Archivio film Cinema L'Enfer News — 20 Gennaio 2015

Titolo: The Horseman
Regia: Steven Kastrissios Sceneggiatura: Steven Kastrissios Fotografia: Mark Broadbent
Montaggio: Steven Kastrissios
Trucco: Dallas Ashton
Effetti Speciali: Jimi Campbell
Musiche: Ryan Potter Interpreti: Peter Marshall, Caroline Marohasy, Evert McQueen Produzione: Kastle Films
Distribuzione: Umbrella Entertainment
Durata: ’95 minuti
Nazionalità: Australia
Anno: 2008

E’ un film notevole dove la violenza è l’unica medicina, l’unico antidoto per sconfiggere il male e punire gli assassini. The Horseman, titolo in questo caso non chiarissimo che forse potrebbe richiamare i ‘cavalieri dell’apocalisse’ dato che tutti i film che abbiano nel titolo la parola ‘horseman’ hanno come riferimento l’Apocalisse di Giovanni. In questo caso non proprio, l’apocalisse presa in esame è la condizione personale del protagonista che ha a che fare non con la fine del mondo ma con l’inferno della sua vita personale. Sua figlia adolescente muore di overdose. Non sa come sia potuto succedere, era via, lontano da casa. Gli viene recapitata però una copia di un film porno, all’interno c’ è sua figlia. E’ totalmente assente, svanita, come in trance. Qualcuno deve averla obbligata, qualcuno deve averla costretta e poi uccisa. Il padre cerca così vendetta e vuole punire tutti quelli che hanno a che fare con la pellicola a partire dal produttore per poi passare agli attori.
Opera originale, shock ed emozionante. La violenza è moltissima, il padre tortura le sue vittime con coltelli e piede di porco ma non siamo, per scelta registica, ai livelli del torture porn alla Hostel e Saw. Sì perché il padre non tortura per provare godimento ma per far parlare le sue vittime, per far dire loro chi è implicato in questa storia così da sterminare tutti i colpevoli, tant’è che quando è a conoscenza di informazioni necessarie, finisce le proprie vittime all’istante, finendole, come si fa con le bestie. Principalmente non un horror ma non si può parlare neanche semplicemente di pulp, si può dire che è un rape e revenge dal sapore squisitamente inedito e realistico. E’ iperviolento ma non si concentra esclusivamente sull’esposizione del dolore, cioè non non vediamo tutto lo scempio di corpi (e meno male) ma quello che vediamo comunque è girato quasi con camera a mano, con la telecamera che oscilla e con montaggio frenetico che destabilizza e riprende in presa diretta la tortura. Non indicato a spettatori impressionabili anche se la trama e la recitazione sono impeccabili, solo che ultimamente c’è così tanta violenza intorno a noi nella realtà che forse si preferisce giustamente magari un horror vecchio stile con componente paranormale o con il mostro vorace che ci piace tanto. Adesso come adesso forse sono più ben accetti film che ci distanzino dalla realtà oppure che riflettano su di essa in modo più distopico, rasentando il fantastico.
In ogni caso la pellicola è molto bella e affronta un tema, quello della pornografia, in un modo esplicito e dissacrante, come se anche chi avesse visto l’hard movie fosse colpevole.
Consiglio di vederlo ma solo se si è in un periodo di calma, la visione potrebbe far agitare molto.

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