News — 30 giugno 2014

‘’L’Insonne’’ è un fumetto italiano degli anni 90, nato dalla fantasia di Giuseppe Di Bernardo e Andrea J. Polidori. Protagonista è Desdemona ‘’Desdy’’ Metus, la voce di una emittente privata fiorentina: Radio Strega.
La giovane Dj, affetta da una grave forma di insonnia, trova nella notte la sua dimensione. E’ in questo tempo, apparentemente sospeso, che Desdemona entra in contatto con una serie di personaggi misteriosi, diventando custode delle loro storie surreali.
Un thriller noir dal retrogusto onirico ed esoterico, che non ha smesso di appassionare i lettori dalla sua prima uscita nel 1994.
Dalla carta alla pellicola: è questa l’intenzione della Mescalito Film di Giorgio Beltrame che, in collaborazione con L’Alfiere Productions di Daniele Urciuolo, sta lavorando alla realizzazione di un cortometraggio, che potrebbe diventare la puntata pilota di una serie televisiva, con la regia di Alessandro Giordani. Per ora è stato realizzato un video promozionale di cinque minuti, finalizzato a presentare il progetto al pubblico.

Abbiamo intervistato per ‘’Ciao Cinema’’, il regista romano, Alessandro Giordani.

Alessandro raccontaci dell’ Insonne. Perché l’idea di dare vita alla controversa Desdemona?

L’insonne nasce qualche anno fa, quando un mio socio Giuseppe Silvi, mi fece conoscere il fumetto. Da qui l’idea di realizzare una serie TV. Parliamo di quattro anni fa, quando non c’era stato ancora il boom delle web series, ed un progetto come questo sembrava particolarmente ambizioso. Giuseppe Di Bernardo, l’autore del fumetto, si è dimostrato da subito disponibile ed ha accolto con entusiasmo la nostra proposta.
Nel 2013, con Giorgio Beltrame ed Daniele Urciuolo, abbiamo presentato L’insonne al vaglio della commissione del Ministero dei Beni Culturali, ottenendo il riconoscimento di Film di Interesse Culturale Nazionale. Nonostante ciò, a causa dei tagli alla cultura ed al cinema e di tutte le spese burocratiche non abbiamo raggiunto il budget necessario. Per questo abbiamo deciso di chiedere un sostegno tramite il crowdfunding.

Una scelta coraggiosa quella del crowdfunding. Ci sono stati i primi riscontri? E quali sono le tue aspettative a riguardo?

Il crowdfounding è poco diffuso in Italia, che culturalmente non è pronta e spesso si dimostra scettica nel sostenere progetti indipendenti e sconosciuti. E’ un Paese in cui vanno le cose con dietro un nome importante. C’è anche da dire che il fumetto non è un prodotto di massa e questo sicuramente rende più difficile trovare un sostegno dal basso.
Il progetto si adatterà ai soldi disponibili e la puntata pilota sarà realizzata a fine Settembre. Lo scopo è quello di presentarla insieme ad un progetto di sviluppo della serie al ‘’Lucca Comics’’, in concomitanza anche con il ventennale del fumetto.

L’insonne sarà una fedele trasposizione del fumetto oppure un suo riadattamento?

Il fumetto nasce nel 1994, quindi vorrei renderlo una serie contemporanea. Si parla di casi di cronaca, fondamentale sarà attualizzarlo. La sceneggiatura di Anita Rivaroli, è stata scritta proprio in collaborazione con l’autore Di Bernardo, quindi non sarà snaturato. Per esempio, il promo, per quanto ricalchi il numero zero del fumetto da cui è tratto, presenta alcune novità.

Dal fumetto alla pellicola. Un esperimento inedito. Quale pensi possa essere la reazione degli appassionati lettori?

Inizialmente ero terrorizzato. In questi casi la responsabilità è doppia. Non solo si deve realizzare un buon prodotto, ma si deve anche cercare di mantenere quella radice di partenza che ha appassionato i lettori negli anni. Il promo, finalizzato a presentare la protagonista Desdemona (Chiara Gensini) e l’atmosfera onirico- noir della serie, ha raccolto le prime reazioni positive del pubblico.

Nasci come montatore, ma hai già avuto numerose esperienze alla regia. Due percorsi paralleli ed osmotici. Il tuo futuro quale direzione prenderà?

Io ho scelto una strada ‘’ibrida’’.
Da un punto di vista tecnico, il montaggio è la parte fondamentale, è la grammatica del tutto. Credo che i registi debbano avere una buona formazione di montaggio. Ho da sempre amato la regia. E’ uno spazio più espressivo, del quale apprezzo soprattutto gli aspetti autoriali ed artistici. Credo che oggi in Italia, ci sia una crisi di coraggio e si preferisca assecondare le richieste del mercato, piuttosto che osare. Ecco perché continuo ad apprezzare un certo cinema indipendente, come quello di Domiziano Cristopharo, trasgressivo e controverso ma che ha sicuramente più ragione di esistere.

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