Cinema Eventi News — 22 marzo 2014

SULLE TRACCE DI TRUFFAUT

Mediatore dei conflitti famigliari e culturali

 

Ci sono tanti modi per conoscere i classici, sia letterari sia cinematografici. Se la famiglia e la scuola, le prime due grandi “agenzie educative” riconosciute ufficialmente, non assolvono questo incontro, almeno non completamente, entrano in gioco altri attori nel panorama socio – culturale di ogni paese.

In Italia, negli Anni Cinquanta e negli Anni Sessanta, un protagonista della diffusione dei racconti letterari italiani e stranieri era certamente la televisione pubblica. Memorabili sono ancora oggi gli sceneggiati tratti dai romanzi importanti come per esempio La Pisana, tratto dal romanzo Le confessioni d’un italiano di Ippolito Nievo.

Il successivo ventennio viene ricordato dagli Eterni ragazzi per gli incontri casuali a mezzo televisore in prima serata con i maestri del cinema mondiale. Ed è da uno di questi incontri che scaturisce la seconda opera di un cinefilo autore di importanti prodotti bibliografici e artistici del nostro tempo: Sandro Fogli.

Presso la bibliomediateca del Museo Nazionale del Cinema di Torino, durante la serata del 21 marzo 2014 è stato presentato il nuovo volume di Fogli attraverso cui è possibile conoscere meglio l’opera e la vita di Francois Truffaut. L’obiettivo che l’autore si è posto è cercare di

«(…) stuzzicare lo spirito di ricerca dei più giovani e invogliarli alla riscoperta dell’opera di un regista, la cui popolarità è, ancora oggi, troppo “di nicchia”. (…)»

Ed in effetti, se si rivolge lo sguardo della memoria ai film di Truffaut, lascia perplessi il fatto che sia considerato dalla maggioranza delle persone come un autore d’élite, quando invece affronta temi legati all’esistenza di tutti gli esseri umani attraverso un linguaggio verbale e visuale estremamente semplice e quotidiano, senza però essere mai banale. Lascia sgomenti, alla fine di ogni inquadratura, la forza delle emozioni che irrompe dallo schermo allo spettatore, che non si identifica nei personaggi alla stregua dei film di Hitchcock, bensì prova a comprenderli e, infine, ad amarli per quello che sono. Come sostiene lo stesso autore in conclusione del suo libro,

«(…) Truffaut distrugge il pregiudizio, ci intenerisce e, proiettando sullo schermo passioni e ossessioni personali, ci costringe a fare i conti con passioni e ossessioni universali. (…)»

A differenza di Hitchcock, autore al quale Sandro Fogli ha dedicato la conclusione del suo percorso accademico e la sua prima fatica letteraria, Truffaut è paragonabile a un fratello maggiore che ci spiega quali sono le cose realmente importanti della vita e chiede a ciascuno di noi di formarci una nostra personale visione dell’amore, del rapporto tra uomo e donna e della difficile quanto essenziale relazione con la famiglia, che sia quella in cui si nasce come quella della razza umana, a cui tutti in un modo o nell’altro, apparteniamo, malgrado le differenze che sembrano dividerci da taluni esponenti, con l’obiettivo di cercare una riappacificazione e una convivenza inoffensiva. Proprio per quest’ultima presa di posizione, che non è una richiesta di giudizio ma l’esatto opposto, viene da chiedersi se Truffaut non possa essere preso come modello per sviluppare una dialettica vera tra i popoli, cominciando a costruire quel dialogo tra Italiani ed Europei per formare quella Coscienza europea e, perché no?, cosmopolita che permetterebbe all’uomo di avanzare nella sperimentazione delle discipline scientifiche come in quelle artistiche e abbandonare per sempre le armi di distruzione di massa.

L’utilizzo, da parte di Truffaut, dell’unità su cui si costruisce la moderna società umana, ovvero la famiglia, e il movimento che egli dirige dal particolare all’universale assomiglia allo stesso movimento che viene intravisto negli horror americani per denunciare l’ipocrisia della società americana degli Anni Novanta.

Truffaut, tuttavia, opera non solo una mera denuncia, ma offre allo spettatore la possibilità di arrivare al vero obiettivo dell’esistenza umana: effettuare ogni azione che costella le nostre giornate su questa terra con l’amore verso il prossimo. L’amore è la sola forza che riesce ad abbattere qualsiasi ostacolo, ed è grazie all’amore per il cinema di Sandro Fogli che abbiamo la possibilità di conoscere Truffaut e i suoi personaggi in un periodo storico-culturale dove sembra predominare solo il soddisfacimento dei bisogni primari mordi e fuggi, escludendo la riflessione e la ricerca di risposte nel passato dell’umanità. Egli porta una ventata di freschezza, di ironia e di modernità alla ricerca metodica e assolutamente non superficiale. Per questo motivo dobbiamo ad autori come Sandro Fogli un immenso ringraziamento.

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