Cinema News — 19 luglio 2013

Stati Uniti, 2013
Regia: Michael Bay
Cast: Mark Wahlberg, Dwayne Johnson, Anthony Mackie, Tony Shalhoub, Ed Harris, Rob Corddy, Bar Paly, Rebel Wilson, Ken Jeong, Peter Stormare
Durata: 130’
Distribuzione: Universal Pictures
Nei cinema dal 18 luglio 2013

Quando pensate che la stupidità umana possa avere un limite oltre il quale è decisamente impossibile spingersi, vi ritrovate a vedere “Pain & Gain – Muscoli e denaro” e siete costretti a ricredervi. Il nuovo film di Michael Bay, infatti, decide di raccontare una storia di idiozia più unica che rara, il che si carica esponenzialmente soprattutto alla luce del fatto che “Pain & Gain” è tratto da una vicenda realmente accaduta.
Immaginate tre persone, adulte e dall’imponente stazza fisica, che si convincono di poter migliorare la loro vita con un piano criminale che ha dell’incredibile, tanto è sgangherato e privo di parvenze logico-realistiche. Bay ci racconta con divertimento e umorismo i piani e le azioni di questi tre “idioti” e lo fa in maniera così assurdamente convinta da centrare perfettamente il segno, facendo di “Pain & Gain” uno dei suoi film più riusciti e brillanti.

I tre “idioti” in questione sono Daniel Lugo, Paul Doyle e Adrian Doorbal, rispettivamente interpretati da Mark Wahlaberg, Dwayne “The Rock” Johnson e Anthony Mackie. Dietro suggerimento di Lugo, il terzetto decide di rapire un facoltoso cliente (Tony Shalhoub) della palestra in cui Lugo lavora come personal trainer e costringerlo a farsi intestare tutti i suoi beni, dalla casa al conto in banca. Cominciando dalla difficoltà di trovare un notaio che sia disposto a ritener valida la firma del cedente senza che quest’ultimo sia presente, ai numerosi inconvenienti a cui il trio va incontro per la superficialità con cui affrontano la questione, i tre dovranno vedersela anche con l’investigatore privato (Ed Harris) che è sulle tracce del rapito. Insomma, una sequela di incidenti ed errori che porterà i tre improvvisati criminali a conseguenze attinenti con la realtà dei fatti. Una realtà che Bay riprende dagli articoli del Miami New Time usciti nel 1999 e scritti dal giornalista investigativo Pete Collins, come è specificato nei titoli di coda, e che si riferiscono a un episodio accaduto a Miami tra il 1994 e il 1995.
Se si pensa, dunque, che le incredibili gesta di Lugo & Co. siano realmente accadute c’è da sorridere, perché il confine tra stupidità e sanità mentale viene più volte attraversato in una vicenda che il protagonista definisce il tentativo di realizzare il suo personale sogno americano, ma che di fatto è un’impresa folle sotto ogni punto di vista.

Bay ci aveva abituato a ben altri film, per lo più blockbuster ipertrofici in cui a far lo spettacolo erano esclusivamente gli effetti visivi e i frastornanti effetti sonori. Con “Pain & Gain” torna alle origini, a quel “Bad Boys” che ad oggi è ancora una delle sue opere più riuscite, e confeziona un film relativamente piccolo (il budget di circa 20 milioni di dollari è tra i più esigui maneggiati dal regista) che punta tutto sulla sceneggiatura. Non sembra quasi un film del regista di “Transformers” e il Bay’s touch si può intuire solo nella coreografica ideazione di alcune (rare) scene d’azione, una delle quali, con carrellata digitale e pianosequenza, ci riporta a una scena analoga di “Bad Boys 2”.
Chritopher Markus e Stephen McFleey, che hanno già lavorato insieme a “Captain America: Il primo vendicatore” e la trilogia de “Le cronache di Narnia”, scrivono una sceneggiatura frizzate, con bei dialoghi e ricca di situazioni e personaggi memorabili.
I tre protagonisti sono tre culturisti che si sentono “fighi” e “furbi” sopravvalutando di continuo le proprie azioni e intuizioni. La mente è Lugo, interpretato da un Mark Wahlberg che da qualche film a questa parte sta dimostrando sempre più la sua versatilità attoriale, un tizio che ha il suo credo nel fitness e pensa che l’America possa essere un posto migliore se persone come lui riuscissero a realizzare i propri sogni di ricchezza. Anthony Mackie, che abbiamo già visto in “I guardiani del destino” e “Gangster Squad”, è Doorbal, fervente consumatore di steroidi e più di tutti ossessionato dalla forma fisica, ma fortemente insicuro oltre che impotente proprio a causa delle sostanze dopanti. Forse fra i tre è il meno carismatico, ma nel momento in cui la sua storia incontra quella dell’androloga interpretata da Rebel Wilson (“Voices”, “Le amiche della sposa”), anche Doorbal acquista una dimensione che lo rende memorabile. Però il personaggio più riuscito è il Doyle di Dwayne Johnson, ex carcerato, cristiano convinto e troppo buono per questo lavoro, anche se costantemente messo di fronte al peccato, a cui puntualmente cede.
Un panorama di personaggi bizzarri e ben caratterizzati a cui si aggiungono situazioni paradossali che fanno di “Pain & Gain” un film pulp prima di ogni altra cosa, con abbondanza di sesso, sangue e violenza da cartoon.

Le oltre due ore di durata di questo film volano indolori, ci si diverte e ci si appassiona alle vicende di questi tre adorabili idioti.
I fan del Michael Bay tutto robottoni, esplosioni e inseguimenti sull’autostrada forse rimarranno delusi, ma “Pain & Gain – Muscoli e denaro” è la dimostrazione che non servono tanti effetti speciali e rumore per far un bel film d’intrattenimento e se ce lo dimostra proprio il re degli effetti speciali e del rumore c’è da crederci sul serio!

Voto: 7,5


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