Cinema News — 17 dicembre 2012

TITOLO: Inception

ANNO: 2010

DURATA: 148 minuti

GENERE: Science fiction, azione, Thriller, drammatico

REGIA: Christopher Nolan

CAST: Leonardo Di Caprio, Marion Cotillard, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page, Ken Watanabe, Tom Hardy, Cilian Murphy

TRAMA: Dom Cobb e il suo socio Arthur sono professionisti in grado di entrare nei sogni altrui per estrarre idee e informazioni segrete. Saito, un uomo d’affari giapponese, chiede loro di effettuare l’operazione inversa: innestare un’idea nella mente di un suo rivale (da qui il titolo ‘inception’, cioè innesto). In cambio Dom riceverà la possibilità di tornare negli Stati Uniti da cui è dovuto fuggire perché ricercato come responsabile della morte della moglie. L’innesto esige di un piano ben studiato e per progettarlo Dom chiama altri soci: un chimico anestesista, un falsario in grado di cambiare identità all’interno dei sogni e una brillante studentessa di architettura. Ogni caratteristica dei soci sarà fondamentale per la riuscita del progetto. L’anestesista farà in modo che tutti i partecipanti della squadra e l’uomo in cui avverrà l’innesto, Robert, siano addormentati per tutto il tempo necessario dell’operazione; il falsario assumerà le sembianze dello zio di Robert e l’architetto costruirà l’ambientazione del sogno. Il tempo a disposizione nel sogno è una settimana circa, nella realtà qualche ora. Questa dilatazione è dovuta al sistema per cui ogni sogno e inserito in un altro, fino a raggiungere quattro livelli di tempo. Ogni livello risulta necessario per la riuscita dell’innesto, ma in ognuno di essi si presenteranno degli ostacoli.

RECENSIONE: Vincitore di quattro premi Oscar, questo film è stato presentato come un colossal già prima dell’uscita nelle sale. Le aspettative erano alte e il regista di Memento e della saga di Batman, non ci ha deluso. La scenografia originale e la colonna sonora di Hans Zimmer accompagnano motivi già proposti nel mondo del cinema -una storia d’amore ossessiva, l’ultimo e più pericoloso colpo di un ladro, i sensi di colpa per la perdita dei propri cari- i quali però sono abilmente filtrati attraverso l’azione e la fantascienza. Viene a crearsi una miscela inedita, raffinata e anche abbastanza complessa, tanto da suscitare la voglia di vederlo nuovamente per cogliere maggiori particolari della storia.

È un film ipnotico che lascia con il fiato sospeso dalla prima all’ultima scena. Nei primi minuti il protagonista, Dom Cobb, naufraga in una spiaggia apparentemente deserta ed entra in una villa orientaleggiante costruita sulla costa. Da lì si è immediatamente proiettati nel mondo onirico, ma si impiega un po’ di tempo prima di capirne l’architettura e il funzionamento. Il tempo del sogno è dilatato rispetto al tempo della realtà, ma la sfida si fa più complessa quando viene inserito un sogno all’interno di un sogno e successivamente un altro sogno ancora, facendo scattare una sovrapposizione di piani narrativi che crea un labirinto sempre più stretto e pericoloso. Il rischio è alto: se si rimane bloccati nel “limbo”, non si riesce più a distinguere la realtà dal sogno e quest’ultimo verrebbe utilizzato come un rifugio illusorio. Nel finale Dom, distratto dai figli che corrono a riabbracciarlo, non riesce a capire se si trova ancora nel sogno; l’ultima scena della trottola, che gira veloce e non cade, è la chiave del film e confonde lo spettatore stesso proprio come coloro che, penetrando a fondo nel mondo onirico rischiano di rimanerci per sempre.

Inception non è solamente un puzzle di dimensioni diverse, è anche emozione scaturita dal dramma del protagonista che non riesce a fare i conti con il proprio passato. Il sogno trattiene il suo trascorso sentimentale e non gli permette di superarlo; sua moglie, in realtà morta suicida, appare nei sogni come una donna violenta e omicida e ciò è dovuto dalla proiezione del senso di colpa che lo tormenta, per la responsabilità del suicidio che sente cadere su di lui.

Sicuramente stimolante è l’idea di riuscire a manipolare la coscienza ed arrivare a cambiare il destino di un uomo. Nel film questa possibilità è data dal sogno e viene attuata in modo fantastico e paranormale, ma il messaggio è davvero irreale come ci viene presentato o nasconde un avvertimento? Non sappiamo se l’intenzione dell’autore sia questa, eppure viene da pensare a tutti quegli aspetti della nostra realtà che penetrano in modo invasivo e manipolano le coscienze. Anche noi avremmo bisogno di un talismano, un totem che ci riporti alla realtà, che ci risvegli dal torpore comune. Potrebbe sembrare un’ovvietà, ma ciò che non è ovvio è il linguaggio metaforico con cui viene espresso quest’invito alla riflessione.

Degno di nota è l’apparato di effetti speciali, grazie al quale è stato possibile girare una sequenza di lotta in un corridoio girevole senza gravità o vedere le strade di Parigi arrotolarsi su se stesse.

A coronare l’ottima riuscita del film è senz’altro il cast: la performance straordinaria di Leonardo Di Caprio nelle vesti del protagonista, Joseph Gordon-Levitt che raggiunge l’apice dell’interpretazione nella già citata scena del corridoio senza gravità e Marion Cotillard, nel ruolo della moglie di Dom, riesce a dare il giusto equilibrio di bellezza e mistero al personaggio.

FRASE: “Noi creiamo il mondo del sogno, portiamo il soggetto dentro quel sogno e lui lo riempie con i suoi segreti”

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 9

Ilaria Mombello

 

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