Cinema News — 19 ottobre 2012

TITOLO: Midnight in Paris

ANNO: 2011, Spagna, USA

DURATA: 91 minuti

GENERE: Commedia

REGIA: Woody Allen

CAST: Kathy Bates, Adrien Brody, Carla Bruni, Marion Cotillard, Rachel McAdams, Michael Sheen, Owen Wilson

TRAMA: Sceneggiatore a Hollywood con velleità da scrittore, Gil è in vacanza nell’adorata Parigi in compagnia della fidanzata Inez e dei suoi ingombranti genitori. Insicuro sul romanzo appena completato una sera si incammina per le vie della capitale e, ritrovandosi proiettato nella Ville Lumiere degli anni ’20 conosce i suoi mitizzati maestri: Scott Fitzgerald, Picasso, Hemingway e la sua agente Gertrude Stein, alla quale consegna il suo manoscritto. Si innamora della bella Adriana, amante di artisti, in cerca di un “passaggio” per tornare indietro alla Belle Epoque, incontro che sconvolgerà Gil al punto da costringerlo a rivedere le proprie priorità.

RECENSIONE: Si può definire Midnight in Paris come il film romantico per eccellenza, dove l’amore sboccia e impera tra Gil e Parigi. La città è una protagonista viva e capricciosa che non manca mai di ricambiare l’amore dello scenografo hollywoodiano con acquazzoni improvvisi, con luci calde e vibranti, e con i mercatini dell’antiquariato per poi sconvolgerlo definitivamente grazie ai viaggi nel passato. Woody Allen ci mostra, dopo numerosi accenni riscontrabili nella sua filmografia (Hello Pussycat, Tutti dicono I Love you), il suo amore per Parigi che, seguendo Manhattan, occupa un posto rilevante nel suo cuore. Nei primi tre minuti del film elenca con un montaggio semplice e definito tutte le immagini clichè della capitale francesce: la Torre Eiffel, la Bastiglia e gli Champs Elysées, eliminando in un colpo solo le immagini da cartolina così da lasciare a Gil la possibilità di scoprire, per noi, la parte “magica” di questa secolare città.

Gil è un romantico e un nostalgico, un uomo che non riesce a trovarsi a proprio agio nell’ epoca in cui vive poiché lo sguardo non lascia mai il passato: la Ville Lumiere degli anni ’20 con i suoi artisti, i suoi caffè e le feste pazze terminate sulle rive della Senna.

Considera quell’epoca perfetta, ma è per tutti così? No. Ed è questo oltre alla bellezza sensuale e travolgente di Adriana a sconvolgere il mondo di Gil. Adriana vuole tornare indietro, vuole vivere la Belle Epoque e non sa tornare alla realtà quando il suo sogno si realizza. Ecco la differenza tra un sognatore e un romantico. Gil è un romantico e riesce a ritrovare se stesso, Adriana è una sognatrice incapace di risolvere il contrasto con la realtà.

Non è la prima volta che il protagonista di una pellicola di Allen sia uno scrittore, ma le differenze tra Gil e Roy (L’uomo dei tuoi sogni) è abissale. Mentre il primo rincorre i suoi sogni e i miti che lo hanno cresciuto e formato nella sua giovinezza, il secondo non fa altro che rincorrere il successo. È per questa differenza che il regista concede al primo quella Speranza con la S maiuscola che nega invece a Roy, ricordandoci come sia impossibile sfuggire da se stessi.

Questo è un film che va assolutamente visto. Amabile e adorabile sotto ogni punto di vista con la frizzante e consueta energia ed ironia di Woody Allen unita ad una scenografia che avrebbe sicuramente vinto l’oscar se non si fosse trovata a competere con Hugo Cabret. In ogni caso il film è stato premiato con una meritatissima statuetta per la “Miglior sceneggiatura originale”.

FRASE: “Un uomo innamorato di una donna di un’altra epoca. Io ci vedo una fotografia (Marey). Io ci vedo un film (Boñuel). Io ci vedo un’insormontabile problema (Gil). Io ci vedo un rinoceronte! (Dalì)”.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 9

Federica De Meis

http://www.youtube.com/watch?v=rFRwOkA_eIQ

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