Archivio film Cinema News — 19 gennaio 2017

Titolo: Indivisibili
Regia: Edoardo De Angelis
Sceneggiatura: Nicola Guaglianone, Barbara Petronio, Edoardo De Angelis
Cast: Marianna Fontana, Angela Fontana, Antonia Truppo, Massimiliano Rossi, Tony Laudadio, Gaetano Bruno, Peppe Servillo
Fotografia: Ferran Paredes Rubio
Montaggio: Chiara Griziotti
Musiche: Enzo Avitabile
Produzione: Tramp Limited, O’ Groove

Distribuzione: Medusa
Nazionalità: Italia
Anno: 2016
Durata: 100 minuti

 

Al suo terzo lungometraggio, Edoardo De Angelis abbandona la centralità dei suoi temi di film come Mozzarella Stories e Perez sulla malavita partenopea , con una trama lineare, con un intreccio di luoghi e suggestioni cangianti, personaggi variegati i cui punti di vista funzionano da diversa lente narrativa, danzando intorno alla simbiosi gemellare fra le protagoniste Viola e Dasy. Autore surreale, modernista, narratore delle piccole apocalissi riservate agli ultimi, il regista fa usare le liriche “come on baby light my fire” dei Doors come fischio d’inizio per le esibizioni canore delle due protagoniste a Castel Volturno. Con Indivisibili De Angelis filma la vicenda fittizia di una carriera canora mai decollata, dove alle due gemelle siamesi non è permesso dai parenti/manager di cantare Janis Joplin, anche se la apprezzano.

Castel Volturno è il luogo perfetto, dove la gente non ha nulla da perdere, perché questo mondo è disintegrato. Più che Janis Joplin, piuttosto Singin’ in the Dark semmai.

Qui si narra la ricerca dell’assoluto da parte di due disabili sfruttate dalla legge del profitto, con una narrazione in cui compaiono i freaks di Leslie Fiedler (v.la festa sullo yacht di Marco), l’homo homini lupus e l’oppressione sociale di Simone Weil. Forse le ragazze cercano con il canto di resistere al mondo degradato e immateriale, in cui viviamo. Da subito le comunioni e altre occasioni di ritrovo, dove le sorelle si esibiscono diventano cuccia, casa, come esempio di un rito consolidato da anni. E la possibilità di un intervento chirurgico ipotizzata dal medico Peppe Servillo, che potrà separarle, minerà le certezze del microcosmo. Fra l’energia dell’adolescenza e l’insegnamento di Leopardi, De Angelis modula i ritmi narrativi, prendendosi una pausa meditativa, quando organizza la scena più toccante del film, quando sulle note extra-diegetiche di Enzo Avitabile, le due protagonista dimostrano sulla spiaggia, che l’energia adolescenziale scorge il limite per distruggerlo, esprimendo desideri per conquistare l’infinito. Cercando l’infinito fuori, scopri insomma di averlo dentro e abbracciandosi fra di loro, le ragazze compiono l’epifania. Poi asseconda la loro urgenza di solitudine e di affetto, commentandole con le struggenti canzoni del genio Avitabile, sprofondandola dentro la società dell’apparire (gli scatti fotografici sulla spiaggia, quando loro si avviano verso la riva del Volturno), che conserva lo stesso spessore di una foto ingiallita dal tempo. Populismo? Certamente no e basta vedere il sofisticato piano sequenza dell’attacco narrativo, che ci svela le due protagoniste stese sul letto, per dimostrarci una visione registica netta e precisa.

Il regista testimonia così un’onestà disarmante, sincera fra piscine svuotate, abitazioni abusive, immigrati di colore, feste pacchiane e impresari cialtroni in un vero e proprio caleidoscopio dello spettacolo urbano. Dasy e Viola si mettono in viaggio su uno scooter, per concretizzare la separazione durante la loro esperienza di vagabonde, in fuga dai loro sfruttatori familiari.  All’apparente mancanza di scopo delle loro coetanee, le sorelle rispondono con un’impresa insensata, perseguita con tenace e cocciuta incoscienza, senza premeditazione ideologica, fra scetticismi parentali e aperte ostilità. Il finale del film è un colpo di scena, anticipato da una breve ellissi. E il critico qua si ferma un attimo prima, sottolineando però la commossa partecipazione con cui le sorelle Marianna ed Angela Fontana aderiscono al loro ingrato compito.

Il film ha ottenuto il premio Pasinetti, dopo la presentazione alle Giornate degli autori presso Venezia 2016.

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