Cinema News — 20 Dicembre 2014

Titolo: Ogni maledetto natale
Regia: Ciarrapico, Luca Vendruscolo, Mattia Torre
Soggetto: Ciarrapico, Luca Vendruscolo, Mattia Torre
Sceneggiatura: Ciarrapico, Luca Vendruscolo, Mattia Torre
Cast: Alessandro Cattelan, Alessandra Mastronardi, Francesco Pannofino, Laura Morante, Corrado Guzzanti, Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Caterina Guzzanti, Stefano Fresi, Andrea Sartoretti
Fotografia: Michele Paradisi
Montaggio: Patrizio Marone
Musiche: Giuliano Taviani
Produzione: Wildside, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Nazionalità: Italia
Anno: 2014
Durata: 96 minuti

 

Chi si aspettava un film intelligente à la Boris, la serie che ha infiammato i cuori dei romani e non solo, resterà dolorosamente deluso. Il trio di autori e registi – Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo e Mattia Torre – “confeziona”, è proprio il caso di dirlo, un prodotto adatto al pubblico natalizio che nelle intenzioni, forse, doveva sovvertire le regole del cinepanettone, ma che finisce inaspettatamente, di fatto, a succhiarne la mortifera linfa vitale. Il risultato è un ora e mezza di poche (anche se gustose) risate, fiaccate da una sceneggiatura a dir poco insufficiente. E si che l’architettura del racconto, sia nell’opera seriale sopracitata, sia nel suo adattamento cinematografico del 2011, rappresentava un saldo punto di forza per i tre autori, che stavolta si limitano a reiterare (quasi) la stessa comicità, sicuramente meno sovversiva e inserita in una storia che serve soltanto a collegare le numerose gag.

Cosa è successo? Se c’era un elemento ricorrente che caratterizzava la poetica dei tre registi, era la cinica e sanguinaria dedizione a finali nerissimi. Boris (sia la serie tv, sia il film), dopo aver raccontato i disastri del sistema televisivo e cinematografico italiano, e dopo aver sobbarcato sulle spalle dei protagonisti innumerevioli tentativi di migliorare la qualità della fiction, si concludeva con un epilogo tragico e dolente, che non lasciava via di scampo. In Ogni maledetto natale, la domanda di fondo e l’idea tematica lascia il campo del meta-linguaggio per entrare in quello della famiglia italiana: può una storia d’amore appena nata sopravvivere al Natale? E qui si intende, per “Natale”, una festa fatta di vecchi rancori, abitudini quasi secolari, festival dei buoni sentimenti e tanta ipocrisia. Da Ciarrapico, Vendruscolo e Torre, la risposta che ci si aspetterebbe sarebbe senza dubbio un secco “no”, e se così fosse la coerenza dei tre ne uscirebbe illesa. Invece, forse forti (o mestamente deboli) della distribuzione della Rai (01 Distribution) e dell’imminente periodo natalizio, grazie al quale un film con un titolo del genere resterà nelle sale almeno fino a gennaio, gli autori non alzano mai l’asticella della loro conclamata irriverente dissacrazione oltre i limiti stabiliti. Ma il discorso non si esaurisce soltanto con la novità del lieto fine. Ricordiamo il pregevole Piovono mucche (2002) di Luca Vendruscolo, nel quale si affrontavano le tematiche legate al mondo del servizio civile nel contesto di una comunità di ragazzi difficili, oppure il quasi invisibile ma sorprendente Eccomi qua! (2003) di Giacomo Ciarrapico, dove la vita ciondolante di un trentenne con velleità da stand-up comedy viene stravolta dall’arrivo di un figlio. Entrambi si caratterizzavano per un’estrema sensibilità e per un’attenzione ben equilibrata ai rapporti interpersonali. Come anche lo spettacolo teatrale di Mattia Torre 4, 5, 6 (2011), che virava più sul grottesco e su dinamiche familiari quasi arcaiche. Di tutto ciò, purtroppo, non c’è traccia in Ogni maledetto natale, che sembra mostrare i denti forse di più nella seconda parte – ma senza mordere – e che sembra inseguire un pubblico generico poco abituato alla sana e tagliente cattiveria di Boris.

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