Archivio film Cinema Libri — 05 aprile 2015

Che personaggio Francis Ford Coppola! Rimasto per scelta e per destino per qualche anno alla corte di Roger Corman, guru del cinema indipendente, si vede affidare a 32 anni la regia dell’adattamento cinematografico de Il padrino (The Godfather) di Mario Puzo, fortunato romanzo, che ne sancisce la fama imperitura insieme ai due sequel della saga dedicata ai mafiosi Corleone.Come scrive il nostro direttore Fabio Zanello, curatore di questa raccolta (€ 18,00) di saggi a lui dedicata per l’editore Historica, nella parte biografica il cineasta “dirige film manifesto e definitivi nei generi (a parte la trilogia di The Godfather, anche Apocalypse Now), anticipa dibattiti forti della società contemporanea come la liceità di certi metodi investigativi (La conversazione), racconta figure titaniche della Storia e della letteratura che metaforizzano il suo approccio interdisciplinare (la sceneggiatura di Patton per Franklin J.Schaffner, Tucker e il Dracula bramstokeriano), impone uno slancio creativo nell’alta definizione (One from the Heart).” Per raccontare le maestose follie cinematografiche di Coppola è meglio partire dunque da quella New Hollywood dove è cresciuto con Brian De Palma, Martin Scorsese e soprattutto George Lucas, con il quale ha intrapreso un’avventura produttiva chiamata American Zoetrope a suo rischio e pericolo. Nemico della standardizzazione spettacolare che permea il cinema americano di fin de siècle, a forza di dissimulare il suo talento, questo amante dei buoni vini, vero stratega di set travagliati (v.Apocalypse Now), amante del rigore filologico/pittorico (Dracula) e della tecnologia (Un sogno lungo un giorno, Twixt), eccelle proprio nell’epoca in cui il cinema comincia ad avere un destino incerto , subendo una rilocazione, cioè migrando su altri supporti oltre a  finanziare  capolavori per i colleghi come Kagemusha di Akira Kurosawa.

Anticonformista, anticipatore di tematiche dei film 2.0 come quella della sorveglianza ossessiva (v.La conversazione), votato al gigantismo produttivo, pioniere del cinema ipertecnologico, il regista di origini lucane può sfoggiare un corpus, che è un crocevia dove calore, erudizione e intelligenza trovano il giusto equilibrio. Per analizzare questa poetica così complessa bisogna procedere su un doppio binario, guardando al futuro e insieme indietro nel tempo, ai primi teorici del cinema e a molteplici rimandi intertestuali come ha fatto Coppola con la licenza narrativa della genesi del cinematografo in Dracula. Riescono dunque brillantemente nell’impresa di dissezionare le sue opere maggiori i critici coordinati da Zanello: Diego Mondella, autore di un prezioso studio sul rapporto fra le poetiche di Francis Ford e Sofia Coppola, M. Deborah Farina, Stefano Pastore, Beniamino Biondi, Enrico Terrone, Donato Guida, Matteo Berardini, Fabio Zanello, Michelangelo Pasini, Aurora Auteri, Mariangela Sansone, Emanuele Protano, Mario Molinari, Davide Eustachio Stanzione, Arianna Pagliara, Valerio Carando, Andrea Fontana, Carlo Griseri.

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.