Cinema Eventi News — 16 maggio 2014

Autore: Mario Gerosa (a cura di)
Titolo: Il cinema di Tony Scott
Editore: Edizioni IL FOGLIO
Prezzo: € 16,00

Tony Scott si è ucciso il 19 agosto 2012 dopo una carriera di successo, lasciando nel mondo del cinema il cordoglio per la fine prematura dell’uomo e il rammarico di non poter vedere i molti film annunciati dal regista che tanto era apprezzato dal pubblico e dagli addetti ai lavori quanto, tutto sommato, poco considerato dai critici, più avvezzi a cantare le lodi del celebre fratello maggiore Ridley Scott.
Il cinema di Tony Scott, a cura di Mario Gerosa, contribuisce a colmare questa colpevole lacuna critica ripercorrendo e analizzando in profondità l’intera filmografia di un autore complesso che, tra la pubblicità, il cinema e la televisione, ha contribuito a plasmare l’immaginario americano (e quindi globale) degli ultimi decenni.
Nato in Inghilterra nel 1944, Scott studiò arte a lungo, in diversi prestigiosi college britannici, con l’intenzione di dedicare la propria vita alla pittura. Tramite il fratello Ridley ebbe i primi contatti con il cinema e con il mondo della pubblicità, fondando una casa di produzione con la quale i due girarono molti spot memorabili, destinati ad entrare nella storia di questa forma di comunicazione.
Negli anni ’80 diventa finalmente regista di lungometraggi, dando prova di saper interpretare alla perfezione lo spirito del tempo, prima con il film di vampiri Miriam si sveglia a mezzanotte, poi con il successo planetario di Top Gun, che lancia a livello internazionale Tom Cruise, il divo che, per dirla con Cameron Crowe, diventa egli stesso un pezzo di cultura pop.
Di lì in avanti, dirigerà una serie di successi con star del calibro di Robert De Niro, Bruce Willis, Eddie Murphy, Kevin Costner, Brad Pitt, Will Smith, Gene Hackman, David Bowie e molti altri, fino a trovare, forse, il suo attore-feticcio in Denzel Washington.
Il libro – in cui ogni capitolo è affidato a un diverso critico di talento – scompone e anatomizza questa carriera ricercando in ogni opera di Tony Scott i sottotesti mai notati ma anche il filo rosso di analisi della società postmoderna, di amore e al contempo critica della tecnologia, di ricerca visiva e narrativa che attraversa l’intero corpus di un autore troppo sbrigativamente classificato – come avverte Gerosa fin dal titolo del primo capitolo – solo come “regista d’azione”.
Un cinema, quello di Scott, che si nutre voracemente della realtà sociale e tecnologica del suo tempo, capace, anche grazie agli inizi pubblicitari, di cogliere all’istante i mutamenti in atto – i modi, le mode – e di inserirsi in essi in modo personale, di interpretare tanto l’era reaganiana nel già citato Top Gun, quanto quella obamiana nell’ultimo lavoro, Unstoppable. Senza dimenticare di collaborare con sceneggiatori-autori innovativi come Shane Black e Quentin Tarantino con tanta umiltà da mettersi quasi al loro servizio, di inserirsi nel fertile (e fruttuoso) filone delle serie televisive di nuova concezione come con The Hunger e soprattutto Numb3rs. Fino ad arrivare a denunciare, con largo anticipo, i pericoli mortali di quella stessa invasione tecnologica che lo stesso Scott pubblicitario, anni prima, esaltava.
Una carriera che sfugge al desiderio dei “grandi affreschi” dell’onnipresente fratello Ridley ma che mescola l’amore per l’arte del giovane Tony con un interesse sempre vivo per la sperimentazione tecnica e tecnologica, fondendo i due aspetti (solo apparentemente contraddittori) in un cinema volutamente popolare che pochi – forse per pigrizia, forse per snobismo – hanno voluto sviscerare come invece fanno, con un impegno analitico e filologico raro, i diciannove autori di questo libro.

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