Cinema News — 19 gennaio 2014

Titolo: Nebraska


Regia: Alexander Payne


Sceneggiatura: Bob Nelson

Cast: Bruce Dern, Will Forte, June Squibb, Bob Odenkirk, Stacy Keach (Ed Pegram)


Fotografia: Phedon Papamichael

Montaggio: Kevin Tent


Scenografia: J. Dennis Washington
Costumi: Wendy Chuck
Musiche: Mark Orton
Produzione: Bona Fide Production
Distribuzione: Lucky Red Distribuzione

Paese: U.S.A.


Anno: 2013


Durata: 110 minuti

 

“Non ha l’Alzheimer, crede solo a quello che la gente gli dice”. Woody Grant è proprio così, un anziano padre di famiglia alcolizzato, burbero e cocciuto ma anche generoso e fragile che decide di attraversare l’America dal Montana al Nebraska per riscuotere il suo milione di dollari vinto alla lotteria.

Questo è l’incipit dell’ultimo film di Alexander Payne, Nebraska, un road movie malinconico e delicato attraverso la profonda provincia americana così immobile e desolante, fuori dal tempo, lontana anni luce dalla frenesia delle grandi metropoli: cittadine nelle quali non succede nulla, si passano le serate al pub a bere birra con gli amici e a cantare al karaoke. Quello di Woody e di suo figlio David – che decide di accompagnarlo – prima di essere un viaggio fisico è, soprattutto, un viaggio emotivo per ritrovare qualcosa che si era perso, o forse qualcosa che non c’è, ma è anche di più: un’occasione per riprendere le redini di un rapporto che, nonostante le mancanze, non si è mai dato per scontato.

Il cammino di questa strana coppia è un susseguirsi di situazioni spesso esilaranti e di incontri inaspettati: vecchi amici che in realtà sono dei nemici, amori mai dimenticati e momenti riflessivi centrali per far progredire la narrazione. Poche parole, ma incisive. Sguardi e silenzi eloquenti che hanno la pesantezza di un macigno.

Tutti gli elementi drammaturgici sono funzionali alle necessità della storia: il caldo bianco e nero della fotografia di Phedon Papamichael, la grande prova d’attore di Bruce Dern che più di ogni altro interprete scelto da Payne ha saputo incarnare quel suo modo di vedere il mondo e di raccontarlo in maniera cinica e satirica, per svelare i difetti dell’America contemporanea. Il premio ricevuto a Cannes lo scorso maggio per la sua interpretazione in Nebraska é un riconoscimento arrivato in extremis per celebrare la straordinaria carriera di un caratterista mai considerato adeguatamente. E come non citare June Squibb, meravigliosa sposa dello stralunato Dern, il suo humor nero sopra le righe è dirompente. Questi “vecchietti” hanno ancora molto da dire!

Il tema del viaggio pare essere caro ad Alexander Payne visti i precedenti – A proposito di Schimdt con un solitario Jack Nicholson e Sideaways con la coppia di amici Paul Giamatti e Thomas Haden Church – notevoli e pluripremiati. Anche Nebraska è candidato a sei premi Oscar tra i quali: miglior film, regia, sceneggiatura (Bob Nelson) e attori (Dern e Squibb). Non male per un regista che ha all’attivo solo sette film, tutti quanti candidati o vincitori di premi importanti.

Nel complesso Nebraska può essere considerato il miglior Alexander Payne, più maturo e consapevole dei propri mezzi e delle proprie intenzioni.

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