Cinema News — 05 febbraio 2014

Titolo originale: Hodejegerne
Regia: Morten Tyldum
Sceneggiatura: Ulf Ryberg, Lars Gudmestad
Fotografia: John Andreas Andersen
Montaggio: Vidar Flataukan
Musiche: Trond Bjerknæs, Jeppe Kaas
Cast: Aksel Nennie, Synnøve Macody Lund, Eivin Sander, Nikolaj Coster-Waldau, Julie Ølgaard, Kyrre Haugen Sydness, Valentina Alexeeva, Reidar Sørensen
Produzione: Yellow Bird, Friland Film, Nordisk Film, Degreto Film, Mediterranea Productions
Nazionalità: Norvegia
Anno: 2011
Durata: 100 minuti

“Mi chiamo Roger Brown. Altezza: 1 metro e 68 cm. Capirete che devo compensare la mia altezza. La mia casa, ad esempio: 30 milioni. A me non piace e non posso permettermela, ma a lei…”

Con Headhunters (titolo originale: Hodejegerne) il cinema norvegese di Morten Tyldum arriva anche in Italia. Tratto dal romanzo omonimo di Jo Nesbø, narra un periodo della vita di Roger Brown, interpretato da Aksel Nennie, un “cacciatore di teste” direbbe lui, ma in questo caso si tratta di un uomo di successo abile nel selezionare manager per aziende molto importanti. Roger ama follemente la moglie Diana (Synnøve Macody Lund), una gallerista, ma non si crede alla sua altezza: è proprio questo uno dei suoi problemi principali, essendo alto solo un metro e sessantotto centimetri, vede la moglie troppo bella e non crede di meritarla, allora fa di tutto per convincersi che non sia così: le compra tutto ciò che vuole, anelli, orecchini da novantamila euro, una casa con un mutuo che non può permettersi, ma purtroppo il denaro che guadagna con il suo lavoro non gli basta, quindi ne inventa un altro: diventa un ladro di opere d’arte. Tutto è perfetto, calcolato nei minimi dettagli, ha persino un partner, Ove (Eivin Sander), il quale lavora in una società di sorveglianza e lo aiuta disattivando l’allarme delle case in cui decidono di rubare. Roger si informa sulle “vittime”, calcola tutto fino al minimo dettaglio, entra e cambia il quadro con un falso ed esce senza lasciare alcuna traccia: come se il tutto non fosse mai successo. Piano ingegnoso, ma se ti scoprono? O addirittura: e se fai il colpaccio che aspetti da tutta una vita?

Un giorno Diana, durante l’inaugurazione della propria galleria, presenta a Roger un certo Clas Greve (Nikolaj Coster – Waldau – abituata a vederlo nella serie TV Game Of Thrones, sono stata molto felice di notarlo anche qui ), si tratta di un dirigente, uomo affascinante e abbastanza misterioso. Roger, un po’ per gelosia, cerca di conoscerlo di più e gli propone un incontro, con la scusa di star cercando un candidato per una società di tecnologie GPS, la Pathfinder. Tornati a casa Diana racconta a suo marito che Clas possiede un rarissimo dipinto di Rubens, appartenente alla nonna alla quale era stato donato da un ufficiale tedesco. Il valore di questo quadro sarebbe incredibile, potrebbe essere proprio il colpaccio che Roger stava cercando. Chiama Ove e si incontrano per definire i dettagli del furto, dopodiché va all’incontro con Clas e cerca di scoprire il più possibile sulla sua vita privata. Viene a sapere così che Clas non è semplicemente un manager, ma è anche un ex militare. Da quel momento il film va veloce, corre, ti prende del tutto e non ti fa staccare neanche un attimo dallo schermo: Roger scopre che qualcuno che ama lo ha tradito, tanto da far diventare lui la vittima di questo gioco, così vi è uno scambio delle parti. Da un uomo di talento che cerca di far vedere ciò che non è mostrando sicurezza tramite il suo denaro, adesso possiamo vedere il vero Roger: insicuro di sé, della vita, dei suoi amici, delle persone che ama e ferito alle spalle.

Headhunters ha ricevuto molte critiche positive e nomination per diversi premi, tra cui ha vinto l’ “Amanda Awards”, l’ “Empire Awards” come miglior thriller, il “Philadelphia Film Festival” e il “Saturn Awards” come miglior film internazionale. E’ stato, inoltre, il film norvegese di maggior incasso di tutti i tempi.

Il film riflette perfettamente tutti i punti di un thriller “come si deve”, è un continuo di colpi di scena e gode di ottime inquadrature nonostante abbia trovato alcune scene esagerate, come l’uscir vivo e vegeto dopo uno scontro con un tir capace di buttarti giù da un burrone. Tralasciando questa parte, credo che sia un ottimo film: troviamo suspence, tradimento, vendetta, sentimenti come l’amore, il dolore…tutto. Un film da guardare tutto d’un fiato, anzi, oserei dire: una piacevole sorpresa.

 

 

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