Archivio film Cinema News — 29 Maggio 2017

Si dice vedi Napoli e poi muori, ma anche la protagonista, Rosa, che sembra che l’anima se l’è venduta, alla fine si libera e ritorna a sorridere. Un film toccante,vero, per nulla sfuggente, sempre come dire, sul pezzo. La sceneggiatura non è così ingarbugliata o artefatta, la bomba prevedibile, ma il regista con questo spirito ha girato, con quello che si respira nella Napoli di sotto, nervature, sorrisi, sfottò e si ricomincia, nessuno se la prende, perché ognuno ha una storia, ognuno ha una ragione, perché tutti si conoscono e tutti vivono nella stessa bellissima barca adagiata sotto il vulcano. Dalla sconfitta nasce una novità, è un film di grandi speranze, di rivalse, di rabbia covata dentro per troppo tempo. Arrivi una volta nella vita dove vuoi qualcosa di tuo, mettere radici, ma non sai dove ne come. Inizia un sogno, che neanche la bomba di un esaltato può fermare. Arrivi anche a un punto che ti guardi intorno e vedi solo ipocrisia e così decidi di lasciare tutto. E’ la storia di due donne diverse, ma con la stessa testa. E’ Napoli che è multirazziale, aperta al dialogo e il dialogo lo si poteva trovare o in un bar o un una parrucchiera, il regista ha scelto la parrucchiera. Donne testarde, donne che non cadono, donne che sanno finalmente dire di no e se dicono di no un motivo c’è e te lo dicono in faccia. Una Napoli senza omertà, senza paura, dove tutti sono amici di sangue fin da bambini quando giocavano a pallone o a pallavolo. Le inquadrature e montaggio è quello classico, ma non si può definire una commedia. Secondo me è un medio dramma con happy end. E quando meno te l’aspetti arriva l’occasione anche a te. Sembra quasi che il regista girasse delle scene mentre la vita scorreva da tutt’altra parte. Come se il film vero e proprio iniziasse nella scena finale, forse perché Rosa è sì forte, dura, ma molto sbadata nei confronti della vita, naturalmente voluto.

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