News Registi — 02 febbraio 2014

Autore: Beniamino Biondi
Titolo: Giganti e Giocattoli, Il cinema di Yasuzô Masumura
Editore: ARACNE editrice
Anno: 2013

Sperimentale, avanguardistico, afflitto da malessere sociale, sessuale e mentale, il cinema di Yasuzô Masumura precipita nei Sessanta, come una serie d’immagini dalla costruzione espressiva esasperata e dunque il linguaggio cinematografico, come hanno fatto i contemporanei Koji Wakamatsu e Nagisa Oshima  è stato da lui reinventato. Come questi colleghi su strutture narrative del genere Masumura ha realizzato film disturbanti, narcisistici, politici, forse auto-compiaciuti, in cui l’amore e l’erotismo dialogano con l’estetica  della body art e con certi artisti come Lucian Freud, per i nudi impietosi insiti nelle sue inquadrature.  Infatti  come scrive Biondi, fra i massimi esperti del cinema giapponese nel nostro paese, “all’interno di un cinema alimentare e generico come il pinku eiga e lo yakuza eiga, sui cui paradossi si sostanziarono poi alcuni dei cineasti più radicali, Masumura ha costruito il suo discorso eludendo il canone classico e sfruttando entro i limiti concessi, e talvolta molto oltre gli stessi limiti, lo svolgimento di un’espressività ambiguamente libera.” Una monografia molto valida questa che fa parte della collana cinema ed estetica cinematografica diretta da Massimo Modica e che segue una soddisfacente ripartizione fra analisi dei singoli film e una breve antologia di scritti critici di Masumura sulle cinematografie americana e giapponese.
I film del regista prefigurano inoltre l’odierna Performance Art di artisti come Gina Pane, Marina Abramovic, Gustav Metzger e Bas Jan Ader, il cineasta nipponico, poiché viene filmato con il massimo della profondità di campo il corpo sia maschile che femminile percosso, ferito, insanguinato, denudato, inerme o contorto. Lo provano opere stratificate e straordinarie come Giganti e giocattoli, La bestia cieca, Indagine su una ninfomane e La ninna nanna della grande terra. Un cinema che ci lascia sgomenti, non solo per la sua scabrosità ma per la sua lungimiranza.

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.