Cinema News — 12 febbraio 2013

TITOLO: LO HOBBIT-UN VIAGGIO INASPETTATO

 

ANNO: 2012

 

DURATA: 170 min.

 

GENERE: Fantasy

 

REGIA: Peter Jackson

 

CAST: Ian McKellen, Martin Freeman, Andy Serkis, Richard Armitage, Elijah Wood, Ian Holm, Cate Blanchett, Hugo Weaving, Christopher Lee.

 

 

 

TRAMA:La vita scorre tranquilla e felice nella Contea. Bilbo Baggins si gode la monotonia quotidiana tra pranzetti, cene e vari spuntini nella sua ordinata casa. Un giorno lo stregone Gandalf il Grigio bussa alla sua porta, invitandolo a partecipare a una grande avventura. Ma le avventure non vanno a genio a Bilbo: si deve lottare, camminare, correre e soprattutto ‘fanno far tardi a cena’. Gandalf, solo in apparenza rassegnato, lascia un segno sulla porta, che altri non è che una sorta di invito per dodici simpaticissimi nani che si presenteranno da lì a poco. Guidati da Thorin Scudodiquercia, gli autoinvitati riusciranno a convincere Bilbo, sessant’anni prima di suo nipote Frodo, a intraprendere con loro un’epica odissea.

 

RECENSIONE: Due anni di spasmodica attesa dalla sua annunciazione (2010), un’intensa curiosità dal primo abbozzo di trailer in lingua originale (2011), un esasperante conto alla rovescia da quello ufficiale (2012). Il fervore e l’entusiasmo hanno fatto tremare il web (da diversi anni primo canale comunicativo di massa delle nuove generazioni), si sono innalzate al cielo gioiosa urla, mistica nevrosi ha trascinato duecento milioni di persone nelle sale. E’ palese: ‘Lo Hobbit- Un viaggio inaspettato’ è stato uno dei film più attesi di sempre. Inevitabile: è il prequel della trascendentale trilogia che ha segnato indelebilmente l’immaginario collettivo del nuovo millennio: ‘Il signore degli anelli’.

E questa feroce attesa, intorno a un’opera d’arte (che sia libro, album musicale o film), nella maggior parte dei casi, non è un fattore positivo: la tendenza a mitizzare ‘Lo Hobbit’ ancor prima di vederlo sul grande schermo rischiava di deludere le impetuose aspettative.

Ma, non appena inizia il film, al diffondersi della sinfonia di ‘Concerning Hobbits’ (immediatamente riconoscibile essendo una delle più belle tracce de ‘Il Signore degli Anelli’) si rimane inevitabilmente e nostalgicamente esalati al cospetto delle sue note, quasi come aver fumato la miglior erba pipa del Decumano Est.

Pelle d’oca in sala.

La scelta di realizzare un prequel della trilogia più premiata di sempre (limitiamoci ai 17 oscar!) sembra, dunque, un’idea brillante. Ciò che fa storcere il naso è spalmare le pagine del libro di Tolkien ancora una volta in tre capitoli, nonostante la materia narrata da ‘Lo Hobbit’ sia meno di un terzo di quella de ‘Il Signore degli Anelli’. Così, mentre in quest’ultimo si assisteva a drastici tagli inevitabili di alcune parti del libro, per la nuova trilogia si rischia di allungare la brodaglia inutilmente in alcuni scorci narrativi. Ma, per toglierci determinati dubbi, bisognerà aspettare i restanti due film.

Disponendo di uno straordinario esercito di fotografi e costumisti, Jackson crea un portentoso lavoro scenografico e sonoro da oscar, che incontra sulla sua strada l’incanto generale.

La novità tecnologica dei 48 fotogrammi al secondo da finalmente senso al 3D, il più delle volte inutile esperienza per lo spettatore, generando una definizione grafica mai vista prima nella storia del cinema. La differenze tra il 2D e il 3D nel vedere questo film sono considerevoli.

I personaggi sono calibrati benissimo: dall’intramontabile Ian McKellen (sembra quasi nato per interpretare Gandalf) all’inconfondibile stile british di Martin Freeman che calza a pennello con il personaggio di Bilbo. Meglio si poteva fare per i nani che, escludendo Thorin Scudodiquercia, si somigliano troppo sotto molti punti di vista. E, ancora una volta, Andy Serkis è strepitoso nei panni di Gollum, specialmente nel momento di massima tensione del film, durante la gara di indovinelli tra lui e Bilbo.

Ma non è tutto oro ciò che luccica.

‘Lo Hobbbit’ è caratterizzato da una forte vena ironica, direi anche eccessiva: più questa ironia porta a simpatizzare il grande pubblico con molti personaggi, più il film ne perde in quanto epicità, principale aspetto de ‘Il Signore degli Anelli’. Questo è un fattore rilevante, che non può passare in secondo piano: abbassare il livello epico, in una pellicola del genere, è un enorme rischio. Forse è l’unico errore che ha commesso Peter Jackson in questa nuova uscita, che porta purtroppo ‘Lo Hobbit’ una spanna sotto ‘Il Signore degli Anelli’, almeno in questo primo capitolo.

Del resto, la precedente trilogia, è qualcosa di inarrivabile.

 

LA FRASE: “Lontano su nebbiosi monti gelati. In antri oscuri e desolati. Ruggenti i pini sulle vette. Dei venti il pianto nella notte. Il fuoco ardeva, fiamme spargeva. Alberi accesi, torce di luce”

 

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 8.5

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