Cinema News — 14 febbraio 2013

Come ogni giovedì, ormai d’abitudine, andiamo a curiosare tra le uscite al cinema di questa settimana. A differenza della scorsa, dove il solo Volo ha catturato la nostra attenzione. Le pellicole in uscita sono molte, alcune davvero interessanti.

Noi siamo infinito” vede il ritorno sul grande schermo della maghetta Emma Watson, alla quale abbiamo dedicato recentemente un approfondimento. La storia narra le vicende di Charlie, un ragazzo sensibile e molto insicuro. Saranno due ragazzi frizzanti e dinamici dell’ultimo anno, la bella Sam e il suo impavido fratellastro Patrick, a far scoprire le gioie dell’adolescenza al piccolo Charlie. La sceneggiatura è un riadattamento di “The Perks of Being a Wallflower”, romanzo cult oltreoceano uscito nel 1999 a firma di Stephen Chbosky, che ha riscosso molto successo tra i giovani. Dalla prime recensioni lette il film è emozionante e lascia il segno nell’animo degli spettatori, mentre le immagini scorrono sembra di essere catapultati di nuovo al liceo tra urla e sorrisi, ma anche insicurezze e timori. Un film per chi non ha paura di sognare e soffrire.

Dopo tre anni di ritardo rispetto all’uscita originale, arriva finalmente in Italia “Blue Valentine”, la pellicola che è valsa la nomination all’Oscar come miglior attrice protagonista a Michelle Williams. La storia ruota attorno all’amore tra Dean, interpretato da Ryan Gosling, e Cindy, ruolo affidato appunto a Michelle Williams. Sono molte le pellicole che ci raccontano quando un amore sboccia, quanto dolci e profumati sono i primi momenti insieme, il corteggiamento. Ma cosa succede quando l’amore finisce? Si possono rimettere insieme i pezzi di due cuori che ormai si sono frantumati in mille pezzi? Blue Valentine ci racconta il tentativo disperato di due amanti di rimettere i cocci insieme. Durante quella che doveva essere una serata romantica, per ritrovarsi l’uno negli occhi dell’altra, ci raccontano attraverso decine di flash-back la loro storia d’amore. Nel bene e nel male.

Non potevamo non citare la pellicola tutta all’italiana “Il principe abusivo”, pubblicizzata in tv, radio e riviste da settimane. Questo film consacra l’esordio di Alessandro Siani come regista, e lo vede affiancato nel ruolo del ciambellano di corte Anastasio, Christian De Sica. La storia è quella di Antonio, interpretato da Siani, disoccupato squattrinato cronico che si innamora perdutamente di una principessa, viziata ed in cerca di popolarità. Ma la principessa non ne vuol sapere di un poveraccio come lui. Antonio allora si fa dare lezioni di galateo dal ciambellano, che a sua volta di innamora di una fruttivendola e quindi chiede consigli allo stesso Antonio. Un doppio apprendistato con esiti che promettono di essere esilaranti. La classica commedia made in Italy, dalla quale non ci aspettiamo niente di eccezionale, ma che a volte, ci sta.

Infine, immortale ed inarrestabile Bruce Willis, per la quinta volta nei panni del poliziotto John McClane, in “Die Hard – Un buon giorno per morire”. John McClane parte per la Russia per tirare fuori di prigione il figlio ma le cose non filano lisce come sperava. Le autorità locali sono ben poco disponibili al dialogo. Durante il suo soggiorno a Mosca, scopre che dietro l’arresto del figlio si nasconde un piano terroristico. Ormai John McClane è un’icona di celluloide, praticamente immortale. E suo figlio Jack, interpretato qui da Jay Courtney, dimostra di non essere da meno al padre, in quanto coraggioso e temerario, affronta a testa alta tutte le situazioni. La loro missione è quella di portare in salvo un trafficante di uranio pentito, in pericolo di morte, poichè minacciato di morte dal suo ex potentissimo socio. Ma John non si limita ad imprese eroiche, ha anche un’altra importante missione, che gli sta molto più a cuore: ricucire il suo rapporto con il figlio, a sua volta diventato agente segreto, troppo a lungo trascurato per dare la caccia ai criminali. Riusciranno i due a mettere il salvo il trafficante e a salvare il loro rapporto?

Non ci resta che augurarvi buona visione.

Elisabetta Gori

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