originale: The Journey
Genere: Drammatico/Storico
Regia: Nick Hamm
Sceneggiatura: Colin Bateman
Fotografia: Greg Gardiner
Cast: Colm Meaney, Timothy Spall, Toby Stephens, Catherine McCormack, John Hurt, Barry Ward, Ian Beattle
Produzione: Nick Hamm, Isabel Freer, Piers Tempest, Scott Franklin, Mark Huffman
Nazionalità: Gran Bretagna
Anno: 2016
Durata: 94 minuti

 

Il 2006 è stato un anno fondamentale per la risoluzione della guerra civile nord irlandese, in quanto i due leader politici dei fronti opposti – il comandante dell’IRA Martin McGuinnes e l’unionista Ian Paisley – trovarono un accordo di pace tuttora vigente nel Paese e fecero inoltre un patto di collaborazione governativa. Tutto ciò grazie anche a un viaggio di circa un’ora che per una serie di circostanze i due fecero insieme in automobile.

Questo è quello che racconta Il viaggio di Nick Hamm, film britannico dedicato a un importante episodio di storia contemporanea che inizialmente sembra essere un tipico prodotto “alla BBC”, didattico nelle intenzioni, didascalico nella narrazione e, quasi di conseguenza, un po’ televisivo nella struttura e nella messa in scena. Insomma, un’opera magari interessante nei contenuti, ma un po’ piatta dal punto di vista puramente cinematografico, proprio come La verità negata, altro titolo britannico sulla storia uscito in questa stagione.

Un anonimato complessivo che il film riesce però a evitare grazie tanto alle interpretazioni dei due protagonisti (un sobrio Colm Meaney nella parte di McGuinnes e un gigione mimetico Timothy Spall in quella di Paisley) quanto alla buona sceneggiatura di Colin Bateman, caratterizzata in primis da una serie di dialoghi brillanti e solo a volte un po’ teatrali.

Ma oltre che per le battute argute e al vetriolo, lo script emerge anche per alcuni piccoli colpi di scena e, soprattutto, per una struttura che alterna intelligentemente impegno e ironia, sequenze riflessive e momenti maggiormente distensivi.

Qualità recitative e di scrittura che hanno il merito di trasmettere all’opera un buon ritmo narrativo e di donare spessore psicologico e storico ai personaggi principali, mostrando contemporaneamente le loro fragilità e la loro grandezza, e facendo venire voglia allo spettatore di conoscerli personalmente e di stare in mezzo a loro

Caratteristiche che riescono quindi a coinvolgere pienamente il pubblico, interessandolo non solo alla tematica in sé, ma anche alle qualità più specificamente cinematografiche dell’opera in questione.

Partito quindi come un prodotto un po’ anonimo adatto soprattutto a raccontare in modo lineare un pezzo di Storia, Il viaggio si rivela successivamente un film magari convenzionale nella regia ma di notevole impatto recitativo e strutturale, risultando così un buon esempio di quel cinema medio che sa essere al tempo stesso interessante nei contenuti ed efficace nella resa formale.

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