Archivio film Attori Cinema — 20 Ottobre 2019

1) La tua formazione artistica attinge da una varietà di stili recitativi: da Marco Paolini a Stella Adler.Quale senti più vicino alle tue corde?

BS:In effetti è una bella domanda perchè sono due modi di intendere la recitazione o meglio l’interpretazione di un testo in modo completamente diverso. Il primo si fonda sul teatro di narrazione, del racconto che crea immagini in un contesto sociale; l’altro invece si basa sul famoso Metodo Strasberg (derivato da Sistema Stanislavskij….anche se poi la stessa Stella Adler lo contestò) che si preoccupa di costruire un personaggio, chiaramente inventato, ma che attraverso l’immaginazione e la sensibilità dell’attore può risultare  “vero” sul palco.Da questa massima sintesi ti direi che sicuramente la tecnica di Stella Adler (che poi è quella comune a quasi tutto il cinema americano contemporaneo) è quello che mi corrisponde di più. Anche se nella mia vita è venuto dopo l’esperienza di Paolini e della formazione alla Scuola d’Arte drammatica Paolo Grassi. Ma si sa…. il bello è mettersi sempre in discussione!
2)  Tra i progetti passati a teatro c’è anche La Strada con la coppia Pavone-Testi.

BS: Era una trasposizione teatrale del famosissimo film di Fellini Ricordo che Filippo Crivelli mi chiamò a Milano per le date dello spettacolo al Teatro Manzoni. Si trattava della sostituzione di un’attrice che interpretava la ballerina del circo Felliniano e che accompagnava Gelsomina (Rita Pavone) nel suo travagliato rapporto con Zampanò ( Fabio Testi). Le prove erano serratissime, ad un certo punto il regista chiama la pausa e poi torna indietro e mi fa: “Barbara, tu fai come vuoi, è che mi sembra di vederti più a tuo agio sul palco che fuori.”
4) In Don Luca hai lavorato con la compianta Marisa Merlini.

BS : Sì… meravigliosa attrice e splendida persona. La ricordo con grandissimo affetto, riusciva a portare sul set quello strano mix di presenza e tensione che si risolveva puntualmente in una risata irresistibile. In quell’episodio interpretavo Luisa, una giovane parrocchiana di Don Luca che frequentava il corso di preparazione al matrimonio della Chiesa….. ma con un piccolo particolare: era già al nono mese di gravidanza!!
5) Il doppiaggio e lo speakeraggio sembrano essere ormai un’espressione artistica più astratta per gli attori. Tu puoi vantare una buona esperienza ormai nel settore. Puoi darci una tua opinione?
BS: Non credo sia un’espressione astratta, anzi… è decisamente concreta e reale per un attore che non è “figlio di” o “amante di”. Nel mio caso lo speakeraggio è nato come ulteriore possibilità tangibile e diciamo pure ben pagata di vivere solo del mio mestiere. Anche qui ho cercato la “mia strada”, uno stile molto naturale e versatile che, venendo dal teatro e dal cinema, mi caratterizza molto. Sul doppiaggio vero e proprio, soprattutto di film…. credo in questo momento di farmi molti nemici fra colleghi, ma sono convinta che la versione originale dell’attore, che parla la sua lingua madre, con i suoi respiri, le piccole sfumature della voce che derivano da quel particolare stato d’animo siano sacre e vadano godute integralmente.

6) L’esperienza come conduttrice o inviata ti ha soddisfatto come quelle recitative?
BS: Mi ha insegnato una cosa utilissima: fare le domande e soprattutto ascoltare le risposte degli altri. Altrimenti si rischia l’autocelebrazione continua e l’esaltazione dell’ Ego. Per dirla con le parole del mitico Woody Allen: “l’attore è quella persona che se è solo con te in una stanza e non si parla di lui, non ti ascolta”.
7) Parliamo di The Generi: Conoscevi già l’opera di Maccio Capatonda. Per la tua interpretazione della preside, ormai cult, hai contribuito con suggerimenti di qualche genere. Come istruisce gli attori Capatonda?

BS :Adoro Maccio e credo sia uno dei migliori artisti italiani. E’ di un’umiltà sconvolgente, semplice, quasi timido, ma sa perfettamente quello che vuole sul set. Sono arrivata tutta precisa con la mia bella parte imparata a memoria e invece lui: “ma no… dai. Improvvisiamo!” Non me lo sarei mai aspettata e così ci siamo divertiti insieme, improvvisando, giocando con le parti, con gli oggetti e credo sia venuto fuori un momento di grande comicità e verità.Pensa che nei miei desideri c’era quello di lavorare un giorno con lui. Più verità di così!!
8)Sei un’attrice che sperimenta molto. Parlaci del progetto “Dead Butterfly: The Prophecy Of Suffering Bible” di Davide Pesca.Ti attrae l’horror come genere?
BS: Sì hai detto bene: quello che mi attrae è sperimentare. Sul set come nella vita: ballo il tango argentino, ho preso di recente il brevetto Sub, canto e suono il pianoforte, faccio Burlesque, tip tap, equitazione… insomma non sto mai ferma.L’Horror non lo avevo mai provato, anzi… mi inquietava parecchio!! L’esperienza con Davide Pesca in Dead Butterfly – Suffering Bible 2 è stata meravigliosa. Davide è un genio degli effetti speciali, ma non quelli banali messi in post produzione!!! Quelli veri, costruiti con tanta pazienza e lavoro direttamente SUL corpo dell’attore. E devo dire che è stato anche bravissimo nel dirigermi, mettermi a mio completo agio e quindi ad ottenere il massimo da me. A fine riprese ricordo di avere avuto addosso un paio di chili di trucchi, colla, carte veline e sangue finto e in quelle condizioni ho salutato sua moglie, ormai abituata, con un semplicissimo: piacere, Barbara. Vado un attimo a pulirmi il sangue e mi presento!Dead Butterfly – Suffering Bible2 è da poco uscito anche negli States, oltre che in Canada, Austria, Svizzera e Germania. Un mio caro amico attore che vive a Los Angeles ha visto la copertina disegnata appositamente per la versione Americana e sembra abbia fatto centro! 
9) Progetti futuri?

BS: Ultimamente ho fatto una piccola parte nella serie tv “Extravergine” di Roberta Torre, in onda su Fox e FoxLife. Interpreto Carmen, una donna surreale, provocatoria e fumettistica che parla del sesso come se fosse un continuo assaggio di bignè alla crema.Progetti per il futuro? Forse un altro Thriller con un grande nome della sceneggiatura Horror-Thriller italiano, un progetto science-fictionfi cyberpunk, una sitcom stravagante e piccantissima ancora top secret e poi forse….. un ritorno a Los Angeles per un progetto veramente straordinario?
Se dobbiamo sognare, facciamolo in grande!  

La fotografia di Barbara Sirotti è di Max Orazi, che ringraziamo sentitamente.

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