Cinema News — 15 ottobre 2012

TITOLO: Killer Joe

ANNO: 2011, USA

DURATA: 103 min.

GENERE: Commedia, drammatico

REGIA: William Friedkin

CAST:  Matthew McConaugheyEmile HirschThomas Haden ChurchGina GershonJuno Temple

TRAMA: Lo spacciatore ventiduenne Chris si è messo nei guai a causa di una scorta di droga fatta sparire da sua madre. Nel più breve tempo possibile deve trovare seimila dollari o i suoi fornitori lo elimineranno. Con la complicità del padre, ingaggia Joe Cooper un poliziotto killer con le maniere da gentiluomo degli Stati del Sud, che sarà incaricato di uccidere la madre, in modo da riscuotere la sua polizza sulla vita e pagare il debito. Condizione necessaria per portare a termine l’incarico è il pagamento anticipato di una cospicua somma di denaro, di cui i due uomini non sono in possesso. Ma sul punto di piantarli in asso, Joe resta affascinato dalla giovane sorella di Chris, Dottie, e chiede come cauzione le prestazioni sessuali dell’innocente ragazzina in attesa di ricevere il suo compenso.

RECENSIONE: C’è un filo sottile e curioso che unisce i killer e il cinema. Un filo capace di miscelare i generi fino a renderli simili anche quando sono diametralmenti opposti. Un vero e proprio prisma dell’America più profonda che riflette un’immagine variegata in sfumature di genere e registro. Così Killer Joe, ritorno sublime di un rivoluzionario del noir e del poliziesco come William Friedkin, tratto dalla piece di Tracy Letts, molto acclamato dai cinefili a Venezia 2011 e distribuito da noi soltanto dopo il trionfo anche italiano di Matthew Mc Conaughey in Magic Mike, conferma un patto stabilito con il cliente nel racconto filmico, che esattamente come lo spettatore sborsa il denaro,per ottenere emozioni forti. E’ quello che fa Chris (Emile Hirsch) quando assolda Killer Joe Cooper (Mc Conaughey appunto in un’interpretazione psicotica in bilico fra la sovraeccitazione del suo Non aprite quella porta 4, citato quasi testualmente e la sottrazione ) per eliminare Sharla, la matrigna sboccata e traditrice (Gina Gershon) del committente, in modo da estinguere il suo debito con un orribile usuraio. Ma ovviamente la faccenda si complica ancora di più man mano che procede la narrazione e Friedkin sonda traumi e fisionomie di donne violate (Dottie la sorella di Chris, usata come caparra da Joe per la sua missione) e ambigue (Sharla), dove domina solo la logica dell’avidità. Sono lampi di un film in crescendo, filmato in maniera sobria, classica e teatrale, visto l’uso eccessivo degli interni, in cui le sequenze dei pestaggi assumono una connotazione pulp, che guarda a quella letteratura di scrittori estremi come Joe R.Lansdale e Victor Gischler.Killer Joe è una storia di mondi sovra(o)pposti, toccati o semplicemente sfiorati dal fremito del riscatto, che è quello di Joe che vuole sposare e portare via la sua lolita Dottie dalla famiglia infernale d’appartenenza. Il sicario è un personaggio sfaccettato che vive la sua professione nel senso di colpa, anche dietro l’amoralità e la tortura grandguignolesca che perpetra verso Sharla , ma ha anche bisogno di una compagna che porti alla luce, incertezze, pulsioni e sogni . Tra incomprensioni conflittuali fra padre Ansel e figlio Chris ed emersione della femminilità di Dottie prima dell’incontro con Joe, ancora frutto acerbo, Friedkin ci rappresenta come in altri suoi noir un personaggio chiamato a un’autoanalisi intima, fisica ed erotica. Killer Joe promette quindi di insinuare anche nel pubblico interrogativi profondi sull’essere assassini, redentori e giustizieri, infine anti-eroi contro il sistema, come piace da sempre al regista che li filma.

FRASE: “Il tuo sguardo fa male”

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 9

Fabio Zanello

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