Archivio film Cinema News — 04 Dic 2015

Titolo originale: La loi du marché
Regia: Stéphane Brizé
Soggetto e sceneggiatura: Stéphane Brizé, Olivier Gorce
Montaggio: Anne Klotz
Scenografia: Valérie Saradjian
Produzione: Arte France Cinéma, Nord-Ouest Productions
Cast: Vincent Lindon, Karine de Mirbeck, Matthieu Schaller, Yves Ory, Xavier Mathieu.
Nazionalità: Francese
Anno: 2015
Durata: 92 min.

La legge del mercato è costruito sull’ assunto che il sistema economico attuale, dietro l’innocua apparenza, nasconde una spietatezza senza limiti.
Thierry è un uomo comune, come ne esistono molti in Europa: 51 anni, disoccupato, sposato, con figlio (disabile) e un mutuo della casa che sta per estinguersi. Dopo 20 mesi di assegni sussidiari e corsi di formazione inutili trova lavoro come sorvegliante in un supermercato.
Apparentemente i suoi problemi finiscono in quel momento, ma giorno dopo giorno assisterà impotente alla crudeltà della macchina economica che porterà addirittura una sua collega a suicidarsi.
Fin dall’inizio si vede Thierry lottare per i valori in cui crede, ma quando la sopravvivenza della sua famiglia verrà messa a repentaglio non esiterà a mettere da parte i suoi scrupoli pur di mantenere il posto di lavoro.
Tutte le persone che fanno parte del suo apparato sociale sono gentili e disponibili ( vedi l’impiegato dell’ufficio di collocamento, il direttore del supermercato, la consulente di banca etc) ma nel momento in cui succede qualcosa di non previsto, come l’impossibilità a pagare una retta di scuola o una piccola infrazione lavorativa, mostrano il loro reale volto.
Lo stile quasi documentaristico richiama quello dei fratelli Dardenne ma rispetto al loro cinema i risultati sono differenti in quanto alla fine si ha la sensazione che il film resti sospeso, incompiuto. A soffrire è soprattutto la caratterizzazione dei personaggi che incarnano troppo perfettamente uno stereotipo, come se il regista per documentarsi si fosse limitato ad osservare le persone nello svolgimento delle loro azioni senza entrare nell’essenza della loro esistenza. Discorso a parte per Vincent Lindon (che ha vinto a Cannes il premio come miglio attore ) che è riuscito a calarsi in modo veritiero nel personaggio e a uniformarsi con il resto del cast, costituito da attori non professionisti.

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