Cinema News — 26 aprile 2013

Stati Uniti, 2013

Regia: Shane Black

Cast: Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Don Cheadle, Guy Pearce, Ben Kingsley, Rebecca Hall, Jon Favreau, James Badge Dale, Stephanie Szostak, William Sadler, Miguel Ferrer, Ty Simpkins

Durata: 131’

Distribuzione: Paramount Pictures

Uscita nelle sale: 24 aprile 2013

La Fase 2 è iniziata.

Da quando la Marvel ha preso il pieno controllo anche sulle produzioni cinematografiche che riguardano i suoi supereroi, si è venuta a creare una vera e propria saga, che verosimilmente potremmo definire un universo cinematografico, in cui tutti i film sui personaggi della gloriosa casa di fumetti americana sono collegati in un mosaico che va a replicare le loro interazioni su carta. Da “Iron Man” e “L’Incredibile Hulk” nel 2008, espandendosi con “Iron Man 2” (2010), “Thor” e “Captain America: Il primo vendicatore” (2011) fino a trovare compimento con il cross-over “The Avengers” (2012), abbiamo avuto modo di conoscere quella che è stata definita la Fase 1, ovvero la presentazione dei vari personaggi principali che poi sono andati a confluire nel progetto “Vendicatori” che dava proprio conclusione a questo primo blocco di film. Con “Iron Man 3” comincia la seconda Fase di cui anche Nick Fury parlava in “The Avengers”, ovvero quella che intende mostrare l’evoluzione in solitaria di questi supereroi all’indomani della loro prima interazione (più la new entry “collaterale” di “Guardians of the Galaxy”) prima della loro seconda reunion che avverrà nel 2015 con “The Avengers 2”, che chiuderà la Fase 2 in attesa della terza in cui dovrebbero entrare in ballo nuovi personaggi (“Ant-Man” e forse “Dr. Strange”) e nuovi cross-over (tra “Guardians of the Galaxy” e “The Avengers”?). Insomma, un piano davvero molto complesso ed elaborato che sta creando una delle più grandi saghe cinematografiche di sempre.

Ma veniamo a “Iron Man 3” nello specifico.

Dopo l’avventura a New York insieme ai colleghi Vendicatori contro Loki e i Chitauri, Tony Stark (Robert Downey Jr.) soffre di una strana forma di attacchi di panico che l’hanno reso particolarmente dipendente dalla sua armatura e l’hanno portato ad estraniarsi completamente dall’attività delle Stark Industries, di cui ormai si occupa esclusivamente la sua assistente e nuovo direttore Virginia Pepper Potts (Gwyneth Paltrow). Le cronache internazionali parlano delle gesta del Mandarino (Ben Kigsley), un terrorista che sta mettendo a ferro e fuoco alcune città statunitensi con attentati dinamitardi suicidi, allo stesso tempo l’ingegnere e imprenditore Aldrich Killian (Guy Perace) – vecchia conoscenza di Stark – offre un sodalizio di collaborazione a Pepper Potts, che però rifiuta. Quando Happy Hoogan (Jon Faverau), ex guardia del copro e amico di vecchia data di Tony, rimane coinvolto in uno degli attentati del Mandarino rimanendo gravemente ferito, Tony Stark giura vendetta al terrorista, dichiarando ai media di volerlo incontrare e dando incautamente il suo indirizzo di casa in diretta tv. Come conseguenza, tutti i numerosi nemici di Iron Man bussano alla porta del “miliardario, play boy, filantropo”, compreso il Mandarino!

Prendendo prevalentemente ispirazione dalla mini-saga “Extremis”, firmata da Warren Ellis e pubblicata tra il 2005 e il 2006, “Iron Man 3” porta giustamente a un passo successivo il personaggio di Tony Stark e dopo la piccola parentesi alcolica del numero 2, lo vediamo stavolta alle prese con il “trauma” di aver salvato il mondo dall’invasione aliena di “The Avengers”. Ogni azione ha la sua conseguenza, e la vecchia regola del causa-effetto stavolta si ripercuote principalmente sulla psiche del nostro eroe, che non è riuscito a metabolizzare l’avventura contro i Chitauri al fianco di esseri soprannaturali e déi, tutti elementi che sono andati a minare le sue ferree convinzioni da uomo di scienza. Come mai era successo prima, Tony Stark e Iron Man sono un’unica entità e questo viene efficacemente reso dalla “dipendenza” che Tony ha dalla sua armatura, andando così a creare un rapporto quasi schizofrenico che porta sul piano psicologico la sua ammissione “Io sono Iron Man” pronunciata al termine del primo film. Per estremizzare e allo stesso tempo trovare un rimedio a questo rapporto simbiotico uomo/macchina, Tony viene privato della sua armatura, così sarà costretto ad affrontare le sue paure e i molti pericoli semplicemente con i suoi muscoli e, soprattutto, il suo cervello.

La sceneggiatura di “Iron Man 3”, curata dal regista Shane Black e Drew Pearce, è molto dettagliata nel riflettere sullo stato psicologico borderline di Tony Stark e sa efficacemente legare ad esso gli eventi che minacciano l’incolumità dei personaggi e dell’intera popolazione con loro. La rielaborazione della storia raccontata in “Extremis” funziona bene, così come convince l’inserimento del Mandarino, nemico storico di Iron Man qui completamente svecchiato e riscritto, anzi stravolto. Se da una parte possiamo notare che la presenza del Mandarino si lega benissimo con la storia raccontata e i cambiamenti apportati al personaggio si integrano magnificamente con il contesto di “Iron Man 3”, favorendo piacevoli colpi di scena e un legame all’attualità politica anche piuttosto audace, dall’altra i puristi del fumetto storceranno sicuramente il naso perché la nemesi per eccellenza dell’uomo di ferro assume qui connotati talmente differenti e particolari da ben prestarsi anche ad essere criticati. Comunque l’apporto dell’attore Ben Kingsley è ottimo e anche Guy Pearce, che da vita a un cattivo quasi inedito, se la cava benissimo nelle sue ormai risapute doti mimetiche.

Se la grandezza di Robert Downey Jr. e Gwyneth Paltrow sono ormai un dato di fatto, tanto che i loro personaggi sarebbero praticamente impensabili con volti differenti, convince anche Rebecca Hall, qui nei panni di Maya Hansen, vecchia fiamma di Tony e implicata nel progetto Extremis.

Ottime le sequenze d’azione e soprattutto è oculato il loro inserimento nella dinamica narrativa del film, mai troppo invadenti e dosate con cognizione di causa per creare quei 3-4 momenti cardine della storia. Soprattutto il lungo finale con le centinaia di armature Iron Man sa farsi davvero ricordare.

Con “Iron Man 3” la Fase 2 Marvel comincia davvero bene, un film ben scritto, ottimamente interpretato e capace di dare nuova linfa al personaggio di Tony Stark, ammantando l’intera vicenda di un tono più cupo e violento in confronto al passato, quasi in sintonia con i Batman nolaniani e con il reboot di Spiderman.

Come di consueto, c’è una sorpresa al termine dei titoli di coda, quindi rimanete seduti alla poltrona fino alla fine.

Voto: 8

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