Cinema News — 30 aprile 2014

L’enfer – Rubrica di film inediti

Titolo originale: Le temps de l’aventure
Regia: Jérôme Bonnell
Soggetto e sceneggiatura: Jérôme Bonnell
Fotografia: Pascal Lagriffoul
Montaggio: Julie Dupré
Scenografia: Anne Bacale
Musiche: Antonio Vivaldi, Giuseppe Verdi.
Cast: Emanuelle Devos, Gabriel Byrne, Gilles Privat, Aurélia Petit
Produzione: Rectangle Productions, France 3 Cinéma
Nazionalità: France
Anno: 2013
Durata: 105 minuti

 

La locandina del film, con  Emanuelle Devos e Gabriel Byrne vicini ma con un’espressione un po’ imbarazzata è esplicativa della storia:  due sconosciuti  si incontrano  sul treno e poi si rivedono per le strade di Parigi dove scoppierà una passione che condizionerà le loro vite. La sinossi può sembrare il déjà vu di Prima dell’alba, il primo film della trilogia firmata da Richard Linklater eppure più passano i minuti e più ci si rende conto di quanto il film sia differente dalla storia romantica immaginata.

Alix è un’attrice quarantenne che ha una predisposizione particolare per complicarsi la vita. Durante il viaggio da Calais a Parigi  scambia  qualche sguardo curioso con uno sconosciuto che prima di scendere le chiede come arrivare alla chiesa di Sainte-Clotilde. Questo incontro non sembra aver turbato più di tanto Alix che segue il piano della sua giornata: una sosta veloce a casa, il provino e infine un pranzo organizzato con la madre.  Lo stress provocato dall’audizione (che lei erroneamente pensa andata male) e dall’assenza del fidanzato che non risponde al telefono fa perdere la testa all’attrice, la quale presa da un impulso irrefrenabile si reca alla chiesa di Sainte-Clotilde, dove è in corso un funerale.  Alix quindi senza nessuna delicatezza impone la sua presenza allo sconosciuto (che si scopre chiamare Doug) già provato dalla perdita di una persona amata, arrivando addirittura a bussare alla sua camera d’albergo.  Si ha infatti l’impressione che l’uomo inizialmente ceda alle sue avances più per sfinimento e pena che non per reale desiderio.

L’aspetto più interessante del film è proprio questo comportamento quasi  bordeline di Alix che agisce in modo imprevedibile sfidando la compostezza delle convenzioni sociali. La protagonista eccede continuamente la “giusta misura” ed è questa confusione vitale  alla fine a far breccia nella sensibilità di Doug, che appare avvolto da un alone di apatia.

Il regista trentaseienne  ha dichiarato di aver pensato da subito a Gabriel Byrne, con quel fascino un po’ blasé e la stessa Devos ha ammesso di essere stata molto emozionata a lavorare con lui,  tanto che prima di girare la scena del bacio, il cuore le batteva così forte che è riuscito a sentirlo anche il tecnico del suono. Questa adorazione artistica nei confronti dell’attore irlandese è forse il limite maggiore  del film in quanto Bonnell, non solo regista ma anche sceneggiatore,  dando per scontato il naturale appeal di Byrne non ha lavorato abbastanza sul suo personaggio. Per esempio se durante la scena  sul treno ci fosse stata un’interazione più profonda tra i due protagonisti, attraverso dei dialoghi, sarebbero risultati più credibili anche i successivi sviluppi narrativi.

Tra tutti gli aspetti di Le temps de l’aventure  spicca senza dubbio l’intensa performance di Emanuelle Devos  perfetta nel ruolo di goffa seduttrice,  sempre in bilico tra il registro comico e quello drammatico.

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