Archivio film Cinema News — 15 ottobre 2013

TITOLO: Menilmontant

REGIA: Dimitri Kirsanoff

CAST: Nadia Sibirskaïa, Yolande Beaulieu, Guy Belmont, Jean Pasquier

DURATA: 34 minuti

NAZIONALITA’ ED ANNO: Francia 1926

 

La storia è raccontata interamente attraverso le immagini senza l’uso di sottotitoli esplicativi, un fatto che non avveniva spesso. Il film narra della storia di due ragazze di campagna rimaste orfane, che si trasferiscono in un quartiere popolare della metropoli parigina, Menilmontant, dove trascorrono felicemente i loro anni. Una disavventura però le attende, infatti diventano entrambe vittime dello stesso seduttore. Una delle due rimane incinta, mentre l’altra è costretta a prostituirsi per poter vivere. Da questo momento le loro vite si separeranno, per poi ritrovarsi di nuovo dopo molto tempo. Nella prima scena, quando vediamo l’omicidio di due personaggi, genitori delle bambine protagoniste del film, vengono fatti dei primi piani sulle vittime e sugli assassini, per sottolineare meglio i sentimenti provati a far immedesimare il pubblico con la drammaticità della scena. Anche l’uso dei particolari serve per sottolineare lo stato emotivo dei personaggi. In una scena, in particolare, ne viene fatto un uso importante. Quella in cui vediamo una delle due ragazze, rimasta sulla strada senza più una casa, mentre siede su una panchina di un parco con in braccio il piccolo che nato da poco. La ragazza, grazie all’uso dei primi piani appare subito afflitta ed affamata. Il dettaglio con cui viene inquadrato l’alito della protagonista ci fa capire che il clima è molto freddo e la ragazza sta soffrendo, senza più una dimora né un pezzo di pane da mettere sotto i denti. Un vecchio seduto accanto a lei sta mangiando pane e salame. Una serie di primi piani inquadrano alternativamente il volto sofferente della ragazza, le mani dell’uomo che tagliano il pane e il salame e il volto dello stesso mentre mangia. Non a caso il regista ha deciso di inquadrare le mani dell’uomo, perché l’emozione di compassione che l’uomo prova per la ragazza viene fatto emergere attraverso il gesto delle sue mani, che si metamorfizzano, diventando esse stesse un personaggio, un sentimento, assumendo così una carica patemica. Comprendiamo dal mutare dell’espressione del vecchio che egli si rende conto che la ragazza ha fame. Allora, per compassione poggia un pezzo di pane e salame sulla panchina tra lui e la ragazza e questo viene inquadrato con l’uso dell’ingrandimento. Grazie all’uso dei particolari viene quindi sottolineata la partecipazione emotiva dell’uomo per la ragazza con cui condivide il suo pasto. La felicità della ragazza che finalmente ha qualcosa da mangiare ci viene mostrata dall’uso di primi piani del suo volto, mentre piange di gioia addentando una fetta di salame. Recuperando la riflessione di Epstein, questo primo piano permette allo spettatore di dimenticarsi del contesto in cui la ragazza si trova, immedesimandosi col personaggio e diventando un tutt’uno con l’immagine stessa. Per farci comprendere che una delle due sorelle per vivere fa la prostituta, il regista confeziona una serie di scene, nella prima delle quali viene mostrata l’insegna luminosa di un hotel, quindi si vede l’ombra di un uomo che varca la soglia dell’hotel e poco dopo il particolare della mano dell’uomo che poggia dei soldi su un tavolo. Anche in questo caso il significato della scena viene trasferito sulla mano, un particolare ingrandito che rappresenta i sentimenti provati dall’uomo. Recuperando il pensiero di Epstein potremmo dire che qui la parte si sostituisce al tutto dirigendo in quel punto la nostra attenzione e portandoci così vicino all’immagine che ci sembra quasi di sfiorare quella mano, emozione. Con questo movimento di macchina il regista ci ha descritto quello che è avvenuto molto brevemente, senza usare sottotitoli, ma solo grazie al potere espressivo dell’immagine. Solo dopo viene inquadrata a figura intera la ragazza, sul marciapiedi nei pressi dell’hotel dove poco dopo incontra l’altra sorella con ilbambino in braccio. L’effetto che ci viene reso appare molto efficace e serve ad accrescere l’emozione per l’incontro e la rappacificazione fra le due ragazze.Grazie alle forti cariche espressive dei volti ripresi in primo piano, dei particolari e dei dettagli che vengono inquadrati, l’autore intende quindi mostrare il dramma della storia allo spettatore, evocando stati d’animo e situazioni vissute dai personaggi, tramite la forza espressiva delle immagini.

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