Cinema News — 18 dicembre 2012

Ci si dimentica sempre di un ruolo importante nel cinema, di coloro che lavorano nell’ombra, i doppiatori e non solo.

Il lavoro si svolge nella sala di doppiaggio, una sala insonorizzata e con apparecchiature tecniche adeguate alla registrazione della voce, il doppiatore è diviso dal direttore del doppiaggio da un vetro.

Il primo è collocato davanti al leggio con il copione da interpretare e allo schermo dove è proietta la pellicola; il secondo, invece, posto alle sue spalle ha l’obbligo di capire il contenuto e lo stile del film per non compromettere la sua lettura originale. Accanto al doppiatore si trova il sincronizzatore che ha il compito di sincronizzare le parole pronunciate dal doppiatore con il labiale dell’attore.

In primo luogo il direttore deve trovare un bravo attore-doppiatore che, per sensibilità ed intelligenza interpretativa, sia il più adatto al personaggio. Il suo ruolo, paragonabile a quello di un regista, consiste nella scelta delle voci che devono rispettare le caratteristiche degli interpreti. Assieme al direttore troviamo l’importante figura del fonico, un tecnico che ha il compito di incidere su un supporto magnetico la voce dei doppiatori: da questo dipende la qualità della registrazione vocale.

Prima del copione tradotto ha luogo il lavoro del traduttore e dell’adattatore – dialoghista.

Il traduttore cura una prima stesura di traduzione letterale e grezza del copione originale del film da tradurre. L’adattamento deve essere una sua trasposizione culturale, che possa renderlo comprensibile al pubblico. Il lavoro dell’ adattatore – dialoghista è fondamentale e creativo perché, oltre ad avere un’ottima padronanza della lingua straniera, occorre un’abilità inventiva e sensibilità artistica. Queste capacità sono volte a smembrare e ricomporre il testo già tradotto, ricordando le pause ed i movimenti labiali dell’attore straniero.

Il suo lavoro consiste nella ricerca di parole adatte per lunghezza e per ricostruzione delle pause; queste devono coincidere perfettamente con la voce del doppiatore così da farla aderire il più possibile al senso originale dell’opera.

Il rischio che corre l’adattatore – dialoghista è quello di falsificare il livello espressivo ed emotivo del dialogo originale. Esistono due modi per adattare un film: il primo è quello di ricorrere ad una traduzione letterale, cioè di trasferire un testo straniero nella propria lingua, cercando di conservarne il testo poetico.

L’altro nasce dal contatto con il film straniero e con la sua ispirazione originale, cosicché l’adattamento potrà somigliare poco o molto all’originale. Il film in questo modo viene diviso in scene in cui si cancellano dalla traccia audio le voci originali, cercando di mantenere i rumori di sottofondo.

A questo punto entra in scena il doppiatore che, con le sue particolari capacità vocali, presta la voce all’attore straniero. Egli lavora unicamente con il microfono con il quale deve sapersi rapportare per valorizzare l’interpretazione. Il doppiatore deve possedere un vero talento artistico che esalta e, talvolta, migliora la prestazione dell’attore straniero.

Il doppiaggio si opera attraverso due tecniche: il doppiaggio in sincrono e il doppiaggio oversound.

Il doppiaggio in sincrono consiste nella sostituzione completa della voce dell’attore originale con quella del doppiatore. La voce deve mantenere la coincidenza dei movimenti labiali con l’attore cinematografico, in modo tale che lo spettatore possa identificare con naturalezza la voce del doppiatore col volto dell’attore originale. I dialoghi tradotti ed adattati devono essere in sincro con l’attore.

Il doppiaggio in oversound ha luogo quando la voce del doppiatore copre quella del parlante che appare in video, la cui voce originale rimane ascoltabile in sottofondo. In questo caso non è necessario che la voce sia in sincrono con quella originale o che ci sia interpretazione da parte del doppiatore; la voce di quest’ultimo si dice fuori campo ed è volutamente diversificata da quella originale.

Infine, l’assistente al doppiaggio si occupa della preparazione del doppiato, tagliando i film ad anelli i quali vengono organizzati in piani di lavorazione e dislocati in turni (un turno sono 3 ore lavorative). L’assistente coordina la lavorazione, controlla il sinc (abbreviazione di sincrono) degli attori-doppiatori durante il doppiaggio in sala, procede alla segnatura del copione e segna i tempi di lavoro. Finito il doppiaggio, tutte le sequenze vengono ricomposte ed unite alle tre principali tracce audio: quella con la base musicale del film, quella con gli effetti sonori e quella con le voci.

Questa fase chiamata “missaggio” prima è effettuata su una pellicola magnetica sonora e poi trasferita su quella ottica. Infine avviene il controllo e la stampa delle copie per il cinema.

 

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