Cinema News — 18 agosto 2013

Stati Uniti, 2013

Regia: Jeff Wadlow

Cast: Aaron Taylor-Johnson, Chloe Grace Moretz, Christopher Mintz-Plasse, Jim Carrey, Morris Chestnut, Claudia Lee, Lindy Booth, Clark Duke, Augustus Prew, Donald Faison, Garrett M. Brown, Lindsy Fonseca, John Leguizamo, Robert Emms, Daniel Kaluuya, Andy Nyman, Tom Wu, Olga Kurkulina.

Durata: 103’

Distribuzione: Universal Pictures

Nei cinema italiani dal 15 agosto 2013

Siamo abituati a vedere il super-eroe da fumetto come uomo dalla forza sovrumana, coraggioso, in possesso di poteri eccezionali o, quando ciò non accade, ricco tanto quanto basta per assicurarsi le tecnologie più avanzate e le armi più letali. È un po’ quello che ci hanno mostrato e insegnato i più celebri super-eroi della storia, da Superman e Batman fino a L’uomo ragno e i Fantastici 4.

Ma se un uomo, anzi un ragazzino, decidesse di diventare come i suoi beniamini di carta senza avere super poteri e i soldi per l’armamentario necessario? Basterebbe un po’ di fantasia, una muta da sub modificata, un’arma rudimentale, possibilmente una vita poco entusiasmante da cui voler fuggire e soprattutto tanta irresponsabilità verso quello che potrebbe accadere. Eh già, perché la vita reale non è come i fumetti, i pugni fanno male, le costole di incrinano e i colpi di pistola possono uccidere.

È questa la logica che risiede dietro “Kick-Ass”, bellissima mini-serie a fumetti ideata da Mark Millar nel 2008, disegnata da John Romita Jr. e divenuta un altrettanto bel film nel 2010 sotto la regia di Mattew Vaughn. Un film piccolo se consideriamo il prototipo dei film sui super eroi, praticamente un’opera indipendente, che però incassò una cifra ragguardevole, diventò prestissimo di culto e fece notare Vaughn alle major cinematografiche, promosso dalla Fox per la regia di “X-Men: L’inizio”.

Quando le cose in mettono in tali condizioni, l’odore della serializzazione comincia a sentirsi nell’aria, così Millar si è messo subito al lavoro su un sequel al fumetto e la Universal si è immediatamente mobilitata per dare un sequel film. Vaughn è rimasto in veste di produttore, mentre la regia è passata al giovane Jeff Wadlow, che aveva già diretto i non proprio entusiasmanti “Nickname: Enigmista” e “Never Back Down”.

Dopo i fatti narrati in “Kick-Ass”, con la sconfitta del boss mafioso Frank D’Amico, il giovane Dave, alias Kick-Ass, ha deciso di mettere da parte il costume da giustiziere, ma una marea di persone hanno deciso di seguire le sue orme e la città si è riempita di “eroi” mascherati che si battono per le cause più svariate e cercano di diventare celebrità di You Tube. Anche Mindy, alias Hit-Girl, ha deciso di cambiar vita, diventare una ragazzina normale e seguire così il volere del suo defunto padre. Nel frattempo, però, Chris D’Amico, un tempo conosciuto come Red Mist, ormai orfano di suo padre Frank ucciso proprio da Kick-Ass, decide di mettere insieme una squadra di super-cattivi con l’obiettivo di stanare Kick-Ass e vendicarsi. Con la nuova identità segreta di Mother Fuker, Chris organizza una squadra di criminali che comincia a seminare il terrore per le strade della città.

Rimanendo piuttosto fedele al fumetto, pur stemperandone la carica violenta ed eversiva, “Kick-Ass 2” è uno di quei sequel creati con la consapevolezza di ciò che il pubblico di riferimento vuole. Se viene, dunque, a mancare quella carica di freschezza e originalità che c’era nel primo film (nel frattempo è arrivato anche l’altrettanto ottimo “Super” di James Gunn), così come si nota un maggiore controllo da parte di una major come la Universal soprattutto per quanto riguarda la violenza esibita, il film di Wadlow è comunque un’opera divertita e divertente, capace di catturare lo spirito del primo film e riproporlo per un proseguo che sicuramente non deluderà i fan.

Seguendo l’assioma “causa-effetto”, “Kick-Ass 2” ci mostra tutte le conseguenze a quello che Dave e Mindy avevano scatenato nel primo film. Dunque le due storyline principali, che riguardano proprio i due eroi Kick-Ass e Hit-Girl, ci presentano una realtà in cui la morte di un caro ha generato conseguenze piuttosto importanti per i personaggi. Kick-Ass uccidendo il boss mafioso Frank D’Amico ha scatenato l’ira di suo figlio, che da aspirante eroe del primo film ha ormai deciso di cambiare bandiera e diventare il primo vero super-criminale. Dall’altra parte, invece, c’è un desiderio espresso da Big Daddy, il padre di Mindy, nell’eventualità che fosse morto in una delle sue folli imprese da giustiziere, ovvero che sua figlia non avrebbe seguito le sue orme. A fare la promessa è stato Marcus Williams, tutore di Mindy ed ex collega di suo padre e per questo la ragazza intraprende un processo di normalizzazione che la mette in contatto con un terzetto di “mean girls” che si rivelano ben più insopportabili di qualsiasi criminale.

Visto il grande successo ottenuto dal personaggio di Hit-Girl, che nei film è interpretata ottimamente da Chloe Moretz, questo sequel tende a dare maggior spazio al suo personaggio, trasformandola in vera e propria co-protagonista del film. Ma oltre ai personaggi già visti nel primo film, in questo sequel si aggiungono molti comprimari, alcuni decisamente ben caratterizzati, a cominciare dal Colonnello Star and Stripes, il massiccio leader della Justice Forever, ovvero la lega di eroi buoni a cui si unisce Kick-Ass. A dare volto al Colonnello c’è un magnifico Jim Carrey, incredibilmente somigliante alla controparte di carta e al centro di una piccola polemica riguardante la violenza del film a causa della quale l’attore ha deciso di estraniarsi dalla campagna promozionale di “Kick-Ass 2”.

La Justice Forever, chiaro omaggio alla Justice League della DC Comics, è composta da perdenti ed emarginati, mostrandosi chiaramente destinata a soccombere alla controparte cattiva messa in piedi da Mother Fucker, nella quale si distingue Madre Russia (Olga Kurkulina), una imponente criminale di origini sovietiche, assassina, cannibale e orba a un occhio, che da vita ad alcune delle più violente e spettacolari sequenze del film.

Tra battute sagaci, splatter, molta ironia, qualche trivialità di troppo (la scena dello stimolatore gastrico) e un ritmo calibrato benissimo, “Kick-Ass 2” si mostra come un ottimo esempio di intrattenimento di matrice fumettistica, inferiore al precedente ma valida alternativa per chi comincia a stancarsi di Vendicatori e Uomini d’acciaio.

Voto: 8

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