Cinema News — 31 dicembre 2012

Napoli è una delle “città violente” per eccellenza del poliziesco italiano, insieme a Milano e Roma: la città partenopea gode di un’ideale “trilogia”, comprendente Napoli violenta (1976) di Umberto Lenzi (capolavoro imprescindibile del genere), Napoli si ribella (1977) di Michele Massimo Tarantini e Napoli spara! (1977) di Mario Caiano. Grazie alla Cult Media, finalmente anche il film di Caiano è stato recentemente distribuito in dvd. Il modello è chiaramente quello lenziano: pur non raggiungendo le vette insuperabili del maestro, Napoli spara! è una delle migliori pellicole del genere, con tanta azione e violenza. La trama è molto semplice: il commissario Belli (Leonard Mann) cerca di incastrare con ogni mezzo il camorrista Santoro (Henry Silva), reso intoccabile dalla protezione del boss don Alfredo; dopo una lunga serie di sparatorie e inseguimenti, il poliziotto riesce finalmente a far scattare la trappola decisiva.

Mario Caiano si conferma un grande regista del nostro cinema, realizzando quello che è il suo miglior poliziesco insieme a Milano violenta. Il punto di forza del cast è sicuramente Henry Silva, che con la sua espressione crudele e granitica delinea una figura di “cattivo” a tutto tondo; Leonard Mann (alias Leonardo Manzella) non è che reciti male, ma, come sempre nella sua carriera, fa il “compitino”, cioè interpreta il suo ruolo con serietà ma senza metterci troppo carisma. La prima parte del film è un susseguirsi di azione quasi senza sosta, sostenuta dal frenetico montaggio di Vincenzo Tomassi: la vicenda inizia con una rapina in banca (con tanto di calcio sferrato in pancia a una donna incinta), per poi proseguire con un assalto al treno in stile western (uno dei generi preferiti da Caiano), un inseguimento fra un poliziotto in borghese alla guida di un taxi (Jeff Blynn) e due motociclisti, una spettacolare sequenza in cui Mann salta su un camion in corsa, un’altra sanguinosa rapina in un’azienda e il conseguente doppio inseguimento fra la polizia e gli uomini di Santoro. Dopo il provvisorio arresto del boss, l’azione cala un po’, ma non il ritmo, che si mantiene alto fino alla fine, culminando nell’ottima sequenza finale in stazione. Napoli spara! si caratterizza anche per uno spiccato gusto sadico, che Caiano ha dimostrato anche in altre pellicole (una su tutte, l’ottimo e crudele kung-fu western Il mio nome è Shangai Joe, con scene al limite dell’horror): oltre ai numerosi morti e al sangue che scorre in abbondanza, indimenticabili sono la decapitazione di Massimo Vanni con un filo di ferro, l’evirazione di Adolfo Lastretti in carcere e il corpo di Henry Silva stritolato dal treno nel finale. Il difetto principale del film consiste nei siparietti da sceneggiata con protagonista il piccolo Gennarino (“ereditato” da Napoli violenta, dove però il suo ruolo era limitato e funzionale alla vicenda), qui completamente fuori luogo: per fortuna, queste scenette durano poco, e subito dopo si torna all’azione e alla violenza. Buone le musiche di Francesco De Masi, in tipico stile poliziesco (molto ritmate e con qualche accordo dal sapore jazz); da notare anche il riciclo del tema Gangster story dei fratelli De Angelis (La polizia incrimina, la legge assolve), durante l’inseguimento del camion. Attenzione: il dvd della Cult Media è tagliato delle tre scene più violente; la decapitazione di Vanni e lo stritolamento di Silva sono presenti però negli extra, fra le scene tagliate, mentre manca l’evirazione di Lastretti, che si può vedere solo nella versione del film trasmessa in televisione.

Davide Comotti

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