Cinema News — 21 febbraio 2013

Torna il nostro appuntamento settimanale, in fila al botteghino, con il naso all’insù volto a scegliere quale film fa più al caso nostro. Questa settimana è davvero ricca di uscite interessanti, crude ed importanti. Ce n’è per tutti i gusti, dalla storia romantica, al documentario, dall’americanata d’azione al drammatico che fa riflettere. Ma andiamo ad approfondire..

Come primo film mi sembra doveroso parlare del più controverso e chiacchierato dai media. Sto parlando di The Summit, il documentario di Franco Fracassi e Massimo Lauria che tocca una tematica ostica come “i tre giorni della vergogna al G8 di Genova”. Luglio 2001, gli occhi di tutto il mondo sono puntati su Genova, scenografia del G8. I Movimenti No Global si sono organizzati per mettere in atto una serie di manifestazioni pacifiche, ma i Black Bloc intervengono da mezza Europa per assaltare banche e distruggere auto. A venire caricati sono i manifestanti pacifici che nelle loro file hanno molte donne e bambini. Intanto, in piazza Alimonda, una vettura della polizia viene accerchiata. Dall’interno dell’auto viene sparato un colpo e sull’asfalto rimane il corpo di Carlo Giuliani. Nella notte del 21 luglio, nelle scuole Diaz, Pertini e Pascoli, divenute centro del coordinamento del Genoa Social Forum, fanno irruzione polizia e carabinieri. I manifestanti che vi stanno dormendo vengono aggrediti e 61 di loro finiscono in ospedale, uno dei quali in coma. Un centinaio di attivisti viene invece portato alla caserma di Bolzaneto, dove subiscono altre violenze nel corso di una notte che Amnesty International definirà poi «la più grande sospensione dei diritti democratici, in un Paese occidentale, dalla fine della Seconda guerra mondiale». Una pellicola che cerca di far luce su quanto successo attraverso le testimonianze dei manifestanti, le valutazioni di esperti di tattiche militari, le registrazioni delle telefonate intercorse tra poliziotti e carabinieri. Perché è stato permesso tutto ciò? Il sangue versato in quei giorni drammatici attende risposta..

Spostiamoci ora su terreni più morbidi, dove i passi sono guidati dalla forza dell’amore. Dopo mesi di attesa ecco finalmente nelle sale italiane Anna Karenina. La pellicola, diretta da Joe Wright, mette in scena, in un teatro, i protagonisti e tutti i canoni comportamentali, amorosi, linguistici ed etici di cui si compone il romanzo di Tolstoj. Il ruolo controverso di Anna Karenina è stato affidato alla graziosa Keira Knightley, che già in passato aveva lavorato con Wright sul set di “Orgoglio e pregiudizio” ed “Espiazione”. Non so voi, ma io non avrei saputo immaginare attrice migliore per questo ruolo e non vedo l’ora di farmi trasportare dalla sua travolgente bravura. Assistiamo invece al declassamento a marito abbandonato di Jude Law, una volta rubacuori per eccellenza. Siamo comunque curiosi di vederlo in questa nuova veste. Wright sceglie l’originalità e fa del suo film un ibrido tra teatro e cinema, una nuova angolazione dalla quale lo spettatore potrà godere di una delle storie d’amore più dolorose di sempre. La scenografia sulla quale si muovono i protagonisti è quella di una Russia imperiale, fatta di velluto ed oro, drappi e vestiti pomposi. Salvare l’apparenza è la prima regola in questa sottospecie di giungla, l’ipocrisia e l’invidia sono i cardini dei rapporti interpersonali e nessuno cerca l’amore, non quello vero almeno. Tranne Anna e Vronskij, che su questo sfondo, fatto di apparenze e finzione, scoprono cosa vuol dire amare, senza riserve.

Nonostante le prime due siano uscite attese e sicuramente imperdibili, questa terza è sicuramente quella che mi incuriosisce maggiormente, per l’assoluta originalità dei temi trattati. Il film si intitola The Sessions – Gli incontri, e tratta l’argomento tabù della scoperta del sesso da parte dei disabili. La storia raccontata nello specifico è quella di Mark O’Brien, poliomielitico fin dall’infanzia e costretto a vivere gran parte del tempo in un polmone d’acciaio. Ad un certo punto della sua vita, ormai 38enne, il bisogno sessuale lo tormenta. Con l’aiuto di un prete di larghe vedute si mette in contatto con Cheryl, terapista sessuale che lo accompagnerà nel viaggio alla scoperta del suo corpo e di quello femminile, fino all’unione dei due. Cheryl è interpretata da una straordinaria Helene Hunt, pronta a mettersi completamente in gioco e a nudo, nel vero senso del termine in questo caso. Già premiato e acclamato al Sundance Film Festival, si presenta alla notte degli Oscar con una nomination meritatissima, quella di Helen Hunt a migliore attrice non protagonista.

Infine, non per importanza, abbiamo Gangster Squad, thriller poliziesco ispirato ad una storia vera. La pellicola narra le vicissitudini del criminale statunitense Mickey Cohen e della task force speciale, guidata dai sergenti John O’Mara e Jerry Wooters, per tentare di catturarlo. Siamo nel 1949 e Cohen gestisce un vasto traffico di droga, armi, prostituzione e scommesse clandestine, riuscendo ad influenzare direttamente parte della politica locale e delle forze di polizia. Il film vede il ritorno sul grande schermo di Sean Penn, nei panni del latitante Cohen e consacra la bravura di Ryan Gosling, questa volta nelle vesti del sergente Jerry Wooters. Gosling sta da qualche anno spopolando, riscuotendo maggiore successo pellicola dopo pellicola. L’abbiamo visto protagonista di un elettrizzante “Drive” e solo la scorsa settimana abbiamo parlato della sua interpretazione in “Blue Valentine”, accanto a Michelle Williams. Un attore che ci dimostra la sua versatilità ricoprendo i ruoli più variegati.

Come ogni settimana, vi auguriamo buona visione sperando di aver scelte le pellicole che più aspettavate e che siete curiosi di andare a vedere. Un week-end al cinema che non lascia spazio a filmetti e che riuscirà a sfiorare le corde del cuore anche del più frigido spettatore.

Elisabetta Gori

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