Archivio film Cinema Libri News — 11 maggio 2016

Nonostante siano spesso considerati dal grosso pubblico più sfaccettati degli eroi, i cattivi cinematografici non hanno quasi mai goduto di studi seri ed approfonditi. Così la sorprendente arguzia e la formale audacia di questo volume partono subito dal casting come si usa, quando si mette in piedi una produzione cinematografica. Un casting o meglio un indice, di cui fanno parte nomi come Max Schreck, Boris Karloff, Conrad Veidt, Rudolph Klein-Rogge, Lon Chaney jr, Bela Lugosi (rivitalizzato da Tim Burton tramite Martin Landau nel suo splendido Ed Wood),Peter Lorre e James Cagney, che prestò le fattezze a Chaney per un biopic cinematografico su di lui, diretto da Joseph Pevney nel 1957. Una serie di interpreti che ribadiscono il lasso temporale circoscritto agli albori del cinema fino agli anni Quaranta. Marcello Gagliani Caputo, critico non allineato, ha scritto un saggio, ricco di informazioni dettagliate, lavorando su un triplice livello: biografico, professionale e critico. Senza tralasciare le filmografie e aneddoti gustosi per ogni appassionato, quando scrive su Il dottor Mabuse di Fritz Lang:” La versione tedesca originale era lunga più di cinque ore, mentre quella distribuita negli Usa nel 1924 (Dr. Mabuse, the Gambler), invece, dura solo 90 minuti. A queste due, bisogna aggiungerne altre tre, tra cui quella sovietica montata dal grande Ejzenstejn che vi aggiunse alcune rivoluzionarie scene di scontri di piazza.” Se Ejzenstejn ha rimaneggiato il director’s cut di Lang, James Cagney prima di diventare un’icona del genere gangsteristico, si affermò nei primi anni della sua carriera come ballerino. Un lavoro dunque che rappresenta il primo tassello di un mosaico, che raggiungerà prossimamente la sua completezza con altri volumi.Nella sua carrellata sui malvagi cinematografici Gagliani Caputo introietta una vena oscura e silenziosa con il capitolo introduttivo, quando scrive: “lo spettatore (o lettore) è molte volte affascinato dal suo lato oscuro, tanto da arrivare a parteggiare per il demone di turno piuttosto che per il proprio angelo custode. Un comportamento a prima vista incomprensibile, i cui motivi devono essere, invece, molto chiari agli sceneggiatori (o scrittori) che giocano spesso sul meccanismo dell’empatia tra spettatore-lettore e perso-naggio cattivo. Basti pensare al Darth Fener di Star Wars: un cattivo leggendario e imitatissi-mo, la cui malvagità si nasconde nel proprio passato, in una sofferenza interiore che lo ha spinto ad abbracciare il lato oscuro“ , accendendo così la miccia e il resto viene di conseguenza. Fioccano qui le frasi ad effetto e retorica dell’immediatezza come questa: “i numerosi ritratti cinematografici di Dracula (Bela Lugosi, Christopher Lee, Klaus Kinski o Gary Oldman, per citare i più famosi), l’immagine di Schreck nel ruolo del Conte Graf Orlok è una delle più memorabili, proprio grazie alla straordinaria interpretazione dell’attore: la testa calva a forma di topo, il lungo e prominente naso aquilino, le profonde occhiaie, le orecchie appuntite, gli occhi sbarrati e sporgenti, le lunghe dita di ragno, il capo in-fossato tra le spalle curve e un profilo magrissimo, quasi fragile.”Potere ristoratore della cattiveria insomma.

 

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