Archivio film Cinema News — 13 Dicembre 2020

Si comincia come in Hitch con Will Smith con un protagonista (lo stesso Fratter) che tenta di combinare unioni amorose per i clienti della sua agenzia per cuori solitari. Filmata questa premessa, la galleria di personaggi che sfilano nel film sembrano poli catalizzatori dell’instabiltà sentimentale: una teoria di cuori lacerati ben assortiti, che comprende l’ex moglie del protagonista Pamela (Daniela Picciolo), fotografa di moda in cerca di un nuovo compagno, una borghesuccia collezionista di amanti, l’amico scoraggiato in cerca di femmine e cosi via. Tutti alla ricerca di una patria sentimentale ed esistenziale. Un pò commedia sentimentale secondo lo spirito indie e anarchico di Fratter ,  un pò di  nostalgica rievocazione del Truffaut de L’uomo che amava le donne, ITALIAN CONCUPIDO è una specie di autofiction, un autoriferimento,  come tutti i film dell’eclettico regista bergamasco, imperniati sull’incontro/scontro uomo-donna.

Però con ITALIAN CONCUPIDO Roger Fratter, frequentatore assiduo dietro la mdp dell’horror e cultore dello spaghetti western nella vita e sulle pagine della rivista “Nocturno”, imprime  una leggera svolta al suo cinema, inscenando sia davanti che dietro la cinecamera una commedia sentimentale, discreta nella musica e nell’umorismo. Nel soggetto si annida uno spunto interessante, nonostante la verbosità compiaciuta,   che andava magari irrobustito in fase di sceneggiatura. Quello di non subire l’ipocrisia, di vivere e non meramente sopravvivere, di non essere drammaticamente inerme.Ma l’altalenanza di tono e stile fra il leggero, il drammatico (Pamela è maltrattata dal fidanzato) e il malinconico funziona comunque, anche grazie ad attrici deliziose come Daniela Picciolo e naturalmente Fratter nella duplice veste di attore e regista si scapicolla per belle donne come sempre, come le modelle immortalate dall’obiettivo di Pamela.

 Non ci resta che aspettare la prossima incursione nella commedia del nostro, per comprendere appieno se il cinema italiano abbia trovato un regista, che sappia smarcarsi definitivamente da modelli televisivi troppo edulcorati.

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