Cinema News — 13 maggio 2013

A Parigi il flic “sporco” Vincent Garrel viene in possesso di un ingente quantitativo di coca, perciò deve liberare il figlio Thomas tenuto in ostaggio dai malviventi di Josè Marciano, che sono proprietari della droga. Sarà mica costretto a collaborare con questi rapitori, dopodichè è braccato anche dai colleghi? Un polar con gli attributi, visto al festival di Roma del 2011, con la camera incollata ai personaggi da Jardin, esibendosi in inseguimenti a piedi da cardiopalma, che filma un thriller con atmosfere notturne nero pece, secondo un’unità rigorosa e aristotelica di tempo, da fare impallidire qualsiasi regista americano di action.

La profondità di campo è la cifra distintiva del montaggio e per buona parte del film è il valido protagonista Tomer Sisley a reggerne la tensione drammaturgica. Tra perlustrazioni del night di Marciano (v.anche unità di luogo) con musica techno a palla, dove viene pedinato dalla collega, interminabili telefonate sui cellulari, malavitosi turchi, umorismo greve (Thomas fa notare al carceriere di avere l’alito cattivo),cucine immense, una poliziotta in odore di dark lady e battute razziste, la corsa contro il tempo di Vincent si intreccia alla ricerca della roba, trafugata da qualcuno. Un po’ come la valigia di Un bacio e una pistola di Robert Aldrich, la borsa con la “neve” diventa la vera protagonista del film. Espediente narrativo che crea un campo magnetico di pericolo costante, che ammanta i personaggi.

Così la suspense procastinata della droga che passa di mano in mano, con fregatura annessa e connessa, inchioda lo spettatore alla poltrona, merito anche di un uso sapiente della musica preesistente come l’hit “Another one bites the dust” dei Queen nella sequenza dell’interrogatorio a Vincent da parte dei suoi colleghi integerrimi, che certifica sul piano semantico la corruzione senza speranza del protagonista. Vincent passa all’essere solo nella sua missione personale all’essere inseguito da tutti e il night diventa contemporaneamente un territorio d’azione e una clausura per lui.

Il divertimento dunque non manca, perché il ritmo della diegesi è cadenzato spesso sulla techno del night, il regista ci mette cuore, avvolgendo dell’ amore paterno di Vincent molte situazioni, che quando sembra raggiungere la luce dopo tanta oscurità, sembra solo allora trovare una parziale redenzione.

Voto:8

 

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