Archivio film Cinema News — 30 agosto 2018

“Sì, vabbè, vuole fare un film alla Edgar Wright!” Questo è il primo pensiero che sfiora ogni buon cinefilo che decida di intraprendere la visione di Prendimi! (Tag), commedia estiva diretta da Jeff Tomsic, che arriva in Italia ad un solo mese di distanza dall’uscita statunitense. Se l’analisi dell’intero film prosegue sul binario che conduce ad un minuzioso paragone con le opere dell’autore della Trilogia del cornetto, si va poco lontano, e soprattutto, si prende una vera e propria cantonata: Prendimi! scavalca la parodia e la farsa fine a se stessa per inoltrarsi in una, debole, ma intenzionalmente efficace, rappresentazione dei sentimenti umani.

Cinque amici dedicano, ogni anno da quando sono ragazzini, l’intero mese di maggio a sfidarsi a “prendimi”. Jerry (Jeremy Renner) in più di trent’anni non è mai stato preso dai suoi compari, i quali, con l’avvicinarsi delle nozze dell’amico, diventano sempre più agguerriti per far sì che, finalmente, il suo primato venga infranto.

Come prima cosa, è necessario sottolineare che i protagonisti del film di Tomsic non sono degli uomini intrappolati al loro stato infantile, e neanche, seppure se ne respiri la permeante fragranza, degli stupidi inetti senza un preciso scopo nella vita; per loro giocare a prendimi equivale al godersi una meritata – e turbolenta – vacanza dopo un duro, stressante e concreto anno di lavoro. Il continuare a perseguire un obiettivo comune, metaforicamente tenuto acceso dalla competizione, aiuta i cinque uomini a non perdersi di vista e a non sciogliere un legame tanto vitale quanto è la vera amicizia. Grazie alla loro perpetua gara, gli amici riescono ad essere presenti in ogni circostanza o tappa fondamentale di crescita e di formazione degli altri. Sono sempre legittimati a dire “Io c’ero”, disponendo dell’opportunità di nascondersi dietro alle regole di un gioco che non invecchia mai.

Prendimi! non brilla in originalità, non suscita grasse risate, e non stupisce in effetti speciali, eppure resta a galla, e si difende decorosamente, riuscendo a restare in equilibrio tra la comicità demenziale e la banale cafonata americana alla Wilson/Vaughn. Dignitoso, condito da qualche interessante accortezza come il dar spazio alle riflessioni interiori dei personaggi, o ritagliare ruoli femminili che si allontanano da quello della biondina tutta tette e niente cervello, o della bella statuina da guardare ma non toccare. In una girandola di colpi bassi, scorrettezze e tour de force si dipana la matassa di un racconto che punta tutto sull’amicizia e sull’unicità di legami indissolubili, sulla primaria necessità di crescere ed affrontare le difficoltà della vita fianco a fianco e sul superamento di ostacoli, regole e barriere.
A rafforzare una struttura precaria se smossa da un vento di critica troppo feroce, è la scelta di un cast insolito, costituito da attori spesso visti in vesti differenti: oltre al già citato Renner, anche Jon Hamm, e la vera mattatrice Isla Fisher, che abbandona la sua fame compulsiva di shopping per darsi ad ossessioni che stimolino maggiormente le sue sinapsi.
Senza alcun dubbio Prendimi! resta un film estivo, da guardare tra una granita, un gavettone e una partita a beach volley, ma nella sua tenue, strascicata e annacquata sincerità sa dare ristoro e strappare un sorriso autentico, come la commedia americana mainstream riesce a fare raramente.

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