Cinema News — 19 marzo 2014

Titolo: Kiss of the Damned
Regia: Xan Cassavetes
Soggetto: Xan Cassavetes
Cast: Joséphine de La Baume, Milo Ventimiglia, Roxane Mesquida
Fotografia: Tobias Datum
Effetti speciali: Ozzy Alvarez
Composizione digitale: Jesus Diez Perez
Montaggio: Taylor Gianotas, John Lyons
Musiche: Steven Hufsteter
Produzione: Verisimilitude
Distribuzione: Magnolia Pictures
Nazionalità: USA
Anno: 2012
Durata: 95 minuti

Se il grande regista indipendente John Cassavetes raccontava, attraverso un realismo nitido, tumultuosi amori metropolitani, la figlia Xan non è da meno. La sua opera prima, Kiss of the Damned, spinge lo spettatore oltre i confini della realtà, regalando però una storia d’amore dal sapore tormentato e malato. Una vampira si innamora di un uomo, uno sceneggiatore cinematografico. Invece di ucciderlo gli donerà la vita eterna. La loro relazione però è contrastata dalla sorella che farà di tutto per rendere le loro vite un inferno.

La trama sotto certi aspetti è imparentata con il film di Jim Jarmusch Only Lovers Left Alive del 2013. In entrambe le pellicole infatti sono presenti il tema del sangue e dell’integrazione. I vampiri si sono integrati nella società, usano gli stessi costumi degli uomini, forse sono anche più vivi di loro, però non possono svelare la loro identità bestiale e non possono bere sangue umano ma solo di seconda scelta. In Jarmusch il sangue è coagulato e scadente, in Cassavetes è sintetico. L’analogia più evidente è che in tutte e due le pellicole abbiamo una vampira che cerca di rovinare l’esistenza dei propri simili. Anche se si potrebbe notare una trama pressoché semplice, Xan Cassavetes adotta i canoni del film horror indipendente trasformandoli in pura poesia. Se da una parte vengono eseguiti frenetici movimenti di camera alla Raimi de La Casa, dove il sangue fluttua esorbitante sulle foglie al chiaro di luna, dall’altra l’azione  viene smorzata da riprese affascinanti di interni lussuosi e avvolgenti primi piani chiaroscurali.
Il make up è curato da Ozzy Alvarez, il truccatore di Green Inferno e della serie NCIS, mentre le scene in digitale  sono frutto del lavoro di Jesus Diez Perez,  effettista in 300 – l’alba di un impero e La furia dei Titani.

Il film non è incentrato solo sulla storia d’amore ma mette anche a fuoco il tema della disobbedienza. La vampira Mimi, motore della storia, disobbedisce alla società, è lei che per prima si ciba di sangue umano martoriando e uccidendo. E’ lei che ostacola la sorella che è follemente innamorata dello sceneggiatore, è lei che vuole sovvertire l’ordine delle cose. Kiss of Damned contiene in sé alcuni riferimenti metacinematografici. Il primo, il più evidente, è il lavoro che svolge il protagonista: lo sceneggiatore, quasi a sottolineare lo stato d’animo della regista che, con la sua prima pellicola, si addentra in un mondo nuovo, tenebroso. Altro spunto interessante è che uno dei personaggi, una vampira intellettuale che recita in teatro, si chiama Xenia, un nome che certamente ha assonanza con  Xan. Altro elemento importante, e sicuramente metacinematografico, è che  Xenia ospita a casa una sua ammiratrice, una vera  e propria fan delle sue performance teatrali. La vampira non sa se risparmiare la preda o berne il  sangue. Questa parte della pellicola è un chiaro riferimento a uno dei lavori del padre della regista. Infatti  ne La sera della prima, del ’77, John Cassavetes filma la storia di un’attrice che è sotto shock per la morte accidentale di una sua ammiratrice.

L’opera prima di Xan è certamente degna di nota, non riscrive le leggi del genere ma certo lo indaga in modo originale dando una chiave di lettura del tutto inedita: i vampiri sono uomini che hanno paura di morire.

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