Cinema News — 02 maggio 2014

Dal Far East Film Festival 16 la commedia coreana blockbuster 2014

MISS GRANNY (titolo originale: Susanghan geunyeo)
Regia di Hwang Dong-hyuk
Corea del sud, 2014
Durata:124’

Fra i migliori colpi messi a segno dalla 16esima edizione del Far East Film Festival di Udine, è da segnalare la première internazionale di Miss Granny, il blockbuster coreano del primo quadrimestre 2014 che è stato un’autentica rivelazione. Con 8 milioni 651 mila biglietti venduti, la commedia di Hwang Dong-hyuk è saldamente in testa al botteghino.

Quanto sorprende è la semplicità quasi banale della storia che racconta. Mal-soon è una bisbetica settantenne, che adora il suo unico figlio – un professore universitario di Gerontologia – e rimbecca volentieri la nuora per qualsiasi inezia, tipicamente un piatto non cucinato a dovere. Acciaccata ma ancora energica, Mal-soon dà una mano in un piccolo ristorante al suo amico suo Park, anch’egli vedovo, segretamente innamorato di lei.

Un giorno la nuora stressata finisce in ospedale per un malore e in casa si apre un dibattito, che coinvolge anche i due nipoti adolescenti: forse sarebbe meglio che la nonna andasse per un po’ in una casa di riposo. Mal-soon non la prende bene. Camminando per strada, è attratta dall’insegna di un negozio mai notato prima, Forever young portrait studio, e ci entra con l’idea di farsi fare un bel ritratto per il suo funerale.

E qui scatta la magia. Uscita dal negozio, guarda il suo volto riflesso nel finestrino dell’autobus: il suo aspetto è quello di cinquant’anni prima. Non è il solito artificio del viaggio nel tempo, visto in tanti film. Mal-soon è solo tornata a essere, nel presente, la ragazza ventenne che fu, ma con la testa e il vissuto della settantenne che è. Decide di non far ritorno a casa, e qui incominciano una serie di avventure esilaranti, che la vedranno diventare una cantante di successo nella band in cui suona suo nipote Ban Ji-ha – un ragazzino patito dell’heavy metal dai capelli tinti di biondo – e innamorarsi di un aitante producer televisivo trentenne, che la lancia verso il successo.

La trama si concede un’unica evasione fantastica – quella della foto che ringiovanisce – e resta saldamente ancorata a una visione realista. Nessuno può vivere senza lasciare traccia del suo passaggio in una grande città – basti pensare ai prelievi con il bancomat – poco alla volta il cerchio intorno a Mal-soon, che nel frattempo si fa chiamare Audrey, si stringe… E l’incredibile verità finirà per venire a galla.

Da stranieri, non è facile capire perché questa commedia sia riuscire a far sbellicare dalle risate il pubblico coreano. Ma qualcosa si può intuire, osservando l’ottima recitazione di Shim Eun-gyeong, la giovane attrice chiamata a interpretare la parte di una settentenne in un corpo da ventenne. La gestualità, il tono della voce, ogni singolo movimento sono stati studiati meticolosamente, per rendere l’idea che lei è veramente Mal-soon, ma non la ragazza che è stata, bensì la vecchietta di oggi. Audrey si sbarazza dei vecchi vestiti e di una pettinatura fuori moda, ma ogni sua parola svela che appartiene a un’altra generazione. Cosa che il suo personaggio cerca abilmente di celare, ma ogni mossa o frase maldestra fanno scattare l’ilarità.

Doppiare Miss Granny sarebbe un’impresa complessa. Il pubblico coreano si è divertito anche per l’accento e il lessico campagnolo di Audrey/Mal-soon, lontano anni luce dallo slang dei ragazzi di Gangnam. Uno stridente contrasto che fa scattare la comicità.

Davvero un bel risultato per il regista Hwang Dong-hyuk, che al Far East Film Festival 14, due anni fa, aveva presentato Silenced, una storia drammatica di abusi in una scuola per bambini affetti da sordità, ispirata a un fatto di cronaca. Un regista così abile nel cambiare registro e ottenere sempre un risultato ottimale è sicuramente da tenere d’occhio.

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