Archivio film Cinema News — 17 maggio 2018

Loro 1

Interpreti: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Fabrizio Bentivoglio

Fotografia: Luca Bigazzi

Montaggio: Cristiano Travaglioli

Musiche: Lele Marchitelli

Con Loro 1 Paolo Sorrentino apre il proprio personalissimo carnevale berlusconiano, regalando al suo pubblico di
riferimento tutto quel sorrentinismo d’accumulo che ormai da La grande bellezza è il suo marchio distintivo.
Arabeschi e simbolismi, talvolta intriganti spesso tirati via e grossolanamente d’effetto, galleggiano
in una melma filmica senza ordine e senza una vera idea di regia. Sorrentino è ormai l’affabulatore
del meraviglioso, dispensatore di epifanie che assomigliano più a flash mob di cui presto si perde memoria.

Le sue immagini non incidono, non persistono sulla retina, ma scivolano via in uno stratificarsi di
materiale visivo in cui tutto si disperde.
Il suo cinema è copia di altro ma anche di sè stesso, Sorrentino fagocita cinema su cinema, rumina immagini su
immagini per poi vomitarle senza alcuna modificazione. In Loro 1 è possibile rinvenire Korine, Refn, Scorsese…
ma anche Sorrentino che rifà sè stesso in una gemmazione di immagini che si autoriproducono per inerzia, forse
l’unico modo possibile per descrivere quel palcoscenico politico-televisivo? forse ma manca lo slancio, la
creatività, l’afflato corale. Scampoli di grande bellezza romana si agitano in un montaggio pompato, drogato,
in overdose di sonorità rock, fin dal primo amplesso anale con Scamarcio che guarda agitarsi la caricatura
di Lui tatuata sul fondoschiena della tipa che sta possedendo.

Un linguaggio esasperato (e talvolta esasperante) che non sa bene dove andare a parare, partendo
dall’icastica purezza di un agnello freddato dalla cattiva TV, a cui seguono un cammello, un rinoceronte
realizzato in vistoso CGI(chiaro che non siamo sulla nave di Fellini) e un sorcio.

Lui entra in scena come odalisca e tutto sembra così forzato, alla continua ricerca del mascheramento,
di una cosmesi del brutto spacciata per fintamente bello.
Poi entra Lei: Veronica, e Sorrentino polarizza il discorso attorno alla coppia con sguardo tagliente
e accorato al tempo stesso, trovando una dimensione alla propria materia, in cui patetismo e sarcasmo
possono fare a meno di quel linguaggio raccogliticcio di cui sopra.
La chiusa con Silvio e Veronica perduti tra i ricordi del primo appuntamento mentre si baloccano
con un giro in giostra e Fabio Concato canta live la sua Domenica bestiale è davvero bella, profonda,
l’incipit perfetto per affacciarsi ad una seconda parte molto più meditata e strutturalmente efficace.

Loro 2

Interpreti: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Fabrizio Bentivoglio

Fotografia: Luca Bigazzi

Montaggio: Cristiano Travaglioli

Musiche: Lele Marchitelli

Ripartire dai volti e dai corpi, questo fa Paolo Sorrentino con Loro 2, ovvero XXI° secolo atto secondo.
Silvio-Servillo seduto al tavolo in giardino dialoga con Ennio-Servillo.
Silvio-Servillo chiama al telefono una casalinga convincendola a cambiare casa, spacciandosi per
agente immobiliare, quindi Servillo che interpreta Silvio che interpreta un piazzista immobiliare.

Pura mimesis teatrale in cui non si comprende più chi interpreta chi, Silvio-Servillo mentre telefona guarda
sornionamente in macchina come per irridere chi siede in sala. Ad un certo punto della conversazione telefonica
la casalinga gli da dell’imbroglione, perfetto, ci siamo è tutto un magnifico imbroglio, un sovrapporsi
identitario e fisiognomico che cede quasi allo slittamento teatrale. In quello sguardo di interpellazione verso
il pubblico, il piazzista pare proprio dire: voi lo sapete come stanno le cose rispetto alle apparenze io sono
Silvio, ma anche Servillo.

Sorrentino lavora sul rapporto tra ruolo e attante, cercando un compromesso tra tentativo di opera filmica e il
suo referente televisivo, asciugando quasi completamente il proprio stile dai grumi simbolici che impedivano
una certa fluidità corale.

Proprio quel respiro polifonico da canto funebre di maschere, poteri e corpi che veniva a mancare nel capitolo
uno per iperstratificazione simbolica e funambolismi stilistici, viene ampiamente recuperato in questo secondo
capitolo che pur non rinunciando agli eccessi della caricatura e al gusto grottesco riesce a far percepire
quel ridicolo patetismo amorale(e non immorale) che non ha bisogno di inutili lezioncine etico-politiche.

Loro 2 è puro meta-teatro che sfocia nell’avanspettacolo pecoreccio, kolossal fanta-parodico che puzza di
passato recente.
L’occhio di Sorrentino si fa attento nell’esplorare gli ambienti in cui perimetra l’essenzialità di sguardi,
gesti e parole, di corpi statici ripiegati nel proprio fallimento(quelli maschili) e di corpi saltellanti
in gabbie di erotismo plastificato (quelli femminili).

A questo punto è bene chiedersi cosa cambia tra Elena Santarelli tutta mossette ammiccanti in Commediasexi
di D’Alatri e le ragazze in tenuta ginnica che coreografano un balletto sulle note di Meno male che Silvio c’è?
poco o nulla e la dice lunga il nudo di schiena in piscina che apre il film(con rasatura del pelo pubico
fuori campo). Pura estasi trash, esasperazione cinepanettonesca di corpi desiderabili e irraggiungibili
al limite tra comicità e pornografia.

Le finte fiction (Congo Diana è sublime) hanno la sfrontatezza dei migliori Squallor, in cui la volgarità
è l’unico strumento di critica possibile (credibile?) per condannare la volgarità stessa di una
comunicazione audiovisiva inquinata.

Sorrentino analizza perfettamente questo linguaggio dei corpi, una semiologia anatomica che produce un
discorso attuale ma al contempo già storicizzato e cristallizzato come il famoso insetto nell’ambra citato
da Bazin, quindi anatomie di un sogno (quello di Sorrentino? il nostro? il Loro?) cinematografico.

Dall’esordio L’uomo in più a Loro 1 e 2 quello esibito da Sorrentino è un immaginario post-televisivo che
sogna di farsi cinema.

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.