Archivio film Cinema News — 25 febbraio 2014

Titolo originale: L’isola della svedesi
Regia: Silvio Amadio
Soggetto: Silvio Amadio, Roberto Natale, Gino Mordini
Sceneggiatura: Silvio Amadio, Roberto Natale
Cast: Catherine Diamant, Ewa Green, Nino Segurini, Wolfgang Hillinger
Fotografia: Aristide Massacesi
Scenografia: Antonio Visone
Musiche: Roberto Pregadio
Produzione: Claudia Cinematografica
Distribuzione: Claudia Cinematografica
Nazionalità: Italia
Anno: Al cinema nell’Agosto 1969
Durata: h 1.35

Trama

Manuela, abbandonato dopo un duro litigio il fidanzato Maurizio, raggiunge Eleonora, un’amica divorziata, su una selvaggia isola del Mediterraneo. Tra le due donne nasce un sentimento morboso che neanche l’arrivo di Maurizio, venuto a riprendersi la moglie, sembra capace di interrompere. Combattuta tra la l’attrazione per l’amica e l’amore per Maurizio, Manuela sembra decidersi a seguire il marito, ma Eleonora non è disposta a cedere.

 

Prima di procedere con la recensione di questo film, bisogna fare due premesse:

In questo film non c’è traccia di svedesi, quasi certamente il buon Silvio Amadio cercò, tramite un titolo “furbo”, di stimolare le pruderie voyeuristiche del pubblico maschile (come si usava molto all’epoca) per invogliarli ad andare al cinema aspettandosi di vedere chissà cosa.

La valutazione del film sarà relativa e non assoluta, in quanto la pellicola di Amadio, in origine della durata di novantacinque minuti, è stata pesantemente rimaneggiata dalla censura, che applicò pesanti tagli nelle scene saffiche (diciotto minuti in totale), considerate troppo spinte per l’epoca (1969) riducendo la pellicola a durare solamente settantotto minuti. Amadio, tuttavia, riprenderà (con maggior successo) il tema dell’amore tra due donne in un suo film successivo, interpretato da due regine del cinema anni settanta: Gloria Guida e Dagmar Lassander, intitolato Peccati di gioventù del 1975.

Silvio Amadio, regista divenuto noto al pubblico del cinema bis per la sua collaborazione con una giovane Gloria Guida, scrive e dirige un film dove la parte interessante, ovvero il rapporto morboso che si va creando tra le due amiche, Manuela (Catherine Diamant) ed Eleonora (Ewa Green) , nell’isola di quest’ultima (che in realtà è l’isola di Caprera), ricca borghese divorziata, risulta poco coinvolgente ed invece di dimostrarsi punto forte del film,  si ritorce contro il regista.

La Pellicola  di Amadio purtroppo annoia, tutto il film è un continuo ripetersi di tre situazioni: frequenti effusioni tra le due donne, lunghissime inquadrature di Eleonora a Manuela con la sua telecamerina portatile mentre corre sulla spiaggia in costume adamitico, e per finire un po’ di shopping sull’isola vicina. Tutto ciò però non è supportato da dialoghi frizzanti e brillanti, al contrario, i pochi dialoghi presenti sono sottotono e non risvegliano la curiosità dello spettatore, che sicuramente non può esaurirsi nell’ ammirare solamente le due donne più o meno svestite per 80 minuti scarsi. Nemmeno l’arrivo di Maurizio (Nino Segurini), uomo di Manuela, ed un finale telefonato a tinte thrilling riesce a strappare la sufficienza a questo lavoro del regista. Il livello di recitazione generale è medio-basso, Nino Segurini è abbastanza spaesato e fuori ruolo,  Catherine Diamant ed Ewa Green dicono la loro senza strafare, ma sicuramente non rimangono impresse nella mente di chi guarda il film (e neanche dei produttori e dei registi visto che la loro carriera finirà da li a poco), sia per il loro fisico mingherlino che per l’assenza di carisma o tratti distintivi particolari come ad esempio lo sguardo malizioso ed al contempo innocente di Gloria Guida o la fisicità statuaria e la carica seduttiva di Edwige Fenech. La colonna sonora, esotica e gradevole ma riproposta allo sfinimento, è affidata al maestro Roberto Pregadio, conosciuto ai più per la presenza fissa al programma televisivo La Corrida. La bella fotografia è affidata ad Aristide Massacesi (futuro Joe D’amato, regista italiano più prolifico di sempre).

In Conclusione, L’isola delle svedesi è un film che non lascerà il segno nella vostra mente, quindi la visione è consigliata solamente ai fans sfegatati del cinema di genere italiano, gli altri lascino perdere.

 

Frasi o Dialoghi da ricordare:

 

Manuela: – “Un po’ di mare non può farmi male no?!”

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