Archivio film Cinema News — 20 Aprile 2019

Titolo: La donna elettrica (Kona fer í stríð)
Regia: Benedikt Erlingsson
Sceneggiatura: Benedikt Erlingsson,  Ólafur Egilsson
Cast: Halldóra Geirharðsdóttir, Jóhann Sigurðarson, Jörundur Ragnarsson, Björn Thors
Musiche originali: Davíð Þór Jónsson
Fotografia: Bergsteinn Björgúlfsson
Montaggio: David Alexander Corno
Produzione: Benedikt Erlingsson, Carine Leblanc, Marianne Slot

Nazionalità: Islanda, Francia e Ucraina
Anno: 2018
Durata: 101 minuti

Nella splendida cornice paesaggistica delle vallate islandesi, Halla, direttrice di coro cinquantenne, cerca di sabotare in tutti i modi un importante impianto siderurgico che secondo lei è il simbolo di quel capitalismo sfrenato che non solo crea ingiustizie socio-economiche ma deturpa l’ecosistema.  La supportano nella sua “missione segreta” un anziano contadino, che molto probabilmente è anche un parente di sangue e un giovane politico che le consiglia di fermarsi. Halla ha una sorella gemella, insegnante di yoga, che condivide i suoi ideali ma ha una visione di lotta differente, che è finalizzata a ricercare l’armonia piuttosto che seminare la discordia. Halla viene informata inaspettatamente, che la sua richiesta di adozione inoltrata quattro anni prima è stata accettata e potrà diventare madre di una bambina che si trova in Ucraina.  

La battaglia di Halla è di un’incredibile attualità, se pensiamo al caso della giovane attivista svedese Greta Thunberg, che grazie alla sua tenacia è riuscita ad attirare l’attenzione pubblica sul problema del cambiamento climatico, tanto da creare il Fridays for future, un movimento studentesco internazionale che chiede azioni efficaci per contrastare il riscaldamento globale.

Il film, pur trattandosi di una commedia realistica sfuma a volte in uno stile poetico, grazie agli straordinari paesaggi (che non fanno solo da sfondo ma si configurano come un personaggio) e alla colonna sonora. Tre musicisti e tre coriste infatti eseguono i brani all’interno della diegesi, soprattutto nei momenti più pregnanti, trovandosi sempre nel mezzo dell’azione, quasi fossero dei testimoni invisibili.

Halldóra Geirharðsdóttir è perfetta nel ruolo della combattente in stile Rambo. E’ raro vedere al cinema un’attrice della sua generazione con un ruolo così attivo e ribelle alle prese con inseguimenti, attraversamenti di fiumi, rotolamenti nel fango etc.

Da rimarcare l’esilarante finale a sorpresa che contribuisce a rendere La donna elettrica una delle uscite cinematografiche più esilaranti degli ultimi mesi.

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