Cinema Libri News — 28 Gennaio 2015

Quarant’anni e non sentirli! Era il 7 Marzo 1975 quando in tutte le sale italiane usciva il film destinato ad essere considerato il capolavoro assoluto del cinema di Dario Argento, Profondo Rosso. Generazioni intere hanno potuto vedere o sentir parlare, almeno una volta, di questa pietra miliare del cinema mondiale. Profondo Rosso sembrerebbe un film perfetto, incastonato in una cornice sanguinaria che non lascia spazio a errori di sorta, sbavature o dettagli trascurati. No, Profondo Rosso simboleggia la massima capacità espressiva e visionaria di un autore perfetto che ha fatto dei suoi incubi e dei fantasmi del suo inconscio materiale per soggetti e sceneggiature epiche. Il thriller e l’horror di casa nostra, grazie al regista romano entrano definitivamente nella coscienza dello spettatore. Chi scrive non considera Dario come colui che ha portato il thriller in Italia, ma come colui che ha definitivamente contribuito a consacrarlo. Tanto e tutto è stato ormai detto e scritto su Argento e la sua filmografia, soprattutto nei mesi scorsi, in occasione appunto del quarantesimo anniversario del già citato Profondo Rosso. Lo stesso regista ha pubblicato la sua autobiografia, “Paura” (Einaudi, 2014). Profondo Rosso, in occasione del quarantennale, torna sul grande schermo in una versione restaurata dalla Cineteca Nazionale, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia. La prima del capolavoro di Argento, nella versione restaurata, è stata proiettata presso il suggestivo Cinema Trevi di Roma, il 16 Dicembre 2014, alla presenza dello stesso Argento e di Marcello Foti (Direttore Generale Centro Sperimentale di Cinematografia). Moderatore il celebre Adriano Pintaldi, Presidente del Roma Film Festival e storico elemento all’interno dell’organizzazione del Fantafestival, che quest’anno ha voluto omaggiare il maestro del brivido italiano, nonché suo grande amico, con un volume in edizione limitatissima e non vendibile. La pubblicazione, dal titolo “Dario Argento. Rosso come il sangue, rosso come la passione”, curata dallo stesso Pintaldi, è un volume da collezione. Un titolo che completa quanto già noto. Un tassello editoriale dedicato al regista romano che, in una straordinaria edizione deep red (l’intero volume è stampato su carta color rosso), racchiude al suo interno validi contributi di esperti, amici e collaboratori di Dario: dall’immancabile Cozzi a Tentori e Giovannini, passando per Steve Della Casa e Marco Giusti, con la partecipazione straordinaria di Ennio Morricone, Vittorio Storaro, Lamberto Bava, Eleonora Giorgi, Lia Morandini, Sergio Stivaletti, Claudio Simonetti e tanti altri. 175 pagine, prive di immagini, ma ricche di contenuto e interventi straordinari e d’eccezione. Il volume, realizzato esclusivamente in occasione del Premio alla Carriera assegnato a Dario, non è vendibile e non è facilmente reperibile. Peccato, perché è un titolo che non merita di passare inosservato.

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