Cinema News — 12 gennaio 2014

Titolo: Dead Sushi
Regia: Noboru Iguchi
Soggetto: Noboru Iguchi
Sceneggiatura: Makiko Iguchi
Cast: Rina Takeda, Shigeru Shimazu, Asami Sugiura, Kentaro Shimazu
Fotografia: Nishimura Yoshihiro
Montaggio: Yasutaka Nagano
Scenografia: Nori Fukuda
Musiche: Yasuhiko Fukuda
Produzione: Nishimura Motion Picture Model Makers Group
Distribuzione: Walker Pictures
Nazionalità: Giappone
Anno: 2012
Durata: 90 minuti

Se Zombie Ass: Toilet of the Death vi ha divertito fino allo spasimo, allora questo film non vi deluderà. Questa volta non siamo alle prese con zombie spericolati che vengono presi di mira dalle flatulenze di un’insospettabile ragazzina, ma siamo di fronte ad un incubo ancora più sorprendente e accattivante. L’idea infatti non è più utilizzare per l’ennesima volta i morti viventi ma di ‘zombificare’ il sushi. Un’idea spericolata ed estrema dal sapore squisitamente e unicamente orientale.
Keiko è figlia d’arte di un formidabile cuoco specializzato in sushi, suo padre però la ripudia perché non la ritiene una valida allieva. Keiko allora decide di fare la cameriera in un hotel che ha come piatto forte proprio il sushi.
Qui alcuni dipendenti di una casa farmaceutica decidono di soggiornare e di essere sollazzati a base di buon pesce crudo. Un loro ex collaboratore, licenziato perché ha scoperto un siero in grado di far risorgere gli animali morti, decide di vendicarsi trasformando il sushi in un’arma terribile. Il pesce crudo infatti prende vita con artigli e bocche fameliche pronte a divorare ogni cosa. L’orrido si unisce alla farsa.
Succulente tartine diventano proiettili rotanti che tranciano la carne, si insinuano nelle viscere e fanno sgorgare sangue ai più sopraffini intenditori di cucina orientale.
Noboru Iguchi, se con Zombie Ass: Toilet of Death aveva ricordato attraverso il mostro finale di essere uno dei registi di Mutant Girls Squad (infatti la creatura zombi ricorda molto le eroine mutanti) qui si rinnova trasformando il cibo in una potente arma di distruzione.
Oltre ad essere una pellicola irriverente e goliardica, è anche un prodotto ricco di curiosità, di chicche innovative a scopo didattico. Un esempio è la scena in cui Keiko inveisce più e più volte contro il cuoco dell’hotel giudicandolo inadeguato nella preparazione del sushi. Le spiegazioni che dà sono un buon pretesto per lo spettatore per capire meglio la cultura giapponese. Inoltre come non fare a meno di restare affascinati e basiti allo stesso tempo di fronte al “bacio alla giapponese”? Due amanti si passano attraverso lunghi baci un uovo crudo, senza ingurgitarlo ma facendolo muovere di bocca in bocca fino all’esasperazione.
Meritevoli anche le scene di combattimento. Le arti marziali si mischiano allo splatter esagerato dando un buon mix di action e horror. Un plauso anche al mostro finale, un mutante con la testa di pesce e un’ascia gigante pronto a fare a fettine il più bruto dei bruti.
Il sushi come non l’avete mai visto: difficile dopo andare a cenare in un ristorante giapponese senza pensare a Dead Sushi.
Provare per credere.

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