Cinema News — 30 ottobre 2012

TITOLO: Juno

ANNO: 2008, Usa, Canada, Ungheria

DURATA: 92 min.

GENERE: Commedia

REGIA: Jason Reitman

CAST: Ellen PageMichael CeraJennifer GarnerJason BatemanOlivia Thirlby

TRAMA: Juno è una brillante adolescente del Minnesota. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando scopre di essere incinta escogita un piano per trovare una coppia di genitori per il bambino. Dopo qualche ricerca, si imbatte in Mark e Vanessa, una coppia benestante che sta cercando di avere un bambino in adozione. Per sua fortuna, Juno può contare sull’aiuto e il sostegno del padre e della matrigna. Ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la vita apparentemente idilliaca di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa.

Diablo Cody ha vinto, nel 2008, l’Oscar per la migliore sceneggiatura per questo film. Eppure, se volessimo considerare la scrittura della sceneggiatura in senso minimale, considerandola la stesura della “storia”, quella di Juno non è poi così originale, anzi, il tema trattato è dannatamente attuale, e per quanto ho avuto modo di vedere, nemmeno così originale.

Juno è la classica teenager nel pieno della fase di trasizione dal mondo dell’infanzia a quello dell’età adulta, e quindi anche dal mondo della pubertà a quello dell’attività sessuale. A livello psicologico, come molti teenager, è convinta di essere immortale e avere il mondo in pugno, essere completamente padrona di se stessa e quindi anche di ciò che fa, salvo poi scoprire presto di avere ancora una gran voglia di essere irresponsabile. Il suo non è il caso di ragazza-madre bensì quello di bambina-madre, figura che sta emergendo tristemente in questo secolo.

Cody, insieme al regista Jason Reitman, hanno provato a mostrare i fattori sociali co-responsabili di situazioni del genere.

Ecco dunque descritta all’inizio del film la confusa situazione familiare in cui Juno è cresciuta, con una madre che l’ha abbandonata e un padre che non pare essere un grande esempio da seguire. Una ragazza che cresce in questo contesto è in un certo senso costretta a diventare adulta prematuramente visto che, gioco-forza, si ritrova immersa in un contesto familiare di cui è vittima (la separazione dei genitori) e per giunta costretta a convivere con la nuova compagna del padre, con la quale non ha un cattivo rapporto di sudditanza ma verso la quale non nutre quel rispetto dovuto ad un genitore biologico. Ragazza sveglia, intelligente e carismatica, crede così di poter badare perfettamente a se stessa e, come molti, troppi giovani di oggi, sottovaluta alcune dinamiche che nella vita di ognuno di noi sono fondamentali. Immersa in una società dove il sesso non solo non è più un argomento tabù, ma è invece presente ovunque, decide di perdere la verginità insieme ad un proprio compagno di classe per mera noia.

Perfino quando scopre di essere incinta non accenna a prendere la cosa sul serio, sostenuta in questo da una migliore amica, se possibile, più immatura di lei.

La decisione di abortire viene presa con una nonchalance disarmante e nella scena nella quale entra nel centro per l’aborto, il clima che viene descritto dà la sensazione che il tutto si riduca a una pura formalità. Il cambio di rotta non avviene dopo aver consultato familiari, psicologi, esperti, né tantomento il “padre” del bambino che si trova a vivere la situazione più spaesato della stessa Juno, ma solo grazie ad una scelta emotiva dettata dall’atmosfera surreale vissuta nel centro per la cessazione della gravidanza.

L’altro tema che subentra è a questo punto quello della scelta della coppia alla quale affidare il neonato. Tale ricerca avviene, come sottolineato più volte grazie alle battute di Leah, l’amica del cuore di Juno, consultando gli annunci sui giornali “di fianco alle coppie che cercano animali domestici”, a testimoniare la superficialità con la quale viene deciso il destino del bambino.

Tuttavia, la coppia di coniugi che viene individuata appare essere quasi perfetta. Mark e Vanessa sono ricchi, giovani e felicemente sposati, nonché aspiranti genitori modello.

La metamorfosi del personaggio di Juno inizia proprio grazie al confronto con i due coniugi, oltre che con la prosecuzione della gravidanza. Sentire scalciare il bambino, vedere Vanessa che si comporta già da madre, scatenano in lei delle sensazioni nuove, attraverso le quali inizia a rendersi conto di cosa significhi essere adulti e mettere al mondo un essere vivente.

Non è tutto oro quello che luccica, e anche nelle coppie più affiatate si può nascondere il germe dell’insicurezza. Così, le strade di Mark e Vanessa, a sorpresa, si dividono prima che la gravidanza di Juno termini, riproponendo incognite ed incertezze. A quel punto Juno inizia a porsi domande sull’amore eterno, oltre che sul sesso, sulla vita e sul significato della famiglia, e il confronto con il padre si rivela pragmatico, ma comunque efficace.

Juno capisce l’importanza delle persone che ha intorno, e anche di quelle che vorrebbe avere, come Paulie, il ragazzo col quale aveva perso la verginità, e che aveva allontanato durante i primi mesi di gravidanza. La ragazza decide di affidare comunque il neonato a Vanessa e subito dopo il parto, si rende conto, assieme a Paulie, di quanto miracoloso sia mettere al mondo un bimbo.

Come detto, il film racconta un fenomeno attuale, senza tuttavia proporre una pellicola pesante e opprimente, giocando molto sull’immaturità della protagonista per creare situazioni quasi comiche. La forza della sceneggiatura di Cody e della regia di Riedman sta in questo, nell’essere riusciti a trattare argomenti da film drammatico quasi come una commedia, senza tralasciare i messaggi morali e senza rinunciare alla solennità di alcuni momenti, come quello del parto o quello dell’incontro tra la madre adottiva e il bambino tanto desiderato.

FRASE: No sentite io vado ancora al liceo, non sono pronta per fare la madre.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 7

Daniele Dell’Orco

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