Attori Cinema News — 22 Gennaio 2015

Stefano Fresi, classe 1974, compositore, pianista e, cosa che ancor più ci riguarda, tra i volti emergenti del grande e piccolo schermo in Italia, ha accettato di rispondere a qualche nostra domanda. Sarà presto nelle sale con altri quattro film: Noi e la Giulia (di Edoardo Leo), La prima volta che l’ho fatto (Riccardo Rossi), Solo per il weekend (Gianfranco Gaioni, aka Director Kobayashi), L’età d’oro (Emanuela Piovano).

C’è un’occasione, un episodio che ha fatto di Stefano Fresi un attore del grande schermo?
Sì, uno spettacolo teatrale al “Globe” di Roma: I Tre Moschettieri, diretto da Attilio Corsini. Michele Placido venne a vedere lo spettacolo e mi prese per interpretare il Secco in Romanzo Criminale.

Cosa hai pensato guardando Romanzo criminale?
Mi sono reso conto che è un grandissimo film, girato benissimo e recitato benissimo. E che io c’ero.

La prima volta che ti sei rivisto sullo schermo ti sei piaciuto?
Ho visto mille difetti. Mi sono visto acerbo.

E oggi? Ti vedi diverso dall’attore del 2005?
Si, assolutamente. Più consapevole di certo. L’esperienza conta. Ma rimango sempre coi piedi piantati per terra. Conservo l’umiltà di una volta e la voglia di crescere e di migliorarmi da un punto di vista professionale.

Cos’è la felicità per te?
Mio figlio che cresce, l’amore della mia compagna e dei miei cari e poter vivere della mia passione. Questo è.

Il tuo film di Natale preferito.
The Nightmare before Christmas (1993).

Fai fatica a interpretare ruoli troppo diversi da te?
È la cosa più divertente del mondo. E mi pagano per farla.

Un attore e un’attrice del passato che ammiri?
Gian Maria Volontè e Mariangela Melato.

Tra i viventi?
Elio Germano e Anna Foglietta.

Con quale regista ti piacerebbe lavorare in Italia?
Paolo Virzì.

E all’estero?
Ridley Scott.

Qual’è la colonna sonora della tua vita?
Quella che mi scriverò una settimana prima di morire?

Ok, è ancora presto per parlarne. Stefano Fresi compositore ha dei modelli?
Amo follemente Rota e Morricone e, oltreoceano, John Williams.

Quanto è cambiata la tua vita negli ultimi cinque anni?
In maniera inimmaginabile. Sono diventato padre e il mio lavoro è fiorito.

Hai un aneddoto da raccontare? Una cosa buffa successa sui set?
La scena del gioco dello “spurchiafiletto” in Ogni maledetto Natale: non siamo riusciti a fare un ciack pulito, senza che qualcuno ridesse.

L’emozione più grande del 2014?
La candidatura ai David di Donatello come miglior attore non protagonista, accanto a mostri sacri.

Cosa ti affascina di più della musica e cosa, invece, del cinema?
Della musica che è un linguaggio meravigliosamente pieno di sfumature, più di qualsiasi altro. E che non finisce mai di sorprendermi.
Del cinema mi piace il fatto che l’opera d’arte si realizza solo attraverso la cooperazione di più menti. È il vero risultato di gruppo.

Cosa significa ”armonia” nel lavoro del cinema?
Beh, nella musica l’armonia è l’arte degli accordi. Il cinema, almeno in fase produttiva, pure.

All’interno dell’orchestra attoriale in quale strumento ti riconosci?
Spero di non essere il trombone!

Spiritoso!A proposito, per Carmelo Bene il comico rappresenta la spalla, o la stampella, del tragico. Cosa ne pensi?
Penso che il vero tragico sia il comico che non fa ridere.

Hai un comico o un attore al quale ti ispiri?
Ne ho tanti che ammiro. Diversissimi tra loro. Peter Sellers è un amore folle.

Di cosa non riusciresti mai a privarti?
Della mia famiglia.

La Grande Bellezza per Stefano Fresi.
Esserci.

Filmografia

2005 Romanzo criminale, Michele Placido;
2007 Riprendimi, Anna Negri;
2008 Riflesso (cortometraggio), David Petrucci;
2009 L’amore è un giogo (cortometraggio), Andrea Rovetta;
2009 La città nel cielo (cortometraggio), Giacomo Cimini;
2012 Canepazzo, David Petrucci;
2012 Viva l’Italia, Massimiliano Bruno;
2013 Benur – Un gladiatore in affitto, Massimo Andrei;
2014 Smetto quando voglio, Sydney Sibilia;
2014 Ogni maledetto Natale, Ciarrapico, Torre, Vendruscolo.

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